CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

533. Marta Capitello / Progetto Biocasa

6 minuti 1018 parole

La salute è di casa. Intervista a Marta Capitello di Progetto Biocasa. Entra in contatto con Marta

Parole: 950 | Tempo di Lettura: 4 minuti

Progetto Biocasa_profilo

Per prenderci cura della nostra (terza) pelle, serve un ingegnere. Marta Capitello, con il suo Progetto Biocasa, ci insegna ad aumentare il benessere della nostra casa, rendendola davvero un luogo sano.

[pullquote]Non sempre le persone, ma neanche i professionisti, conoscono le chance che i materiali naturali offrono…[/pullquote]

Perché il tuo Progetto Biocasa?
Con il mio studio di ingegneria edile mi occupo di consulenza sul risparmio energetico, attraverso interventi per ridurre gli sprechi e i consumi, e rendere ogni casa un luogo davvero sano in cui abitare. Punto molto sull’involucro, che è il più grande “colabrodo energetico” di un’abitazione. Pareti e finestre sono spesso dei punti deboli e dunque gli elementi strategici su cui intervenire. Per farlo utilizzo materiali naturali, che danno un comfort superiore e prestazioni migliori. Non sempre le persone, ma neanche i professionisti, conoscono le chance che i materiali naturali offrono, e invece si scopre che preferire questo tipo di elementi ha una resa molto alta in termini di salubrità della casa.

A chi ti rivolgi?
In particolare a chi ha già una sensibilità per la sostenibilità, che si traduce in uno stile di vita in cui si ricerca il naturale e la qualità, evitando le sostanze nocive che spesso sono utilizzate dall’industria. Mi rivolgo a chi intende puntare alla salubrità della casa, oltre che ad una riduzione dei consumi. Un esempio: per isolare termicamente la casa si possono usare fibra di legno, sughero, canapa e paglia, spendendo poco più che per la lana di roccia, oppure quasi il doppio rispetto al polistirolo; questo però non solo è di origine petrolchimica, ma ha un potere isolante relativo, permettendo di isolare dal freddo ma non dal caldo, e impedendo la permeabilità del muro (il che si traduce in rischio muffa). Si vede così che il materiale naturale risolve più di un problema e dà una soluzione qualitativamente superiore, in termini di salubrità e di comfort domestico.

Progetto Biocasa_3

Che relazione c’è tra la casa e il nostro benessere?
Forse non ne siamo consapevoli ma la casa è la nostra terza pelle, un involucro per il nostro corpo, dopo la pelle e i vestiti: devono essere tutti traspiranti e sani, e la bioarchitettura si interessa proprio di progettare e costruire la casa partendo da questo presupposto. Interventi in questo senso sono rilevanti nel caso di ristrutturazioni, dato che le costruzioni degli anni Sessanta-Ottanta, in particolare, hanno visto l’impiego di materiali nocivi per la salute. Consideriamo che nel 1983 l’OMS (Organizzazione Mondiale della Sanità) ha riconosciuto la Sindrome da edificio malato. Il microclima della casa, per la presenza di sostanze tossiche, come materiali sintetici di finiture e arredi, vernici, colle e anche prodotti per la pulizia, diventa responsabile di patologie come mal di gola e raffreddori, irritazioni alle mucose (occhi, naso, gola), mal di testa, nausea, vertigini e asma. Secondo l’OMS, questi disturbi, frutto dell’inquinamento anche interno, colpiscono il 20% della popolazione occidentale e sono quindi rilevanti per la salute generale.

[pullquote]È comunque un settore in crescita, lo riscontro nell’interesse di molti…[/pullquote]

Quando nasce Progetto Biocasa?
Nasce ufficialmente nel 2010. L’anno prima mi sono laureata in ingegneria, avendo fatto esperienza in alcuni studi professionali e avendo approfondito in particolare il tema del risparmio energetico. Il rapporto tra costruzione, ambiente e salute mi ha subito affascinata, tanto da portarmi a specializzarmi anche in bioarchitettura. Dopo l’esame di stato ho subito aperto il mio studio professionale, che ha sede a Marostica. Costruire “bio” significa non consumare suolo e dunque ristrutturare, una cosa non semplice in Italia, con troppa burocrazia da affrontare e scarsa cultura di politica ambientale. Ancora pochi Comuni fanno scelte importanti per la sostenibilità. È comunque un settore in crescita, lo riscontro nell’interesse di molti che, nel momento di affrontare una ristrutturazione, pensano al risparmio energetico e ai materiali naturali.

Come si svolge la tua consulenza?
Inizia con un sopralluogo, che può andare da un’ora a una mezza giornata di tempo, da cui rilevo i punti deboli dell’involucro. Poi compilo un’analisi che parte dallo stato di fatto e prospetta diverse ipotesi di intervento, simulando le performance energetiche dell’edificio in rapporto alle soluzioni scelte. Il risparmio energetico può essere molto marcato, anche del 20% l’anno, e quindi motiva un investimento in questo senso.

Progetto Biocasa_2

Che obiettivi hai con Progetto Biocasa?
Al momento punto molto sulle collaborazioni con altri specialisti per i diversi ambiti, coordinando le competenze per dare una risposta completa e di qualità al mio cliente che, come abbiamo detto, è una persona sensibile al tema della biocompatibilità. Per farmi conoscere mi baso molto sulla mia presenza in rete, con www.progettobiocasa.com, che mi ha portato in contatto con clienti in tutta Italia. In prospettiva ho dunque un’espansione delle collaborazioni sul territorio, replicando il mio studio anche in altre zone del Paese, creando una rete di professionisti basata sulla fiducia reciproca.

[pullquote]…mi sono messa in gioco, e le soddisfazioni stanno arrivando.[/pullquote]

Come commenti la tua scelta di metterti in proprio?
Io ne sono felicissima, e non tornerei assolutamente indietro. Mi sono laureata in piena crisi economica, le prospettive nel settore edile erano praticamente zero. Ho rischiato, mi sono messa in gioco, e le soddisfazioni stanno arrivando. Tra i miei coetanei vedo che una grande parte ha fatto la stessa scelta e sono liberi professionisti, tanto che posso considerarlo un vero trend del momento. La cosa vale anche per chi è più vecchio di noi (40/50 anni) e si reinventa, magari “aiutato” dalla crisi.

Quanto conta il fato nella tua scelta?
Zero! Si è trattato di una scelta molto ragionata. Ci sono opportunità da cogliere, che arrivano solo dandosi da fare, quindi (anche) il destino è qualcosa che si costruisce. Niente fato, sono un ingegnere!

E un grazie, a chi va?
Al mio compagno di vita, che mi ha sempre sostenuta e mi ha dato l’esempio. Ci aiutiamo vicendevolmente, ci sosteniamo nelle difficoltà. Lui è per me un confronto positivo, mi porta un’esperienza che è di grande valore, oltre che di incoraggiamento.

Progetto Biocasa_4

Anna Baldo

Intervista a cura di Anna Baldo

“Scrivere per mestiere, per passione, mai per caso”. Giornalista, addetta stampa, consulente per la comunicazione. Canto in un coro polifonico e nel tempo libero mi dedico al bricolage. C’è tutto in www.annabaldo.com

Lascia un commento