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530. Erika Rossin / Pretty in Mad

3 minuti 584 parole

Ci vuole un pizzico di follia. Intervista a Erika Rossin, founder di Pretty in Mad. Entra in contatto con Erika

Parole: 580 | Tempo di Lettura: 3 minuti

Pretty in Mad è un piccolo brand indipendente di accessori handmade prodotti in Italia: borse stravaganti, zainetti d’ispirazione vintage, accessori per capelli da pin-up. Ma Pretty in Mad è tutto il mondo di Erika, la sua creatività e i suoi sogni, che trovano spazio anche nel suo blog, in cui racconta la passione per il cucito, la fotografia e i gatti.

Cosa significa avere un’attività da libere professioniste in Italia al giorno d’oggi?
E’ una bella domanda. Significa prima di tutto tanto sacrificio: i regimi fiscali non sono dei più vantaggiosi e, spesso, non è semplice per un lavoratore autonomo alle prime armi riuscire a raggiungere i livelli di un lavoratore dipendente. Significa lavorare il doppio per guadagnare meno della metà. Al tempo stesso penso che essere libere professioniste in questo periodo di crisi economica sia una scelta coraggiosa. Vuol dire essere delle pioniere della ripresa, essere resilienti e avere un forte spirito d’adattamento, essere in grado di prendere con filosofia il fatto che le opportunità lavorative scarseggino e, anzi, mettersi in gioco e rimboccarsi le maniche. Sono necessari ottimismo e un pizzico di incoscienza, ma tutto sommato ciò è entusiasmante.

Quali sono le maggiori difficoltà che incontri nel tuo lavoro?
Per il momento, essendo io una novizia della partita IVA, trovo difficoltà nella burocrazia e in tutto ciò che concerne l’aspetto fiscale del mio lavoro. Per quanto riguarda le mie creazioni, mi rendo conto che spesso il prodotto fatto a mano non ottiene il giusto riconoscimento perché non vengono tenuti in considerazione il materiale, il tempo di realizzazione, la ricerca e il know-how che sta dietro ad ogni prodotto. Queste componenti si ripercuotono sul prezzo delle singole creazioni, che a volte è percepito come sopra la media.
C’è bisogno di informare le persone sul valore e l’importanza dell’originalità e dell’unicità di ciò che viene creato artigianalmente, rispetto a ciò che invece si trova nella grande distribuzione. Fortunatamente anche qui in Italia la scena handmade si sta imponendo, grazie ad una maggiore attenzione e sensibilità da parte del consumatore per la qualità degli articoli, i materiali e il loro iter di produzione.

Quale pensi sia il tuo punto di forza?
Oltre alla qualità dei miei prodotti, credo che le persone mi diano credibilità e mi seguano grazie alla gentilezza e le buone maniere. Sono convinta che, nel dubbio, scegliere di essere gentili sia sempre la mossa vincente.

Attraverso quali canali promuovi le tue creazioni?
Amo i social e sono iscritta praticamente a tutti i principali. I miei preferiti per la promozione del mio small business sono indubbiamente Instagram e la pagina Facebook, e non da ultimo il mio blog, dove aggiorno regolarmente la mia situazione lavorativa, creativa e anche personale. Lo shop online invece lo trovate su Big Cartel.

I tuoi progetti futuri?
I progetti futuri sono tantissimi, e hanno tutti lo stesso obiettivo: far ingranare questa piccola attività. C’è l’acquisto di una nuova macchina da cucire professionale e la presentazione della nuova collezione per l’autunno-inverno. Cercare di avere più punti vendita fisici sparsi per l’Italia e contemporaneamente incrementare le vendite online. Penso a come poterla ingrandire e farla diventare, perché no, un’azienda di famiglia, dove anche mio marito possa diventare parte attiva del business, occupandosi di ciò che io non avrò più tempo di sbrigare, come gli aspetti fiscali e commerciali dell’attività. Troppo ambiziosa? Se devo sognare preferisco farlo in grande.

Sara Girardi

Intervista a cura di Sara Girardi

Appassionata di gatti, patatine fritte e Beyoncé è fortemente contraria a chi vive intrappolato nella propria comfort zone.

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