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469. Barbara Ganz / Il Sole 24 ORE

6 minuti 1057 parole

Non sognarti di fare questo lavoro. Intervista a Barbara Ganz, giornalista e blogger de Il Sole 24 ORE. Entra in contatto con Barbara

Parole: 1.000 | Tempo di Lettura: 3 minuti

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Entro nella grande stanza-ufficio di Barbara Ganz, firma de Il Sole 24 Ore, nel Parco Scientifico Tecnologico VEGA di Mestre. La sua stanza alla fine del corridoio è tappezzata di ritagli di giornali. Non ne ho mai visti così tanti insieme. Tutto tende al giallo. Come fa un giovane aspirante giornalista a diventare giornalista in Italia? E’ una domanda che mi interessa, è una domanda che sento chiedere. Non cerco una ricetta, cerco una storia.

Barbara, come si fa a diventare giornalista in Italia?
Sono stata molto tenace. Ho detto al mio primo capo cronaca a Il Gazzettino: «Voglio fare la cronaca», e lui mi ha risposto: «Non sognarti di fare questo lavoro». E io: «Torno a chiederglielo». E lui: «Torna fra un mese». Sono tornata e mi ha dato una conferenza stampa della Federcampeggio da seguire. Da lì e per due anni lo chiamavo ogni mattina alle 10 per chiedere se c’era qualcosa da fare. Se non chiamavo non mi chiamavano mai.

[pullquote]La caviglia slogata di uno, una maternità, la tibia di un altro. Insomma, sommando collaborazioni è arrivata ai diciotto mesi necessari per affrontare l’esame di Stato.[/pullquote]

Poi Barbara mi racconta di come la caviglia slogata di uno, una maternità, la tibia di un altro. Insomma, sommando collaborazioni è arrivata ai diciotto mesi necessari per affrontare l’esame di Stato. Era il 1999.

Quante persone a cui è stato detto di lasciare stare poi ce l’hanno fatta?
Non tante, ma quelle che hanno insistito ce l’hanno fatta. E poi non potrà continuare per tanto che non entrino persone nuove. Gli stati di crisi stanno finendo e quello che si è salvato in qualche modo cambierà, ripartirà.

Ma quanti sono i giornalisti in Italia?
Tra pubblicisti e professionisti il numero è elevatissimo: centodiecimila, uno ogni 550 italiani. Questo significa che le liste sono gonfiate, che molti iscritti non sono giornalisti ma lavorano magari in un ufficio stampa. E non conta invece il variegato mondo dei blogger.

E l’esame di Stato?
Lo sappiamo, l’Italia è uno dei pochi Paesi al mondo con un Ordine per i giornalisti. La realtà è diversa. Tutti possono scrivere, tutti scrivono. Da decenni si dice che l’Ordine sarà chiuso, ma poi non succede mai. Per diventare giornalista professionista servono diciotto mesi di collaborazione retribuita in una redazione oppure due anni di scuola di giornalismo. Le scuole di giornalismo permettono, dopo un master di due anni, di sostenere direttamente l’esame di Stato.

Barbara, cosa diresti ad un aspirante giornalista? Di scrivere o di frequentare un Master in Giornalismo?
Odio le scuole di giornalismo. Però oggi sono praticamente obbligatorie. E in due anni hai quello che io ho raccolto in nove anni, per cui hanno sicuramente senso. Ciò che manca è la pratica. A me è capitato di vedere stagisti appena arrivati, dopo i due anni di scuola di giornalismo, che ti dicono: «No, non cambio il pezzo perché secondo me va bene così». Invece il pezzo l’hanno cambiato a tutti, sopravviverai anche tu. Secondo me queste scuole danno un po’ troppa sicurezza e pochissima pratica. Mentre la cronaca di un giornale, quando ti chiamano e ti mandano in fretta da qualche parte e tu devi scrivere e spedire subito il pezzo, ecco quella è un’altra scuola.

La scrittura sul web è diversa, c’è più velocità, sembra più informazione che approfondimento. E’ davvero così oppure siamo incappati ancora nel vecchio adagio “si stava meglio quando si stava peggio”?
Secondo me è diverso il modo di scrivere ma dobbiamo ancora capire come, nel senso che molti pensano che l’online sia per le cose più leggere e veloci ma non è necessariamente così. Se nella carta devi fare un titolo che catturi l’attenzione giocando con le parole, per farti trovare su un sito di informazione devi rispondere ad una domanda, per cui in questo caso devi essere più piatto e meno creativo.

Rispondere oppure porre una domanda?
Rispondere. Prendi alcuni titoli de Il Post: Che cos’è l’ISIS, spiegato bene piuttosto che L’articolo 18, cos’è e come funziona. Questi titoli si indicizzano di più perché sono le parole che si cercano su Google.

Quale futuro per i giornali di carta?
Il CEO del The Guardian dice che i giornali stampati usciranno solo nel weekend. Non lo sa nessuno quale sia la forma giusta. Trovo difficile leggere una cosa approfondita sul sito o sull’iPad, quindi secondo me è più logico che ci siano approfondimenti sulla carta mentre è inutile trovare notizie su carta che sono già uscite molto prima su web. Famosa è l’elezione di Obama nel 2008. Lui già eletto nella notte e al mattino la prima pagina del Corriere della Sera titola La lunga notte di Obama, con il primo piano sugli occhi di Barak Obama e dell’avversario John McCain sotto la Casa Bianca. Poi però scopri che uno staterello degli Stati Uniti è determinante per la sua elezione e quello è l’approfondimento da leggere sulla carta stampata.

Esistono nuove professioni nel giornalismo?
Eccome. Molte sono legate alla grafica. Le infografiche, la visualizzazione dei dati, le mappe interattive. Lì c’è lavoro per i nuovi giornalisti. Tutto da fare. Prendi La Stampa. In redazione a rotazione c’è un esperto di social media.

[pullquote]Oggi c’è molto più accesso all’informazione e questi argomenti entrano nei bar, nelle discussioni quotidiane e questo serve in definitiva ad attuarle.[/pullquote]

Tu conosci bene le PMI del Nordest. Quali sono gli argomenti di cui si parla quando si parla di aziende nordestine oggi in confronto a 10 anni fa?
“Passaggio generazionale”, “Fare rete”, “Aziende venete poco capitalizzate”. Gli argomenti sono gli stessi. La differenza è che se dieci o venti anni fa questi erano argomenti che uscivano dai convegni universitari e poi diventavano aria fritta, oggi c’è molto più accesso all’informazione e questi argomenti entrano nei bar, nelle discussioni quotidiane e questo serve in definitiva ad attuarle. Certo i tempi di cambiamento sono molto lunghi.

Quanti giornali leggi al giorno?
Tutti i giornali del Friuli, la rassegna stampa di Trento e Bolzano e poi le edizioni locali di Verona, Treviso e Padova. Ne leggo tanti. Di solito sfoglio la cronaca e guardo la sezione economica e poi incasello. Online esce il titolo e l’abstract. Ho l’iPad da un mese.

Alessio Sartore

Intervista a cura di Alessio Sartore

Il suo sito è alessiosartore.com

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