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540. Massimo Lombardi / Venice Classic Radio

7 minuti 1399 parole

Se al mondo esiste una lingua universale, allora è quella della musica. Intervista a Massimo Lombardi, founder di Venice Classic Radio. Entra in contatto con Massimo

Parole: 1.310 | Tempo di Lettura: 5 minuti e mezzo

Massimo Lombardi_profilo

Radio, primo amore di un ingegnere innamorato di transistor e della musica classica. Dal primo circuito con microfono alla sua prima trasmissione, quando ancora era un teenager, fino all’alta fedeltà, alle registrazioni in teatro e alla web radio. Oggi Venice Classic Radio è un riferimento internazionale per chi cerca un ascolto di qualità.

[pullquote]…è stato un momento esilarante, e poi questa passione non è mai scemata.[/pullquote]

Quando nasce l’idea di una tua radio?
Io sono letteralmente innamorato della radio come mezzo di comunicazione. In casa mia si è sempre ascoltata tantissimo e, quando avevo circa 12 anni, il regalo di Natale fu un gioco che permetteva di costruirsi un semplice circuito, con un trasmettitore, per parlare in un microfono e ascoltare la trasmissione via radio. Tutto comincia da lì. Mi sono esaltato a sentire la mia voce attraverso il sistema che avevo realizzato, è stato un momento esilarante, e poi questa passione non è mai scemata. Mi piaceva proprio il suono riprodotto, come accadeva con i dischi. Mio papà aveva una collana con le sinfonie di Beethoven dirette da Karajan. Dischi che abbiamo a dir poco consumato.
All’età di 16/17 anni ho fondato Vicenza Radio (una tipica piccola emittente locale di musica e dediche), andavo a registrare su bobine concerti di musica classica per trasmetterli dalla stazione cittadina. Al tempo era tutto molto libero, poi nel 1985 arrivò la legge che disciplina tutto il sistema e, con i molti limiti introdotti, essendo io minorenne, l’ho dovuta chiudere.
Ho iniziato a lavorare per Radio Vicenza International con dei miei programmi nei quali facevo ascoltare musica e realizzavo interviste. È lì che ho imparato il mestiere. Ero al liceo e poi ho proseguito con l’università, scegliendo ingegneria elettronica e telecomunicazioni. Negli anni 2000 ho iniziato le registrazioni di musica classica, al Teatro Olimpico di Vicenza e in altre sedi di concerti, seguendo i cori e le orchestre della zona. Realizzavo dei master per CD.

E ingegneria?
Ingegneria proseguiva, forse a rilento perché ero assorbito dal mio lavoro. Un lavoro che richiede moltissime conoscenze tecniche che ho appreso negli studi. Tutt’ora utilizzo il know-how di ingegnere: dagli aspetti del suono alla registrazione digitale, fino all’organizzazione del lavoro. Trovo che i miei studi siano molto utili per il mio mestiere di oggi. Realizzo personalmente molti degli strumenti che mi servono, ad esempio i player per l’ascolto da web. So cosa voglio, cosa serve e me lo creo su misura, senza dovermi accontentare di quello che già esiste.

[pullquote]…dovevo decidere se investire per stare al passo o cambiare ambito.[/pullquote]

Quando arriva la svolta verso la web radio?
Nel campo delle registrazioni live sono sorti molti concorrenti, quindi dovevo decidere se investire per stare al passo o cambiare ambito. E così sono tornato alla radio negli anni in cui acquistare frequenze FM era costoso e internet era ancora agli albori, con le trasmissioni con i primi modem che non consentivano di fare molto.
Sentivo parlare di trasmissioni online, ma qui internet si basava sulla linea del telefono. Tutto cambiò con l’arrivo dell’ADSL e l’idea di usare internet per segnali audio si fece concreta. Ho studiato gli aspetti tecnici della questione e ho avviato la mia Radio Onda, che tutt’ora esiste, una radio di musica e informazione.
Nel 2008 ho creato un canale dedicato alla musica classica, pensando di incrociare una piccola nicchia di ascoltatori e invece, con le dirette in streaming e i podcast, questa è decollata.

Massimo Lombardi_3

Un’idea che ha avuto subito successo?
Neanche un po’! Nel 2008 era assolutamente prematuro parlare di web radio e di internet come tecnologia per l’ascolto della musica, ma per me rappresentava l’unica soluzione percorribile. Ci credevo fermamente. In quegli anni YouTube e Facebook erano agli albori in Italia. Mancava ancora la possibilità della mobilità, i pc erano fissi, mentre la radio ha da sempre la connotazione del movimento, della libertà. Quella che oggi ci danno i dispositivi mobili dai quali accediamo ad internet.

