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513. Irene Cuzzaniti / Twentytrees

4 minuti 735 parole

Tutte le espressioni del verde. Intervista a Irene Cuzzaniti, cofounder di Twentytrees. Entra in contatto con Irene

Parole: 680 | Tempo di Lettura: 3 minuti e mezzo

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Progettare nuovi giardini, far rivivere le terrazze di casa, realizzare composizioni floreali, arredare spazi urbani: per ogni esigenza e contesto esiste una soluzione, fatta di fiori e piante. E attraverso i workshop e il fare rete, si fa conoscere il verde e si insegna a rispettare e valorizzare l’Ambiente.

Irene, Twentytrees non è “solamente” uno studio di progettazione del verde ma anche tanto altro: ci spieghi meglio cos’è e come è nato?
È un progetto nato subito dopo essermi laureata a Roma in Architettura dei giardini e Paesaggistica. Con la mia collega e cofondatrice di Twentytrees Alice Ruschena, cercavamo di dare forma alla nostra passione, di riuscire a definirla per farne il nostro lavoro; allora l’abbiamo definito “studio di progettazione del verde”, ma è anche altro. Twentytrees è il mezzo che uso per lavorare per e con le piante, con i fiori, con il paesaggio, e allo stesso tempo è anche il mezzo che uso per avvicinare le persone a questo ambito.

[pullquote]…la verità è che io sono il mio lavoro. E lo dico con molta serenità…[/pullquote]

Il tuo è un lavoro che ne racchiude tanti: come gestisci le tue giornate?
Non l’ho ancora capito in realtà. Ho tantissime cose da ricordarmi e le mie giornate sono a metà tra l’organizzato (al massimo qualche giorno prima) e l’imprevedibile. In linea generale cerco di dedicare metà della mia settimana a la Fioreria e metà agli altri progetti che porto avanti. In mezzo a queste cose, che si traducono in comprare piante e fiori, curarli e sistemare il laboratorio, realizzare composizioni per la vendita, organizzare le attività che si svolgono in fioreria, dalla logistica alla grafica, pensare e realizzare progetti e fare ricerca, coltivo anche le mie amicizie e mi ritaglio dei micro spazi da dedicare a me stessa. Ogni giorno parlo e mi confronto con molte persone per lavoro e questo mi piace perché la verità è che io sono il mio lavoro. E lo dico con molta serenità, anzi, con gioia.

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Quindi possiamo dire che il verde ti dà il pane. Cosa ti ha fatto fare il salto e dire: apro una cosa mia?
Non nasco commerciante né ci sono diventata, malgrado anni dedicati alla vendita in negozio, prima nel design e poi nel mondo dei fiori. Ho colto l’occasione, insistendo il giusto, quando si è liberato uno spazio commerciale in Cascina Cuccagna. Collaboro con la Cascina, e in particolare con il ristorante Un posto a Milano, dalla sua fondazione, cinque anni fa. È l’unico luogo in città in cui avrei mai aperto una bottega mia che, comunque, più che un negozio è un laboratorio. Avere un luogo fisico definito, per quanto poi lavori molto in giro, era un’esigenza arrivata a questo punto della mia carriera.

[pullquote]Si muove qualcosa da soli ma insieme molto di più.[/pullquote]

Quanto contano i social? E quanto fare rete?
I social sono molto utili, per chi li segue, cioè tantissime persone. Generano lavoro e sono un veicolo per farsi capire a diversi livelli di comunicazione, anche estetica. C’è molta attenzione, anche inconscia, per ciò che vediamo: l’immaginario con cui mi presento, le foto che scatto e quelle che scelgo, le illustrazioni per i miei lavori che faccio realizzare a Irene Rinaldi da anni, quello che scrivo e come, tutto questo arriva, funziona, le persone si fanno un’idea sommaria ma reale di quello che mi piace e soprattutto dell’anima del mio lavoro.
Per me lo scambio e la collaborazione, dal vivo, sono il fare rete. Si muove qualcosa da soli ma insieme molto di più.

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I giardini e il verde urbano in generale sono un argomento tornato in voga di cui negli ultimi tempi si parla molto: c’è finalmente una sensibilità maggiore, una inversione di tendenza verso chi ci regala ossigeno quotidianamente?
Non direi inversione di tendenza, magari! Dici giustamente “argomento tornato in voga”, e le mode non sono mai qualcosa di troppo profondo.

Cosa c’è nel tuo futuro e in quello di Twentytrees?
La partecipazione a Orticolario, un corso di ikebana, dei viaggi, delle collaborazioni, sicuramente molte piante, molte farfalle e fiori e una grandissima passione a spingere sempre tutto.
Poi c’è un progetto grande e importante, ma sono scaramantica e non ne parlo ora. Se volete ve lo racconto l’anno prossimo.

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Evelina Guerreschi

Intervista a cura di Evelina Guerreschi

Ho un dinosauro a guardia dei miei libri e nessuna intenzione di farvi uscire sobri da qui. Dei Duran sempre preferito James, dei Karamazov, Ivàn.

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