CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

491. Tobia Poltronieri / Vaggimal Records

7 minuti 1388 parole

Musica “made in” montagna. Intervista a Tobia Poltronieri, fondatore della Vaggimal Records. Entra in contatto con Tobia

Parole: 1.300 | Tempo di Lettura: 6 minuti

Vaggimal_foto Ana Blagojevic_home
Francesco Ambrosini, Tobia Poltronieri, Filippo Brugnoli – foto di Ana Blagojevic

E’ di qualche giorno fa la notizia, veicolata entusiasticamente da Rockit, di un sedicenne americano che ha creato la sua etichetta discografica. E’ facile, dinanzi a questa notizia, fantasticare sulla possibilità di fare altrettanto. Ma siamo in Italia, nel 2015. Per quale motivo, quindi, i giovani dovrebbero investire sulla musica? Ne abbiamo parlato con Tobia Poltronieri, voce/chitarra e una delle menti che si cela dietro il progetto Vaggimal Records, etichetta sita in Lessinia, una delle zone più impervie del veronese.

[pullquote]Avevamo solo tanto entusiasmo, il tempo libero degli universitari e una casa di montagna.[/pullquote]
«L’etichetta è nata ufficialmente nel settembre 2009, tra Verona e Vaggimal, con la pubblicazione dell’EP d’esordio dei Klein Blue, Fertilizzafrasi», spiega Poltronieri. «Già da prima, con Francesco Ambrosini e Filippo Brugnoli, avevamo questa idea, quando ancora non suonavamo assieme nei C+C=Maxigross. Francesco studiava per diventare tecnico del suono alla SAE di Milano mentre io e Filippo eravamo interessati a lavorare nella musica a 360°, senza però avere alcuna esperienza o idea di cosa volesse dire fare una cosa del genere. Avevamo solo tanto entusiasmo, il tempo libero degli universitari e una casa di montagna». Insomma: non avevano grandi progetti, tutto è nato dalla passione.

Ma quali sono i segreti per rendere sostenibile, nel 2015, un progetto come Vaggimal Records?
«Bella domanda, ce lo stiamo ancora chiedendo e la strada è lunga e impervia», ammette Tobia con un moto di perplessità. «Attualmente l’unica maniera sostenibile per poter mandare avanti questa realtà è occuparsi in contemporanea di mille cose diversissime tra loro: pubblichiamo dischi che quasi sempre produciamo e registriamo noi stessi (con Vaggimal Records); registriamo e produciamo artisticamente dischi esterni all’etichetta nei nostri Vaggimal Studios; facciamo promo e management per le nostre band ma anche, come servizio esterno (con Vallata Promotion), facciamo booking (cioè troviamo concerti alle nostre band), organizziamo eventi e festival con altri collaboratori e associazioni culturali (Lessinia Psych Fest, Balera Veronetta, Nano – L’utile superfluo tra gli ultimi, mentre gli anni passati abbiamo lavorato alla Casetta Lou Fai e con l’Atelier Discreto)».

Foto di Andrea Brignoli
Foto di Andrea Brignoli

Una specie di factory-tuttofare, un massacro di lavoro ma anche risate e divertimento. «Nel tempo che ci avanza suoniamo nel collettivo psichedelico C+C=Maxigross e con i musicisti con cui riusciamo a collaborare», sottolinea Tobia, facendoci credere di avere del tempo libero nonostante la mole di lavoro di cui sopra. «L’insieme di queste attività, che necessiterebbero una giornata di 32 ore, ci ha permesso adesso, dopo 5 anni di lavoro, di aver raggiunto un dignitoso stile di vita. Certo, potersi svegliare la mattina in una casa di cui paghi l’affitto facendo solo quello che ti piace è attualmente la più grande soddisfazione».

Senza dubbio la curiosità culturale dell’italiano medio non aiuta a sostenere sogni di gloria. Il movimento indie, in cui la gran parte dei prodotti Vaggimal Records si inserisce, continua a muoversi. Tobia, come selezionate i gruppi da contrattualizzare e che tipo di accordo stringete con loro?
«Fino ad ora tutti i dischi che abbiamo pubblicato nascono da una conoscenza e un rapporto diretto con gli artisti, è molto difficile trovare (almeno per noi) artisti da pubblicare tra quelli che ci scrivono via mail proponendoci i loro lavori, anche solo per il fatto che i dischi che pubblichiamo sono curati, prodotti e registrati in toto da noi, partendo dalla pre-produzione. Rari sono i casi di co-produzione in cui abbiamo pubblicato dei dischi già registrati esternamente, tranne quelli che per spirito e bellezza c’hanno colpito, come l’ultimo incredibile discofilm degli italo-francesi Grimoon Vers la Lune. Non esiste un accordo standard, con ogni gruppo c’è una modalità diversa di lavorare, in base a esigenze e mille altri fattori».


