CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

495. Orazio Stangherlin / Arcadia Consulting

8 minuti 1469 parole

C’è chi sogna di diventare un imprenditore famoso, e chi sogna di fornirgli le basi per il successo. Intervista a Orazio Stangherlin, fondatore e amministratore delegato di Arcadia Consulting. Entra in contatto con Orazio

Parole: 1.400 | Tempo di Lettura: 7 minuti

Arcadia_home

Attenzione al fattore umano e passione per la tecnologia sono alla base di Arcadia Consulting, società di formazione in cui l’insegnamento diventa un gioco high-tech.

Che cos’è Arcadia Consulting?
Arcadia è una società di formazione che oggi lavora principalmente con le aziende di medio-grande dimensione. La nostra caratteristica saliente è l’utilizzo di nuove tecnologie e metodologie per migliorare e accelerare l’apprendimento.
Quando l’azienda è nata, nel 2001, ci occupavamo principalmente di affiancare piccoli imprenditori con metodi di coaching. Crescendo abbiamo ampliato i servizi, aggiungendo una specializzazione nella gestione delle pratiche per l’accesso alle agevolazioni per la formazione. Questo ci ha permesso di espanderci in tutta Italia ed acquisire clienti di un certo livello, tra cui Luxottica, Diesel e Coca-Cola.

Cosa ha permesso all’azienda di ampliarsi così rapidamente?
Sicuramente il fatto di diventare un’azienda non più locale ma un’azienda su base nazionale e di creare delle specializzazioni verticali sulla consulenza nelle agevolazioni alla formazione.
Le agevolazioni sono state per noi un forte driver di sviluppo. Gestirle bene e con gran competenza ci ha permesso di raggiungere via via molti clienti.
Però, se qualcuno oggi veramente ci apprezza e ci cerca è perché per primi abbiamo iniziato ad utilizzare le nuove tecnologie nei processi di apprendimento, ma anche nei processi aziendali.

[pullquote]È una fusione di metodologie innovative ma soprattutto di tecnologie di ultima generazione.[/pullquote]

Quali sono queste tecnologie?
Dai Google Glass e Oculus Rift alle applicazioni di realtà aumentata e simulatori comportamentali. Abbiamo quindi iniziato a sviluppare degli strumenti di formazione che utilizziamo all’interno dei corsi di formazione. Questo significa che le persone che partecipano ai corsi usano i tablet, i Google Glass, ecc. e la formazione diventa molto più un gioco che non la tradizionale attività frontale d’aula.
Questo, assieme a nuove metodologie, tra cui la Flipped Classroom, ovvero la classe rovesciata, consentono di accelerare il processo di apprendimento.
La classe rovesciata consiste nel fatto che il docente comincia il percorso di comunicazione con i partecipanti molto prima della seduta in aula, inviando loro del materiale, accedendo a delle piattaforme e facendo loro condividere le esperienze in una modalità di Social Learning.
È una fusione di metodologie innovative ma soprattutto di tecnologie di ultima generazione.

Arcadia_3

Come recepiscono le aziende italiane queste novità?
Inizialmente c’è sorpresa, curiosità, interesse ed entusiasmo. Però per tradurre questo entusiasmo nell’introduzione di un’attività concreta passa un po’ di tempo.
Abbiamo visto che il percorso che funziona è quello del “te lo faccio vedere e sperimentare”, facendo un percorso di sensibilizzazione di una o più giornate nelle aziende. In un secondo momento iniziamo a fare dei veri e propri percorsi strutturati con i contenuti formativi.
Tant’è che oggi molti tra i nostri clienti sono proprio società di formazione, oltre alle grandi imprese, quindi molti dei nostri servizi sono rivolti agli stessi formatori, che vanno ad utilizzare le nostre metodologie nelle loro attività.

Che tipo di formazione è più richiesta al momento?
Ci piacerebbe dire che è quella strategica, quella da innovazioni applicate, ecc. Però siamo pur sempre in Italia e la formazione normativa è quella che tutte le aziende sono costrette a fare, quindi noi stessi abbiamo deciso di applicare le nostre innovazioni proprio a quella che è la formazione prevalente. Siamo partiti dalla sicurezza e abbiamo poi proseguito nelle risorse umane, le vendite, il project management: comunque nei processi che riguardano le persone.

Vedi come un ostacolo il fatto che si debba dedicare così tanto tempo e risorse alla formazione normativa piuttosto che a una formazione che coinvolga i processi di produzione?
Allora, sicuramente una buona parte degli imprenditori lo considera un fattore di disturbo: l’avere così tanta formazione da fare nell’ambito della sicurezza distoglie risorse da altre tipologie di formazione. Questo devo dire che è un sentimento piuttosto diffuso. Ciò non toglie che va aggiunto un altro elemento: l’Italia, purtroppo, non è la nazione più sensibile e propensa a fare formazione. Nella graduatoria europea siamo tra gli ultimi Paesi come numero di ore svolte da ogni dipendente, quindi credo incida più una scarsa disposizione che una tematica obbligatoria. Ma devo anche dire che le aziende, specie quelle che hanno un taglio più internazionale, sono propense a guardarsi attorno e a guardare le cose nuove.

