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460. Guk Kim / Cibando

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Dove vuoi mangiare oggi? Dall’idea di un giovane coreano, il portale che ti porta al ristorante. Intervista a Guk Kim, fondatore di Cibando. Entra in contatto con Guk Kim

Parole: 700 | Tempo di Lettura: 3 minuti

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Coreano di origine e italiano di adozione, a soli 26 anni Guk Kim ha già fondato 3 imprese, tutte attive, ma è conosciuto principalmente come il fondatore di Cibando, start-up nata nel 2010 e diventata in breve tempo un punto di riferimento del settore sino ad essere acquistata, lo scorso dicembre, dalla multinazionale Zomato – servizio leader nel mondo della ricerca dei ristoranti – di cui ora è country manager.

Hai creato la tua prima impresa quando eri ancora al liceo. Di cosa si trattava?
Avevo 16 anni, frequentavo il terzo anno di liceo e avevo voglia di iniziare a guadagnare qualcosa perché in previsione delle vacanze estive io e i miei amici stavamo organizzando un viaggio. Così, avevo deciso di propormi a una web agency come web designer, ma dopo il colloquio non sono più stato ricontattato. La mia esigenza, però, rimaneva, e dovevo trovare una soluzione. A quel punto mi sono chiesto: “Perché non dare vita a un’impresa?” E da lì non ho perso tempo. La mia prima azienda si occupava di vendere spazi pubblicitari su MySpace. Questo è stato il punto di inizio e da quel momento ho capito che la strada dell’imprenditoria era qualcosa che non avrei mai abbandonato.

Qual è stata la genesi di Cibando, e da dove è nata l’idea di un portale dedicato al food?
Cibando (che è stata acquisita a dicembre 2014 da Zomato, multinazionale indiana che opera nel campo della ricerca dei ristoranti ed è presente in 22 Paesi nel mondo) rappresenta un’applicazione che consente agli utenti di trovare i ristoranti più vicini, scoprendo subito tutte le caratteristiche del locale.
È nata nel 2010 partendo da una necessità e da un’intuizione. Quando ero alla guida di Mobatar, società che avevo fondato nel 2008 (azienda di promozione e marketing con un focus sul mobile), non sapevo dove andare a mangiare quando ero in viaggio da Roma a Milano per lavoro per incontri con investitori e potenziali clienti. Milano, infatti, per me era una città nuova. Così, mi capitava di utilizzare spesso il servizio 89.24.24, ma era a pagamento e l’operatrice al telefono non mi dava informazioni dettagliate riguardo il costo e i piatti particolari che potevano essere proposti, ma si limitava a trasmettermi informazioni basilari. Da qui, la scintilla. ‘Perché non realizzare un’applicazione realmente utile per gli utenti, per consentire non solo di trovare un ristorante, ma soprattutto capire cosa offre quel determinato ristorante?’.
Siamo partiti con l’idea più semplice possibile e l’abbiamo realizzata nel modo più economico e veloce possibile. Dopo aver fatto questo, abbiamo puntato subito a generare fatturato. Il primo passo per rendere una società davvero vincente, infatti, è essere cashflow positive.
Cibando è nata per permettere, da un lato, a ogni utente di trovare il ristorante giusto per lui (avendo anche la possibilità di visionare non solo le foto professionali di quel locale, ma anche tutte le indicazioni di cui ha bisogno – comprese delle curiosità particolari legate ai singoli posti) e, dall’altro, al ristoratore di avere una vera e propria vetrina online, per avvicinarsi ancora di più ai clienti, migliorando la propria presenza online.

Come avete avuto l’attenzione di Zomato e come si sviluppa il tuo nuovo ruolo di Country Manager per Zomato Italia?
Cibando si è focalizzata da subito su aspetti come le foto professionali dei ristoranti, scattate da food photographers, e le recensioni scritte da food editors. In questo modo ogni ristorante che era all’interno della piattaforma di Cibando era recensito in modo professionale e conteneva tutte le informazioni legate non solo ai singoli piatti di un locale, ma anche alla location e ai prezzi. Questo, agli occhi di Zomato, è stato valutato come un punto di forza e un valore importante.
Attualmente, come Country Manager per Zomato Italia, mi occupo della guida di tutte le operazioni che vengono sviluppate in quest’area: dalle fasi di recruiting fino alla mappatura dei ristoranti.
Il lancio del portale è solo il primo passo di Zomato in Italia. Nel corso dei prossimi due anni l’azienda investirà 6 milioni di dollari per far crescere il proprio business: attualmente il team è formato da 25 persone ma il numero dei dipendenti triplicherà nei prossimi mesi. Al momento ricerchiamo Sales Manager, Community Manager, Recruiter, Public Relations Manager su Milano e Senior Content Associate e Office Manager su Roma (https://www.zomato.com/it/careers).

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Rossella Boriosi

Intervista a cura di Rossella Boriosi

Classe '66, vivo a Perugia con i miei tre figli, un criceto e - talvolta - il marito. Da due anni curo un blog - trefigli.style.it - dove parlo di maternità col disincanto derivante da una fisiologica sventatezza. Lo scorso novembre ho pubblicato Tre figli unici - sopravvivere a brufoli, tabelline e svezzamento in un colpo solo (ed. Futura)

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