[pullquote]…il suo successo sta nel saper parlare con tutti.[/pullquote]

C’è un segreto nel successo di Venice Classic Radio?
Per me fare radio significa comunicare, entrare in contatto con le persone, parlare con loro e ascoltarle. Lo strumento è il mezzo che mi permette questo, storicamente è capace di raggiungere le persone ovunque, ma anche la scelta della programmazione deve fare questo. Venice Classic non si rivolge ai tecnici o solo agli appassionati: il suo successo sta nel saper parlare con tutti. La radio ha una programmazione esclusivamente musicale, da CD che acquisto oppure da registrazioni che realizzo, e oggi viene ascoltata in tutto il mondo perché utilizza una lingua universale, quella della musica. Il web permette gli ascolti in podcast e programmi on demand. E anche questa è libertà.

Quali sono le prossime sfide?
Il web permette di sapere chi ci sta ascoltando, in modo puntuale. L’ultima statistica pubblica (del 2014) registra 156mila contatti al giorno, il che fa di Venice Classic un punto di riferimento anche per aziende che puntano al mercato globale e che qui trovano un pubblico internazionale e qualificato. La sfida della prossima stagione sta proprio in questo allargamento al mercato, oltre ad un’apertura a tutta Europa, per quanto riguarda le registrazioni e le dirette. Nel frattempo la radio è apprezzata da istituzioni culturali che mi hanno affidato la realizzazione dei loro canali radio.

Come si sostiene la radio?
Non c’è pubblicità generalista, per non perdere la stima degli ascoltatori. Molti di loro sostengono la radio con donazioni libere, in particolare dagli USA, dove la cultura del supporto volontario è molto radicata.
Nei commenti gli ascoltatori paragonano la qualità di Venice Classic Radio a quella di emittenti internazionali molto autorevoli. Alcuni dicono: «Ascolto BBC oppure Venice Classic». Mi pare un gran complimento. La radio ha pubblico anche in Germania, dove in generale si ascolta molto la web radio, e nei Paesi dell’Est Europa e in Giappone, da dove arrivano importanti apprezzamenti.

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Qual è la tua ricetta di business?
Di certo non ho inventato io la radio e neanche la web radio. Sto reinventando il modo di ascoltarla, intercettando un pubblico che, proprio in virtù del web, è diverso dal passato. E’ un pubblico vasto che è possibile analizzare molto approfonditamente. Ho puntato a consolidare il prodotto, il prossimo passo sarà in direzione degli investitori, che a differenza del pubblico sono ancora molto legati ai mezzi tradizionali. La presenza di investitori sarà gestita in modo molto discreto e puntando all’interattività con il pubblico. Anche la pubblicità sarà una forma di servizio all’ascoltatore.

[pullquote]Io sto rischiando tutto me stesso in questo progetto e quindi cerco persone molto motivate…[/pullquote]

Cosa pensi del mondo del lavoro?
Solo la passione vera permette di arrivare ad intraprendere. Se ci penso, il mio progetto era a dir poco folle. Naturalmente ho tentato le vie tradizionali, inviando il mio CV a radio, ditte e persino in RAI, ma senza esito. Però la mia volontà era di arrivare qui ed era più forte delle difficoltà. Fare un altro lavoro significherebbe tradire i miei talenti, la mia passione e le mie esperienze. Qui invece metto tutto a frutto. La radio sta avendo ora risultati superiori alle aspettative.
Il progetto sarà compiuto quando avrò una struttura che porterà avanti il tutto senza richiedere la mia presenza costante, come è oggi. Da qualche tempo ricevo curriculum di giovani, li ricevo volentieri, ma vedo poche proposte con specializzazioni su aspetti tecnici coerenti con questo business (ad esempio, un commerciale estero). Sono spesso CV generici, “leggeri” in termini di esperienze. Io sto rischiando tutto me stesso in questo progetto e quindi cerco persone molto motivate, centrate sul mio business e su ciò che significa lavorare in radio. Si deve dimostrare la propria passione, non solo cercare un lavoro.

Fato o destino c’entrano?
Se pensiamo che tutto parte dal regalo di Natale di mio padre, che dire? Forse senza quel gioco la passione per la radio non si sarebbe mai scatenata, o forse sì? Non lo possiamo sapere. Il destino c’è, ma ancora di più vale il saper cogliere i segni, quelli che fanno scattare qualcosa. Poi il tutto va costruito passo passo, con sacrificio e impegno. Si fa volentieri ma ci si dedica interamente. Niente arriva dal cielo.

Anna Baldo

Intervista a cura di Anna Baldo

“Scrivere per mestiere, per passione, mai per caso”. Giornalista, addetta stampa, consulente per la comunicazione. Canto in un coro polifonico e nel tempo libero mi dedico al bricolage. C’è tutto in www.annabaldo.com

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