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539. Francesco Brazzale e Luca Mariotto / Il sale della terra

4 minuti 718 parole

Nel loro cuore c’è una donna molto esigente. Intervista a Francesco Brazzale e Luca Mariotto, co-founders de Il sale della terra. Entra in contatto con Francesco e Luca

Parole: 700 | Tempo di Lettura: 3 minuti

L’8 marzo scorso hanno festeggiato una donna speciale: Madre Terra. Più che una donna, una bambina che vedono crescere quotidianamente sotto i loro occhi e le loro mani. Sono Francesco Brazzale, 27 anni, e il socio Luca Mariotto, 30, che con le loro sole forze hanno messo in piedi, a Quinto Vicentino (un paesino in provincia di Vicenza), Il sale della terra, un’azienda agricola a coltivazione naturale.

Come è iniziata questa avventura?
Francesco: Per gioco, assieme ad un paio di amici, avevo seminato piante di piccoli frutti nel terreno di casa mia, in campagna. Una società DAF… Destinata A Fallire (ride). Luca, amico di uno dei miei “compagni di gioco”, è venuto a dare un’occhiata, interessato a questo tipo di coltivazione.
Luca: Il secondo incontro con Francesco avvenne ad un corso di coltivazione di piccoli frutti, nel dicembre 2013. Un amico comune, sapendo del desiderio di entrambi di intraprendere una strada nel mondo agricolo, ci ha fatti conoscere meglio. L’azienda si è formata così, a piccoli passi: prima il pollaio, poi il terreno di Francesco da sistemare. Il 3 marzo 2014 è nato Il sale della terra, anche se noi preferiamo festeggiare l’anniversario della “nostra donna” l’8 marzo.

Perché la scelta di questo nome, Il Sale della terra?
Luca: Proprio nel periodo in cui stavamo pensando al nome, venne letto in chiesa il Vangelo di Matteo: “Voi siete il sale della terra; ma se il sale perde il sapore, con che cosa lo si renderà salato?”, (Mt 5, 13, ndr). Che senso ha un ortaggio senza sapore? E che senso abbiamo noi se non sappiamo dare gusto a ciò che facciamo? Quando coltivi, entri in stretto rapporto con il Creato. Toccare la terra è come pregare. L’agricoltura è legata a qualcosa di spirituale e il nome della nostra azienda lo evidenzia.

Quale filosofia seguite nel metodo di coltivazione?
Francesco: Coltiviamo a livello biologico non certificato. La certificazione, non obbligatoria, impone costi importanti ed un impegno di tempo che ora non possiamo permetterci.
Luca: La “nostra certificazione” si compone di una serie di fattori: la fiducia delle persone, la posizione privilegiata dei campi accanto ad una pista ciclabile altamente frequentata, la qualità dei prodotti sia alla vista che al gusto, la vendita diretta, la certezza di lavorare bene, il passaparola della gente soddisfatta.

Cosa significa, in una società 2.0, tornare alla terra?
Francesco: Tornare indietro. Un “indietro” che significa far fatica, perché l’erba non viene diserbata ma zappata e spesso tolta a mano, i prodotti non vengono pompati. Ma è un tornare indietro piacevole. Se tutti lavorassero così, si vivrebbe in modo più sano.

Qual è il vostro punto di forza?
Francesco: Riusciamo a portare avanti quello che abbiamo avviato con le nostre sole forze, senza contributi.

Quali sono, invece, le difficoltà?
Luca: L’organizzazione del tempo. L’agricoltura, a differenza di altri lavori, ha tempi tutti suoi. La semina è veloce, la cura di ciò che cresce comporta più tempo e dedizione.

Chi è il vostro cliente medio?
Luca: Persone sui 45 anni e molte coppie giovani, non solo del paese ma anche da Vicenza e dintorni. L’azienda si trova su una strada di passaggio, questo è sicuramente un punto a nostro favore.
Francesco: Riforniamo anche un pub del paese e pizzerie d’asporto. Il nostro desiderio è di continuare a vendere direttamente al cliente, a km 0.

Sogni nel cassetto?
Luca: Comprare animali da compagnia, magari una mucca e un asino, e organizzare camminate someggiate sull’argine del fiume Tesina.

Cosa consigliereste ad un giovane che “da grande” vuole fare l’agricoltore?
Luca: Di appassionarsi.
Francesco: Di perseverare nella passione e fare le cose in modo graduale e con umiltà.

Francesco, descrivi in tre parole Luca.
Collaborativo, umile, casinista.

Luca, descrivi in tre parole Francesco.
Contadino, buono, single.

Completa la frase “la sera torno a casa…”:
Luca: Fisicamente stanco ma felice. Lavorare la terra è incantevole, terapeutico, rilassa la mente.
Francesco: Io sono già a casa. Comunque torno distrutto, d’estate facciamo anche 10/12 ore di lavoro, ma sereno e… pensante, cioè consapevole di avere molte responsabilità. Non sono un dipendente, non stacco dopo le otto ore di lavoro. La mia testa è sempre legata alla terra ma è comunque una sensazione piacevole.

Margherita Grotto

Intervista a cura di Margherita Grotto

Sono Margherita e, in linea con il mio nome floreale, “coltivo parole”. Adoro scrivere, tanto da fare della mia passione un lavoro, quello di copywriter. Gioco con la creatività, l'immaginazione e le parole. Amo il colore verde, il profumo di eucalipto e le persone… Non per forza in quest’ordine di esposizione.

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