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489. Studio Cru

5 minuti 863 parole

Comunicare tutto ciò che è buono, al di là del “fattore Expo”. Intervista a Michele Bertuzzo e Davide Cocco di Studio Cru. Entra in contatto con Michele e Davide

Parole: 820 | Tempo di Lettura: 4 minuti

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Intervista doppia con Michele e Davide, le due facce di Studio Cru, agenzia di comunicazione specializzata in enogastronomia. Una passione per “tutto ciò che è buono”, ovvero food & wine, e una visione strategica. Qui davvero il consiglio “Stay hungry” è di casa.

[pullquote]ci siamo trovati a perfezione, ..attratti da tutto ciò che c’è di buono.[/pullquote]
Come nasce “Studio Cru”?
Michele: In realtà Studio Cru nasce come mia iniziativa, quando ho deciso di creare un mio business nella comunicazione, rivolgendomi al mondo del cibo e del vino, e di darmi subito un nome da studio associato, ancora prima di sapere che quello sarebbe stato il mio futuro.
Davide: Poco dopo ci siamo incontrati, anzi direi ritrovati, perché ci conoscevamo sin dall’infanzia. In quel periodo volevo cambiare ambito di lavoro (era responsabile comunicazione e marketing di una piccola azienda, ndr), volevo poter comunicare un prodotto che mi piacesse davvero. Su questo Michele ed io ci siamo trovati a perfezione, entrambi diretti verso la comunicazione e attratti da tutto ciò che c’è di buono, quindi vino, birra, cucina.
Così all’inizio del 2008 Studio Cru diventa studio associato, con sede a Breganze e poi a Vicenza.
Avevamo un po’ di esperienza nel settore enogastronomico e ci siamo orientati verso quella direzione, scegliendo di specializzarci per avere maggiore credibilità con i clienti e rapporti forti con gli attori del settore.

Oggi food & wine è un settore in forte espansione. Potevate prevederlo?
D: Il boom del settore sta soprattutto nella visibilità che sta avendo, ad esempio, grazie alle innumerevoli trasmissioni di cucina. Nel 2008 non si poteva immaginare, così come non avevamo contato sul “fattore Expo”, che di fatto non incide sul nostro business. È un evento che tocca i grandi e l’estero. Noi lavoriamo per piccole realtà, per le quali un evento di tale portata sarebbe proibitivo.
M: Se possiamo attribuirci un merito, direi, è piuttosto quello di essere stati sempre al passo con la tecnologia e con gli sviluppi della comunicazione che da essa derivano. Abbiamo subito iniziato a lavorare con i social e sul web, ambiti che hanno affiancato le attività più tradizionali di ufficio stampa e PR.

Quanti siete oggi in Studio Cru?
M: Negli ultimi anni siamo cresciuti e oggi siamo in otto persone stabili più una in stage. C’è la squadra dedicata ai social (Davide, con Laura, Fabrizio e Carlo), quella dell’ufficio stampa (Michele, con Claudia e Anna) e c’è chi sviluppa i siti web (Valeria). L’intento è dare un servizio completo ai nostri clienti, in base alle loro caratteristiche. Abbiamo dato unità al nostro team, creando un coordinamento tra diverse attività che spesso restano settoriali, mentre è nell’interconnessione tra modi e canali di comunicazione che si amplifica e si potenzia il messaggio. Questa crescita, a dire il vero, è stata mossa dai nostri clienti, che nel tempo hanno richiesto strumenti e competenze diverse, e noi ci siamo attivati per offrirle loro.

Studio Cru

Come è cambiato il lavoro, per voi?
D: Dal mio punto di vista, un grande cambiamento riguarda il ruolo dei social network, ad esempio nel creare contatti. Ho lavorato molto sul personal branding online, creando relazioni con diverse persone, non necessariamente i clienti, ma spesso intermediari da cui sono nate nuove opportunità. Il famoso passaparola, che sempre più funziona, e che porta ad incontrare nuovi clienti. Stare sui social, “perderci tempo”, nel medio-lungo periodo paga. Serve assiduità, in particolare per twitter che è straordinariamente veloce e impegnativo. Ma io sono appassionato di tutto questo, cioè di social e di mondo Cru, quindi per me questo è il “posto” dove fare meglio le PR.

Come vedete il futuro di Studio Cru?
M: Vorrei uno sviluppo a livello internazionale, una conversazione globale sui temi Cru. So che questo avrà tempi lunghi ma lo sguardo è rivolto lì: credo che il nostro settore, food & wine, ed in particolare per quanto riguarda il prodotto “Made in Italy”, sia destinato al mondo.
D: Il settore ha un’enorme potenzialità e una prospettiva di grande espansione. Sarà necessario però uscire dalle logiche di autoreferenzialità che ancora dominano, e allargare il bacino della comunicazione. Questo rappresenta una bella sfida per noi.

[pullquote]Qui davvero la differenza è un arricchirsi.[/pullquote]
Lavorate bene in tandem: qual è il segreto per andare d’accordo?
M: Ma noi non andiamo d’accordo! Portiamo solo tanta pazienza. Scherzi a parte, il punto è essere complementari, abbiamo spesso visioni diverse ma che si completano. Qui davvero la differenza è un arricchirsi. E poi è fondamentale un buon clima in ufficio, per lavorare si deve stare bene insieme.

Fato o destino?
D: Un po’ di fato e tanto lavoro e sacrificio, come accade per tutti i liberi professionisti, cui si richiede flessibilità, disponibilità di tempo, adattabilità al cliente. Niente di nuovo, dopotutto.
M: Visione strategica. Serve interrogarsi per capire dove si vuole andare, come organizzarsi di conseguenza. Da questo viene la scelta di specializzarci in un settore. Oggi nell’ambito del vino siamo tra le prime agenzie in Italia. E poi, mai ritenersi soddisfatti ma sempre darsi un nuovo obiettivo da raggiungere.

Anna Baldo

Intervista a cura di Anna Baldo

“Scrivere per mestiere, per passione, mai per caso”. Giornalista, addetta stampa, consulente per la comunicazione. Canto in un coro polifonico e nel tempo libero mi dedico al bricolage. C’è tutto in www.annabaldo.com

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