Phill Reynolds e Martin Hagfors – foto di Ana Blagojevic

Ma questo atteggiamento soccombe comunque alla crisi delle vendite fisiche?
«Si vende ancora qualche disco, ma pochi in proporzione a quando la musica era un vero e proprio bene di consumo quotidiano, cioè tra gli anni Sessanta e i primi Duemila. E se non suoni live è veramente dura». I bestseller della zona ad ora sono Doman l’è festa dei Contrada Lorì e Ruvain dei C+C=Maxigross, il primo con 800 copie vendute in 6 mesi («praticamente solo a Verona») e il secondo con un po’ più di 1.000 copie, vendute però in tutta Italia e un po’ all’estero, in un anno e mezzo di tour con oltre 120 concerti. Insomma, in proporzione la Contrada stravince! Nei negozi e negli store digitali le vendite sono invece irrisorie. Se la discografia è in crisi pare che pure la musica live non sia propriamente in piena salute. Certo, gli eventi non mancano, ma l’impressione che ho è che l’offerta sia superiore alla domanda, parlando in termini business. Concordi Tobia? «Assolutamente sì: i locali di capienza medio/grande sono sempre meno, nascono realtà micro ma che hanno spesso vita breve, garantiscono cachet minimi e situazioni tecniche basiche e semiacustiche, tutti vogliono suonare e avere un loro progetto con cui girare, farsi conoscere… siamo vicini al collasso che ci riporterà al punto zero, forse».

Dopo questa previsione catastrofica, torniamo ad argomenti leggeri: la scelta di agghindarvi da montanari come è nata?
«Se fossimo nati e cresciuti a Rimini credo che avremmo un altro aspetto e un altro immaginario. La Lessinia è il territorio dove operiamo, lo stesso dove abbiamo passato le nostre estati e i nostri inverni quando eravamo piccoli, ci siamo molto legati ed è una continua fonte di ispirazione».


Vista su Vaggimal – foto di Ana Blagojevic

Approfondiamo invece un aspetto rilevante, quello relativo alla promozione: quanto è importante in questi tempi? E per chi, visto che i giornali si vendono meno, la radio si ascolta meno, la televisione si guarda meno e vince solo internet?
«Vallata Promotion è l’ufficio stampa e management della Vaggimal Records, con cui lavoriamo anche per artisti esterni all’etichetta. La promozione è fondamentale: se non fai parlare di te non sei nessuno, anche se il tuo disco è un capolavoro. La gente deve avere la possibilità di ascoltare la tua musica per poterla apprezzare. Certo se il tuo progetto non è di qualità, la promozione è molto difficile. In ogni caso la democrazia di internet ha portato a una sovrabbondanza anche sotto questo aspetto: troppi dischi da promuovere, poche riviste e webzine di rilievo che ovviamente (e per fortuna) non possono parlare di tutti, e tantissimi siti e blog microscopici con tantissime firme di giornalisti amatori e critici improvvisati».

[pullquote]fatichiamo tutti i giorni…vediamo miglioramenti e passi avanti incoraggianti.[/pullquote]

Cosa consigli ad una band o artista che oggi voglia fare della musica qualcosa di più di una passione?
«Banalità: tipo se ci credi abbastanza da non mollare allora continua finché non succede qualcosa, se succede. In generale non saprei veramente cosa dire… noi molto semplicemente fatichiamo tutti i giorni da anni e proseguiamo perché vediamo miglioramenti e passi avanti incoraggianti. Certo se non ci fosse la passione alla base di tutto non ne saremmo qui a parlare». Nella loro semplicità, le parole di Tobia nascondono una grande consapevolezza, che mi sento di condividere.

A questo punto chiedo al mio interlocutore un po’ di disequilibrio: quali band veronesi e non oggi affrontano la sfida con l’enfasi giusta e perché?
«A Verona non saprei… ovviamente non nomino le band con cui lavoriamo perché siamo di parte. Tra gli italiani apprezzo chi riesce a crearsi un percorso che va oltre l’Italia, che musicalmente reputo ristretta, provinciale, poco attuale e poco competitiva (a parte rari casi e nicchie): i Jennifer Gentle di Marco Fasolo sono per noi un perfetto esempio di musica senza tempo, spazio e limiti. Toni Cutrone, attualmente conosciuto come Mai Mai Mai, si sta creando un bellissimo mondo attorno a sé, di psichedelia occulta, noise, low-fi, D.I.Y., drone e sperimentalismi che sono diventati una bellissima scena e un vero e proprio mestiere a tutto tondo (il suo Dal Verme a Roma è uno dei locali più “stilosi” del mondo). Poi negli ultimi anni sono rimasto particolarmente sorpreso da M+A e Be Forest, due band che fanno musica che non mi piace ma che stanno facendo un percorso degno delle band internazionali indipendenti più valide. Almeno così mi sembra per ora, staremo a vedere che combinano».


Maxigross – foto di Ana Blagojevic

Francesco Bommartini

Intervista a cura di Francesco Bommartini

Giornalista appassionato di musica. Ha scritto i libri Riserva Indipendente e Fuori dalla Riserva Indipendente, collabora con Rumore, L'Arena, ExitWell. Ama la sua famiglia, i sorrisi, l’onestà e avere il cuore in pace.

Lascia un commento