[pullquote]La gamification è molto di più di quello che le persone pensano.[/pullquote]
La gamification della formazione incoraggia le azienda a investire in formazione?
Aiuta sicuramente molto. Noi la applichiamo a tutto tondo. Anche nella semplice costruzione di esercizi in aula applichiamo dei meccanismi di gamification online. Diciamo che è una parola che è molto in voga oggi. In realtà molti pensano a gamification come game online. In realtà la gamification va ben oltre: sono delle dinamiche con cui costruisco i percorsi formativi. Ad esempio, il fatto di associare dei punteggi, dei livelli da raggiungere, delle sfide tra le persone… Ecco, queste sono le dinamiche che invogliano le persone ad interagire, ad essere più attente e a partecipare con più entusiasmo. Questo lo puoi fare non solo con il game, ma anche con dei semplici strumenti formativi, se progettati correttamente. Quindi la gamification è molto di più di quello che le persone pensano.

Com’è nata l’idea di applicare queste tecnologie alla formazione e all’interazione con i vostri clienti?
Inizialmente siamo partiti con quella che era la nostra specificità, utilizzando le tecnologie nel mondo dell’apprendimento e della formazione. Poi sono stati i clienti stessi, ma anche il mercato, che ci hanno trascinato nell’ambito del marketing e del rapporto con il cliente. Oggi uno dei trend mondiali è che, se vuoi i clienti, li devi fidelizzare, e uno dei canali principali di fidelizzazione è l’attivazione di un dialogo, la costruzione di un rapporto. Questo lo fai anche tramite la formazione. Se coinvolgi il cliente nei social, nelle piattaforme e in tutti i meccanismi di dialogo continuo, avrai dei partner più che dei clienti, e questo è il sogno di ogni azienda. Quindi tutte le tecniche che usiamo per coinvolgere il cliente nell’apprendimento e nella formazione ci tornano utili proprio come strategie di marketing.
C’è uno strano incrocio magico che si sta formando: il marketing sta diventando formazione e la formazione sta diventando marketing, come approccio.

Arcadia_2

Come gestisci e mantieni motivato il tuo team, che è fatto di specializzazioni diverse.
Il mio responsabile delle risorse umane, Sandro Furlan, mi dà un grande aiuto in questo senso (consideriamolo un aspetto non comune per una società di formazione). Noi oggi siamo circa 50 persone e ti sfido a trovare una società di servizi che abbia un responsabile risorse umane. La maggior parte delle volte questa funzione è coperta dall’imprenditore, dal responsabile amministrativo, ma non c’è una funzione vera e propria. Noi, proprio perché crediamo nelle persone, abbiamo delle persone che si occupano del personale interno ed esterno. Ciò significa maggior dialogo ed investimento. Come fattori motivanti, sicuramente vedo che l’azienda progredisce, sviluppa cose nuove, innova continuamente e soprattutto investe. Noi internamente facciamo tantissima formazione. Mettiamo le persone a contatto con i big mondiali e anche questo è un fattore d’attrazione.
Devo dire che il personale dimostra già una forte motivazione propria. Il fattore innovazione è una leva di per sé, il fatto che spesso primeggiamo nelle gare con aziende importanti è anche questo un fattore motivazionale.
In parallelo, c’è una forte attenzione all’individuo, ai suoi interessi. Offriamo molta flessibilità che va dagli orari alla gestione delle mansioni. Assegniamo degli obiettivi e dei percorsi di crescita a ciascuno, e quindi c’è un forte investimento sul personale.

Come vedi il futuro dell’azienda nei prossimi anni?
La vedo proiettata su grandi imprese e all’estero, oltre che in Italia. Quindi sarà un’azienda di taglio internazionale che cambierà ancora un po’ la propria competenza o specializzazione, sempre nell’area Edutech.

[pullquote]Voglio contribuire a creare il successo degli altri in primis.[/pullquote]

Quali caratteristiche ti hanno spinto a creare un’azienda?
Avevo voglia di lasciare un segno e di cambiare le sorti delle aziende. Il sogno era quello di dire “voglio lavorare con altre aziende e voglio portarle a diventare di successo. Voglio contribuire a creare il successo degli altri in primis”.
Mi hanno sempre appassionato le storie di imprenditori che hanno avuto questo impatto nella società o nell’economia. Il fattore trainante per me è stato quello di dire “vi aiuto a realizzare i vostri sogni imprenditoriali”.
Tutto il percorso che stiamo facendo, così come la nostra vision (che è rendere il mondo migliore con maggiore conoscenza), è un po’ una linea guida per tutti gli sviluppi che abbiamo.
Il fatto di voler accelerare l’apprendimento è un modo per diffondere la conoscenza. Secondo noi, più conoscenza c’è, più libertà c’è.

Melanie De Jesus

Intervista a cura di Melanie De Jesus

Factotum della comunicazione, italoamericana, laurea dalla University of Florida. Faccio parte della schiera crescente di smart workers. Di giorno mi occupo di marketing nel settore cosmetico per Say Design. Credo che nella vita non si viaggia mai abbastanza, sia col corpo che con la mente. Sono franca, a volte fin troppo, e spesso irrequieta. Se mi cerchi, mi trovi davanti al computer assieme a una tazza di caffè e Chico, temibile fox terrier. Melanie su Linkedin

Lascia un commento