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516. Laura Alesi / Bra Renz

3 minuti 443 parole

Lo stile metropolitano che nasce in provincia. Intervista a Laura Alesi, founder di Bra Renz. Entra in contatto con Laura

Parole: 425 | Tempo di Lettura: 3 minuti

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Intuizione fugace e ricerca paziente: è questa la sintesi da cui nascono gli accessori realizzati da Laura che, complice la crisi immobiliare, decide di abbandonare la carriera di architetto per riscoprire il suo hobby e seguire la passione per l’handmade. Il vantaggio di vivere in un piccolo paese le permette di scegliere di persona i migliori fornitori dei materiali che tratta (soprattutto tessuti e le varie essenze del legno) e quindi di combinare il sapere tradizionale con le nuove tecnologie. Su facebook la trovate come Jean Alesi, per la sua immagine di coraggio e desiderio di vivere la vita al massimo.

Laura, ci racconti qualcosa di te e di cosa ti occupi?
Sono un architetto e designer e abito a Fossombrone, nella provincia di Pesaro Urbino. Ho iniziato circa 2 anni e mezzo fa a realizzare accessori, prima per donna e poi per uomo. Il mio marchio si chiama Bra Renz e prende il nome dai soprannomi con cui sono solita chiamare i miei genitori: Bra da Bernarda e Renz da Lorenzo. Realizzo due linee gemelle: collane in stoffa basate sul tema del nodo per lei e papillon in legno per lui.

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Utilizzi o hai utilizzato in passato piattaforme di vendita online?
Ho utilizzato solo in passato e per un breve periodo Buru Buru, ma purtroppo con scarsi risultati di vendita. Questo canale ha comunque i suoi pro: un portale, se è ben gestito, ti può far arrivare ad un pubblico esteso ed interessato ai tuoi prodotti. Il principale aspetto negativo invece è stata per me la mancanza di una corrispondenza tra la richiesta d’impegno per sponsorizzare il portale su cui vendevo i miei accessori e l’attenzione di questo portale nei confronti dei miei prodotti e della mia storia. Inoltre, la percentuale trattenuta dal portale in caso di vendita era per me eccessivamente alta e quindi alla fine del gioco poco conveniente.

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Quindi ora, tra canali di vendita online da un lato e canali offline dall’altro, come mercatini e negozi, quali prediligi?
In genere utilizzo principalmente l’online e la vendita tramite passaparola: così sono più indipendente e nel mio caso li trovo più efficaci.

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Riesci a quantificare in percentuale l’uso che fai dei diversi canali e i relativi risultati di vendita?
Sì, direi che le percentuali relative all’utilizzo sono il 25% per online, il 40% per i mercatini e il 35% per i negozi tradizionali. A livello di ricavi, i risultati delle vendite online si attestano al 25%, un buon 50% deriva dai mercatini e il restante 25% è la porzione dei negozi.

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Gaia Segattini

Intervista a cura di Gaia Segattini

Fashion designer ed insegnante di Metodologia Progettuale al Poliarte di Ancona. Dal 2007 scrive di nuovo artigianato e creatività indipendente sui portali delle edizioni Condè Nast, su Frizzi Frizzi e nel suo blog Vendetta Uncinetta. Tiene workshop di manualità e riciclo tessile, collabora con aziende e riviste del settore handmade e nel 2013 è uscito il suo primo libro di refashion per Gribaudo Editore mentre il secondo è in uscita ad autunno 2015. Dal 2014 è art director della manifestazione Weekendoit, incentrata sulla condivisione delle tecniche manuali e lo sviluppo della microimprenditorialità . Funge da PR e talent scout del settore, crea rete e connessioni ed è popolarissima in rete per il suo stile ironico e comunicativo.

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