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529. Anna Caldera / La casa in ordine

6 minuti 1067 parole

Una vita con stile. Intervista ad Anna Caldera, founder di La casa in ordine. Entra in contatto con Anna

Parole: 1.025 | Tempo di Lettura: 5 minuti

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Vivere la casa con stile. Il tuo. Seguendo i suggerimenti di gusto e bon ton di La casa in ordine di Anna Caldera. Un luogo elegante ed accogliente dove gli ospiti si trovano a loro agio tra oggetti belli e modi gentili. Proprio come accade a casa di “donna Anna”, maestra del ricevere.

Che cos’è La casa in ordine?
È un magazine online nato dalla mia passione per la casa e il design e da 20 anni di giornalismo in questo mondo di cose belle, di cui mi sono letteralmente innamorata. Parla della casa a 360 gradi, di come prendersi cura di essa attraverso gli oggetti, scelti con gusto. Mi piace scoprire artigiani e artisti sconosciuti, le loro creazioni che molto spesso sono dei veri capolavori. Il design è fatto anche di questi oggetti, non solo delle grandi icone o di brand affermati.

[pullquote]…un nuovo inizio professionale, una chance che abbiamo scelto di darci…[/pullquote]

Chi c’è dietro il magazine?
Il magazine ha due firme, la mia e quella di mio marito Fabio Massimo Donzelli. Anche in questo, lui è la mia “altra metà”. È photo editor e si occupa principalmente dell’impaginazione e dell’aspetto visivo dei post. Per entrambi La casa in ordine è un nuovo inizio professionale, una chance che abbiamo scelto di darci, rinnovandoci nelle nostre competenze. Siamo felici della scelta, perché abbiamo ottimi riscontri, e possiamo dire che tutto quello che si vede oggi è stato fatto da noi.

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Qual è il tuo approccio al design?
Quando vedo un oggetto penso subito: mi piace? Come si usa? Come si colloca in casa, e come si pulisce? Come si conserva? L’aspetto pratico di un oggetto per me è fondamentale, estetica e funzionalità vanno sempre a braccetto. Nel nostro magazine io e mio marito portiamo anche le nostre esperienze, i viaggi, gli oggetti che scopriamo. Molto spesso prima di proporli li proviamo personalmente, tutti sono scelti perché piacciono a noi.

Cosa vuol dire “ordine” per te?
Ordine è fonte di gradevolezza, è la via per la bellezza. Non ha nulla di meccanico o di imposto, ma è da interpretare in senso soggettivo. Però, qualunque sia lo stile che si ama, tutto deve trovare un senso, e contribuire al benessere di chi abita la casa. Io sono appassionata di mise-en-place, perché si comincia a mangiare con gli occhi, nutrendosi della bellezza e dell’armonia della tavola, che valorizza il cibo. Così come accade anche il contrario: una pietanza squisita viene avvilita da una tavola non curata.

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Com’è organizzato il magazine?
È tutto in divenire, ma per ora mi sono concentrata sulla tavola e sull’arte del ricevere. Voglio dare voce ad un aspetto cui tengo molto, cioè la capacità di far sentire bene gli ospiti, anche se vengono a casa solo per un caffè. Sono i particolari a fare la differenza. Con le piccole cose trasmettiamo un senso di attenzione, di piacevolezza, che rende speciale ogni momento, ed ogni persona.

Da quando siete online, e che risultati avete ottenuto?
La casa in ordine ha debuttato il 10 dicembre 2014. Pessimo momento, con tutti distratti dalle feste natalizie. Ci siamo detti: «andiamo online, tanto non ci guarderà nessuno», e invece abbiamo ottenuto risultati soddisfacenti in questi mesi. A fine luglio eravamo a 18.000 visualizzazioni al mese, con oltre 7.500 visitatori unici. Sorprendentemente, dato che il sito è unicamente in italiano, ci guardano da Russia, USA, Germania e Brasile, oltre che da altri Paesi europei. Di recente anche dalla Turchia. Questo ci porta al prossimo step, che sarà una versione bilingue del magazine. Vediamo che la qualità paga. Questi risultati sono frutto del lavoro accurato che sta dietro ad ogni post (dalla scelta degli oggetti e dei temi, all’aspetto grafico, alla qualità delle immagini). Un bel volano lo danno i social, Facebook in primis, ma molto arriva con il passaparola tra aziende e PR, e soprattutto dall’incontro con i designer, che ci indicano le loro proposte.

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[pullquote]…scriviamo anche di sconosciuti, purché creino begli oggetti.[/pullquote]

Non avete temuto di essere l’ennesimo magazine sul living? Come vi differenziate?
Il tema living e design mi avvinceva troppo. Poi, certo, abbiamo fatto un’analisi. I grandi magazine sono la nostra ispirazione, ma noi siamo diversi: proponiamo una visione della casa con un taglio originale. Dell’oggetto racconto la storia, come è fatto e da chi, ma anche come si usa e come si gestisce. Poi andiamo oltre i nomi conosciuti, scoprendo artigiani bravissimi, che il design ce l’hanno nel sangue. Io sono letteralmente innamorata dei designer italiani. Scrivere di loro è un privilegio. E vogliamo farli conoscere ai nostri lettori, perché meritano di avere successo. Come accade per noi, nel mondo dell’editoria, anche questi piccoli artigiani meritano di trovare spazio e visibilità. Per questo scriviamo anche di sconosciuti, purché creino begli oggetti. E ce ne sono davvero tanti da scoprire.

Come crescerà La casa in ordine?
Oltre alle versioni in altre lingue, che dobbiamo ai nostri lettori internazionali, vorrei dare spazio alle diverse stanze della casa, suddividendo gli oggetti per ambiente. Per quanto riguarda la tavola, sto studiando un modo per collaborare con food blogger che possano dare suggerimenti anche per la cucina, come una sorta di divagazione sul tema della mise-en-place. Nel frattempo sono cresciute altre collaborazioni con testate ed eventi: La casa in ordine firma inserti dedicati al living per alcune testate nazionali ed è media partner di eventi come Source (Firenze, 10-20 settembre) e di Déjeuner sur l’herbe, proposto a Varese già da tre anni. Sono contesti che rispecchiano lo stile che abbiamo adottato e che testimoniano come ci sia voglia di bello e di ordine.

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[pullquote]…si deve restare sempre “folli e affamati”.[/pullquote]

C’è lo zampino del destino, in questo progetto?
Assolutamente sì. Nulla accade per caso, solo che leggere il destino non è così semplice. Il magazine è una sorta di regalo che ci arriva dopo tante avversità e tentativi andati male. Invece questo progetto decolla, è la strada da seguire. In questo momento oggettivamente difficile, davvero si deve restare sempre “folli e affamati”. Andare via non è la soluzione. Meglio unire le professionalità e scoprire nuovi modi per metterle a frutto. Il mio sogno è sempre stato fare la giornalista, e ci ho messo quello spirito imprenditoriale che appartiene alla mia famiglia. Si lavora e si arriva dove ci si era prefissi di arrivare, passo dopo passo.

Anna Baldo

Intervista a cura di Anna Baldo

“Scrivere per mestiere, per passione, mai per caso”. Giornalista, addetta stampa, consulente per la comunicazione. Canto in un coro polifonico e nel tempo libero mi dedico al bricolage. C’è tutto in www.annabaldo.com

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