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471. Housatonic

6 minuti 1108 parole

“We make it easy”. Intervista a Housatonic. Entra in contatto con Housatonic

Parole: 1.030 | Tempo di Lettura: 4 minuti

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Sono pionieri del concetto di “facilitazione grafica” e lavorano dal 1998 seguendo le metodologie collaborative di Matt e Gail Taylor. Sono convinti che condividere in maniera chiara e colorata concetti e pensieri aiuti la collaborazione e l’innovazione.

Di cosa vi occupate esattamente in Housatonic?
Ci occupiamo di semplificare ciò che è complesso attraverso la visualizzazione: in poche parole, di facilitazione grafica. Usiamo l’illustrazione, il design, la grafica e la creatività per aiutare a spiegare e condividere meglio idee e concetti, così come per aiutare la collaborazione e il lavoro in gruppo.

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Leggo dal sito che siete attivi dal 1998. Come è iniziato tutto?
Tutto è iniziato collaborando con una società di consulenza che adottava metodologie collaborative per accelerare processi decisionali di grandi gruppi. Abbiamo iniziato supportando la parte grafica, scoprendone poi l’aspetto di illustrazione in tempo reale, un esercizio che richiede capacità uditive e creative. Nel tempo la passione si è estesa ad altre applicazioni e media e abbiamo cominciato ad esplorare la possibilità di concentrarci sull’aiutare a spiegare e capire meglio concetti più o meno complessi: in questo modo è nata la nostra attività di facilitazione grafica, che può essere applicata ed utilizzata in ambiti molto diversi – da riunioni a grandi eventi, da brainstorming a piccoli meeting, da piani di comunicazione a video esplicativi.

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[pullquote]…ci alziamo ogni mattina convinti che l’idea migliore non l’abbiamo ancora inventata.[/pullquote]

Quindi come si è evoluta nel tempo la vostra attività? Vi siete sempre occupati di facilitazione grafica?
Il nostro background varia dall’illustrazione al graphic design, dalla passione per la musica e la serigrafia fino alla filosofia e alla storia dell’arte. All’inizio eravamo molto concentrati sullo scribing, cioè sull’attività di illustrazione in tempo reale di conversazioni e concetti. Con il tempo abbiamo intuito che questo era un aspetto importante ma a volte marginale, spesso la base da cui partire per sviluppare qualcosa di più interessante e completo. Ancora oggi molto del nostro lavoro consiste nell’andare in un luogo per visualizzare live, ma crediamo che sempre più il cuore del nostro lavoro risieda nella traduzione di concetti e idee in visualizzazioni che le rendano universali e belle. Gran parte del nostro tempo è inoltre dedicato alla ricerca di nuovi strumenti e alla sperimentazione in nuovi ambiti, perché ci alziamo ogni mattina convinti che l’idea migliore non l’abbiamo ancora inventata.

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Chi richiede di solito un servizio come il vostro?
I nostri clienti sono molto diversi e non c’è un caso ideale o comune. Poiché quello che facciamo meglio e di più è ascoltare, noi non abbiamo preferenze. Generalmente si rivolgono a noi grandi organizzazioni che hanno bisogno di tradurre un messaggio complesso in qualcosa di semplice e creativo oppure individuare e creare una strategia di comunicazione coinvolgente e innovativa. Il nostro processo creativo include il cliente in ogni fase e letteralmente co-progettiamo le soluzioni insieme loro.
Lavoriamo molto anche in ambito no-profit, partecipando a progetti pro-bono e collaborando con organizzazioni umanitarie.

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Trovo molto affascinante vedere con che disinvoltura le parole si trasformano in immagini in così poco tempo. Ci vuole tanto esercizio per svolgere un’attività come la vostra?
Noi diciamo sempre che ci vuole la somma di ascolto, disciplina e un po’ di talento. Il saper disegnare (sembra impossibile ma è così!) non è essenziale; sicuramente aiuta ma non è l’elemento chiave, perché se non si è in grado di ascoltare e carpire messaggi e concetti chiave, saper disegnare bene non aiuta. Detto questo, ci sono tecniche e “trucchi del mestiere” che si possono applicare per migliorare ogni giorno, e sicuramente fare pratica e allenarsi costantemente aiuta molto.

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[pullquote]…la grafica e l’illustrazione, che sono il linguaggio più universale e immediato che esista.[/pullquote]

Quali sono le difficoltà di tutti i giorni?
Non riesco a pensare a vere e proprie difficoltà (d’altronde diciamo sempre che “we make it easy”). Credo che ci sforziamo ogni giorno di avere uno stile ed un approccio originale ed identificativo, di spiegare che quello che facciamo non è fare fumetti o disegnare figurine (cosa che ci viene chiesta spesso…) ma facilitare attraverso la grafica e l’illustrazione, che sono il linguaggio più universale e immediato che esista.

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E le soddisfazioni più grandi invece?
Le soddisfazioni più grandi arrivano dai progetti in cui si riesce a creare un rapporto di collaborazione e fiducia con il cliente e la creatività è libera di fare il suo corso.
Uno di questi casi il progetto fatto per il MART di Rovereto due anni fa, quando abbiamo illustrato su una parete di circa 80 metri (in tre giorni e due notti) i concetti e i messaggi degli oggetti esposti in occasione di una mostra sul design nel cibo. In quell’occasione abbiamo potuto unire la nostra passione per i luoghi d’arte con una creatività improvvisata e senza confini, mantenendo allo stesso tempo una costante attenzione alla chiarezza del messaggio ed alle suggestioni dei nostri disegni.

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Ci sono stati cambiamenti sostanziali nel vostro ambito ai quali vi siete dovuti adeguare?
Il cambiamento maggiore è che, negli ultimi anni, in tanti hanno cominciato a fare cose simili, spesso senza saperne origine, significato e utilizzo. Spesso è diventata una moda e semplicemente cool avere una persona che disegna durante un discorso o una conferenza. Noi cerchiamo di evitare questo tipo di situazioni, anche se a volte significa rinunciare a lavori per rimanere coerenti con i propri principi.
Un cambiamento positivo, invece, risiede nelle tecnologie, digitali e analogiche, che negli ultimi anni hanno dato nuove possibilità di sperimentazione e applicazione.

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[pullquote]…immaginare un mondo che utilizzi prevalentemente immagini per parlare a tutti…[/pullquote]

Qual è il futuro della facilitazione grafica? In che direzione si sta andando secondo voi?
Credo che ci sarà sempre più bisogno di persone che sappiano fare quello che facciamo in maniera costruttiva e professionale. Noi stiamo investendo molto tempo ed energie in progetti formativi e nella diffusione di questa pratica. Lo studio sta esplorando nuovi strumenti e modalità di applicazione, come interazioni con il video e un uso innovativo della motion graphics, per esempio. Un paio di anni fa abbiamo lanciato una versione del nostro sito completamente fatta di immagini (la nostra “quarta lingua” dopo inglese, italiano e francese) e quella ci sembra una direzione plausibile: immaginare un mondo che utilizzi prevalentemente immagini per parlare a tutti, in modo rapido e chiaro.

Secondo voi, qual è la differenza tra fato e destino nella vita professionale?
Per noi il fato è ciò che troviamo davanti a noi ogni giorno e cui dobbiamo essere pronti a reagire mentre ci dirigiamo verso un destino che costruiamo con le nostre azioni quotidiane.

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Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

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