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509. Delia Segattini / DezaYeppa

3 minuti 513 parole

Artigianato in salsa messicana. Intervista a Delia Segattini, founder di DezaYeppa – Italian handmade goods with Mexican flavor. Entra in contatto con Delia

Parole: 480 | Tempo di Lettura: 3 minuti

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Se pensate di essere approdati sulla Riviera Maya vi state sbagliando: siamo sì in Riviera ma vicino ad Ancora e al Conero. Eppure le atmosfere sono quelle di Frida Kahlo, infarcite di cactus e di “calaveras” (teschi, ndr).

Delia, ci racconti qualcosa di te e del tuo progetto?
Il mio brand si chiama DezaYeppa – Italian handmade goods with Mexican flavor e nasce nel 2013 dalla forte passione per la cultura messicana che ho fin dal 2002. Mi occupo sia di organizzare eventi e workshop, sia della produzione di manufatti, il tutto con un’ispirazione ben precisa che deriva dalla cultura popolare messicana, intesa sicuramente come canoni estetici, ma anche e specialmente come valori: la positività e la forza sociale, le motivazioni artistico-culturali, lo stile ironico, irriverente, naif e impertinente nei confronti della complessità della vita stessa. Realizzo diverse tipologie di manufatti: abbigliamento (felpe, canotte, body per bambini), accessori per la persona (fazzoletti ricamati, portafazzoletti, kit per il cucito, acchiappaspilli), gioielli (quali spille e ciondoli) e anche accessori per la casa (magneti, decorazioni, teschietti e zollette di zucchero, stampi per teschi di zucchero).

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Tra le diverse piattaforme di vendita online (quali Etsy, Dawanda, A Little Market, Miss Hobby, Buru Buru, etc.) ed offline come mercatini e negozi, quali di questi canali utilizzi o hai utilizzato in passato e in che percentuale?
Per le vendite utilizzo la piattaforma Etsy (per un 20%), i mercatini (un 60%) e i negozi fisici (per il restante 20%). Come risultati, la piattaforma Etsy si attesta al 20%, i mercatini al 70% e negozi fisici al 10%.

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Ci illustri i pro e i contro che hai riscontrato per i diversi canali?
Dunque, l’aspetto positivo di Etsy è il fatto di essere una piattaforma internazionale già piuttosto nota. Gli elementi di criticità invece sono diversi: è un po’ troppo macchinoso, con poco appeal e poca flessibilità, c’è troppa concorrenza ed è difficile realizzare delle fotografie accattivanti che colpiscano il cliente in un mare di offerte. Inoltre Etsy trattiene una percentuale alta da togliere ai guadagni e poi c’è il problema che nel nostro Paese i pagamenti online sono ancora poco usati.
Per quanto riguarda i mercatini, i vantaggi sono sicuramente il contatto diretto con i clienti e la loro conoscenza approfondita, c’è una migliore comunicazione del prodotto e la possibilità di far conoscere al meglio il mondo che sta dietro l’oggetto, tramite l’arredo e lo stile del banco vendita: tutto questo si traduce in un coinvolgimento più facile ed immediato. Alcuni contro dei mercatini sono un’organizzazione a monte spesso carente o superficiale e il fatto che sono impegnativi in termini di tempo, spese di trasporto ed energie fisiche.
Infine, parlando dei negozi veri e propri, posso dire che i pro sono l’aiuto che ricevo nella vendita e la diffusione dei mie prodotti presso una clientela che è già fidelizzata. I contro, d’altro canto, sono le provvigioni o quote mensili alte e il rischio che ci sia poca collaborazione nella valorizzazione del prodotto.

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Gaia Segattini

Intervista a cura di Gaia Segattini

Fashion designer ed insegnante di Metodologia Progettuale al Poliarte di Ancona. Dal 2007 scrive di nuovo artigianato e creatività indipendente sui portali delle edizioni Condè Nast, su Frizzi Frizzi e nel suo blog Vendetta Uncinetta. Tiene workshop di manualità e riciclo tessile, collabora con aziende e riviste del settore handmade e nel 2013 è uscito il suo primo libro di refashion per Gribaudo Editore mentre il secondo è in uscita ad autunno 2015. Dal 2014 è art director della manifestazione Weekendoit, incentrata sulla condivisione delle tecniche manuali e lo sviluppo della microimprenditorialità . Funge da PR e talent scout del settore, crea rete e connessioni ed è popolarissima in rete per il suo stile ironico e comunicativo.

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