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506. Fabrizia Petrillo e Federica Massi / En=Joy® gioielli

3 minuti 537 parole

Il segreto del successo? Una semplice equazione. Intervista a Fabrizia Petrillo e Federica Massi, cofondatrici di En=Joy® gioielli. Entra in contatto con Fabrizia e Federica

Parole: 510 | Tempo di Lettura: 3 minuti

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Si sono incontrate in un laboratorio di laser cut e hanno scoperto di avere molte passioni in comune: da lì è nata l’avventura dei gioielli tagliati al laser, una tecnica che unisce artigianalità, creatività, curiosità e sperimentazione, tutti elementi che si declinano in una moltitudine di forme e colori. E per chi vuole regalarsi un pezzo unico, via libera alla personalizzazione.

Ecco una bella squadra tutta al femminile. Raccontateci un po’ di voi e di En=Joy®.
Il nostro team è attualmente composto da Fabrizia (Petrillo, ndr) e Federica (Massi, ndr), in collaborazione con Cristina (Reggioli, ndr). Insieme abbiamo creato En=Joy® gioielli: un’equazione che combina tecnologia, fantasia e divertimento. Nasce nel novembre 2010 come un progetto sperimentale sull’acrilico tagliato a laser e cresce grazie all’entusiasmo di noi creatrici, strutturandosi man mano in una vera attività, sia progettuale che produttiva, il cui nome, En=Joy®, contiene al tempo stesso il significato di energia e divertimento.
En=Joy® gioielli ha partecipato a mostre di settore, come il Moa Casa e Casa Idea presso la Nuova Fiera di Roma, vende i propri prodotti sulla piattaforma MakeTank e grazie al rapporto che si è instaurato con lo staff riesce a partecipare alla Maker Faire a Roma, alla fiera Robot&Makers a Milano, alla Fiera dell’Artigianato di Firenze, al Meme Exposed a Ferrara. Gli anelli Tiles sono stati selezionati al concorso Bijoux d’Autore 2012 e per l’evento Pop Up shop & Tube.

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Tra piattaforme di vendita online e offline come mercatini e negozi, quali canali utilizzate o avete utilizzato in passato? Quali sono i pro ed i contro che avete riscontrato?
Da quando abbiamo iniziato la nostra attività, il primo riscontro diretto e sempre più efficace è stata la partecipazione a fiere e mercatini: non solo il dialogo con i clienti ci ha permesso di migliorare e sviluppare nuove idee, ma abbiamo subito constatato che il potenziale della personalizzazione e delle richieste “su misura” poteva essere uno dei punti di forza della nostra attività.
Questo aspetto viene sicuramente sfruttato meno nelle vendite online, dove prediligiamo, anche per questioni organizzative, la vendita dei nostri gioielli nelle forme e nei colori presenti nel nostro catalogo ufficiale.
Discorso ancora diverso va fatto per i negozi, che al momento utilizziamo in conto vendita. Qui abbiamo appurato una scarsa volontà da parte del negoziante di proporre in modo entusiasmante e coinvolgente i prodotti personalizzabili e disponibili in una miriade di varianti diverse. Riteniamo che, trattandosi appunto di conto vendita, il negoziante non sia così motivato a pubblicizzare la nostra attività.

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Potete quantificare in percentuale quanto utilizzate i diversi canali e i relativi risultati di vendita?
In sintesi possiamo dire che utilizziamo per il 50% mercatini e fiere, i negozi tradizionali per un 30% e il restante 20% i negozi online. I risultati stimati in un anno sono: negozi 20%, vendite online 40% e mercatini 60%, percentuale quest’ultima che raggiunge anche l’80% se si tratta di fiere di settore, dove c’è una maggiore consapevolezza della tecnologia che utilizziamo, del prodotto e della lavorazione, e dove collezioniamo il maggior numero di contatti che poi si trasformano in clienti “post-fiera”.

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Gaia Segattini

Intervista a cura di Gaia Segattini

Fashion designer ed insegnante di Metodologia Progettuale al Poliarte di Ancona. Dal 2007 scrive di nuovo artigianato e creatività indipendente sui portali delle edizioni Condè Nast, su Frizzi Frizzi e nel suo blog Vendetta Uncinetta. Tiene workshop di manualità e riciclo tessile, collabora con aziende e riviste del settore handmade e nel 2013 è uscito il suo primo libro di refashion per Gribaudo Editore mentre il secondo è in uscita ad autunno 2015. Dal 2014 è art director della manifestazione Weekendoit, incentrata sulla condivisione delle tecniche manuali e lo sviluppo della microimprenditorialità . Funge da PR e talent scout del settore, crea rete e connessioni ed è popolarissima in rete per il suo stile ironico e comunicativo.

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