527. Orlando TM Merone / SOLO

di Anna Cortelazzo
Scrivo per lavoro su vari siti e per passione su www.bradipocondriaca .it. Amo la Fiorentina (quella viola, non quella al sangue o ben cotta) e il mio gatto Prandy, anche se dopo la défaillance di Prandelli ai Mondiali sto pensando di cambiargli il nome.

Senza hardware: i pagamenti a portata di link. Intervista a Orlando TM Merone, founder di SOLO. Entra in contatto con Orlando

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Pagare online è una procedura lunga e dispendiosa (in tutti i sensi). Ora invece diventa più facile e immediata e, anche i liberi professionisti, che per legge dovrebbero essere dotati di un POS, con SOLO risolvono i loro problemi. Abbiamo intervistato Orlando TM Merone, l’inventore di SOLO.

Qual è la sua storia e quali circostanze hanno influito nella creazione di SOLO?
Nasco graphic & web designer, prima in grandi aziende e poi in grandi agenzie. Via via mi sono dedicato sempre più allo studio dell’esperienza dell’utente sul web e alla creazione di strategie e, dopo due belle e inusuali esperienze accanto a produttori di grandi eventi, mi sono trasferito da Roma a Milano per collaborare con il Lab R&D di Digital Magics, dove tuttora mi occupo di consulenza direzionale e creativa per progetti d’impresa digitale nati all’interno dell’incubatore. Nel 2014 ho vinto la finale regionale (in Lombardia) e nazionale di InnovAction Lab, insieme ad alcuni amici e colleghi, e dopo aver ricevuto un seed, ho fondato SOLO, “il POS virtuale facile per tutti”.

È un libero professionista? Se sì, cosa l’ha spinta a fare questa scelta?
Sì, da quando terminai il mio primo stage dopo l’università. Avevo conosciuto e lavorato con molte persone e molte volevano collaborare con me. Per questo e per avere la possibilità di conoscere realtà diverse ho fatto questa scelta.

Perché ha deciso di creare SOLO?
La mia esperienza sul campo mi ha insegnato che implementare un gateway di pagamento in un sito web costa tempo e denaro. Tutti i principali gateway sono piuttosto complicati. L’ultimo pezzetto dei più comuni sistemi di pagamento spesso porta via molto tempo agli utenti che devono completare il processo.
Per questo, insieme al team di SOLO, ho pensato di accorciare questa fase rendendola il più breve e semplice possibile. E, soprattutto, di metterla a disposizione anche di chi non ha l’esigenza di dotarsi di un e-commerce.
Dare la possibilità a professionisti, imprese, artigiani, commercianti ed operatori turistici di ricevere pagamenti e vendere online senza doversi dotare di un e-commerce, secondo me, è un grande passo avanti.

Come funziona SOLO (in particolare il tema della sicurezza) e a chi si rivolge?
SOLO è un POS virtuale che consente a qualsiasi impresa, piccola attività o libero professionista di accettare pagamenti con carte di credito e di debito senza dover strisciare la carta in un supporto fisico. Basta comporre e condividere un link web (ad esempio, solo.sh/orlandotm) al proprio profilo pubblico e i clienti possono pagare comodamente da qualsiasi dispositivo: uno smartphone, un tablet o un computer.
Per noi la sicurezza è importantissima. Utilizziamo tutti gli standard principali a livello bancario e tutte le transazioni avvengono secondo 3D Secure Code. L’istituto di pagamento che ci supporta adotta anch’esso tutta una serie di precauzioni perché la transazione avvenga in maniera sicura.

SOLO_lifestyle

Da cosa nasce il nome SOLO?
Il dominio SOLO.SH nasce come acronimo di social local shopping e SOLO è la sua abbreviazione. Mi serviva un nome che fosse “zen”. SOLO è essenziale (e funziona anche in inglese), come il servizio che offriamo.

È un sistema gratuito? Come guadagnate?
Non c’è nessun costo di attivazione e nessun costo di gestione. Si paga solo quando lo si usa, il 2,5% + 0,25€ (iva inclusa) su ogni transazione.

Quali sono i principali vantaggi?
I vantaggi? Nessuna applicazione da scaricare e nessun hardware da utilizzare. Nessun costo di attivazione e nessun canone mensile. Un’unica fee trasparente su ogni transazione.

Come ha capito che l’idea era quella giusta?
Qualche anno fa, come libero professionista, mi è capitato di avere qualche problema a far rispettare ai miei clienti i tempi di pagamento, quindi ho immaginato una soluzione che mi permettesse di farmi pagare con la carta di credito accorciando i tempi d’incasso e facilitando le procedure. Con questa idea, mi sono iscritto alla Business plan competition di InnovAction Lab e ho condiviso il mio progetto con Edoardo, Leonardo, Francesco e gli altri ragazzi del team che abbiamo creato per realizzarlo.

Idee per il futuro? Cosa dovrebbe fare un giovane imprenditore per avere successo nel suo campo?
Da cosa nasce cosa. Molti dei temi trattati durante l’ultimo anno ci hanno dato spunti interessanti per il futuro, sia per le evoluzioni di SOLO che per nuovi progetti. Il web “iperlocale” sta diventando realtà, un web dove determinati servizi e informazioni vengono resi disponibili solo in determinati luoghi ed in determinati orari del giorno. Un web sempre più su misura.
Non esiste una formula magica, o almeno io devo ancora trovarla. SOLO è e rimane ancora una sfida per il momento. La sua mission è abbattere le barriere all’ingresso per l’adozione dei POS da parte di imprese, commercianti e professionisti che vedono nella burocrazia, nei costi di gestione e nella strumentazione degli ostacoli che limitano fortemente l’accettazione dei pagamenti con la carta, in un mercato in cui il l’uso del contante è notevolmente maggiore rispetto alla media europea. Penso che cercare di risolvere un problema reale sia un buon punto di partenza. Inventare soluzioni semplici e alla portata di tutti è un dovere.

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Quanto conta il destino e quanto le proprie capacità per avere successo?
Preferisco pensare di poter essere ancora artefice del mio destino. Capacità e inclinazioni personali sono importanti, ma senza lo studio, la fatica, le notti in bianco e i weekend sottratti a chi ti vuole bene non si riesce a realizzare qualcosa che rimanga nel tempo. E, soprattutto, senza il team giusto non si va da nessuna parte. Prima di realizzare SOLO, per esempio, il nostro team ha partecipato a diverse hackathon (competizioni informatiche) per trovare una sinergia ed essere all’altezza di portare avanti un progetto del genere.

Quali sono stati i problemi che ha dovuto affrontare prima di veder nascere SOLO?
Abbiamo avuto non poche difficoltà a validare il nostro business, ostacoli che hanno ritardato l’uscita sul mercato. Ma, grazie a consulenti e partner, abbiamo superato tutto. Ci sono e ci saranno molte altre difficoltà legate soprattutto alla burocrazia ma, pur avendo realizzato un prodotto scalabile ed utilizzabile in tutta Europa dal giorno zero, abbiamo deciso di partire dall’Italia. La società ha sede in Italia, abbiamo deciso di far nascere SOLO qui, anche se sarebbe stato più comodo e facile fare quello che stiamo facendo all’estero. Hic et nunc. Vogliamo e pensiamo che sia giusto farlo qui ed ora.

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