CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

549. Nicola Gastaldi / Smoke & Mirrors

6 minuti 1170 parole

Una vita di effetti speciali. Intervista a Nicola Gastaldi, Head of 3D Department di The Studio di Smoke & Mirrors. Entra in contatto con Nicola

Parole: 1.200 | Tempo di Lettura: 5 minuti

Nicola Gastaldi_profilo

Emigrante cremonese, trentasei anni alle porte, Nicola è laureato in Scienze della Comunicazione e specializzato in Televisione, Cinema e Produzione Multimediale. E’ volato a Londra, dove attualmente è Head of 3D Department di The Studio di Smoke & Mirrors, uno studio di post produzione video.

[pullquote]…uno di questi studi mi chiede di lavorare per loro, quattro ore dopo il colloquio.[/pullquote]

Da Cremona a Londra senza passare dal via: come quando perché.
A dire il vero, anche se sono passati quasi quattro anni, ancora faccio fatica a capacitarmene e a parlarne. È che Londra è sempre stata più un sogno che un obiettivo.
Un milione di volte ho detto che sarei voluto partire, ma non ci ho mai davvero provato.
In realtà sono partito dal via, mi sono fermato al Vicolo Corto e ho pescato un po’ di imprevisti che mi hanno messo a terra.
Forse proprio perché non avevo nient’altro da perdere, a fine 2011 ho cominciato davvero a mandare curriculum, dopo anni di partita iva e incurante di chi mi diceva che non avrei ricevuto risposta.
Invece dopo solo due ore mi hanno telefonato e ho fatto una valigia in fretta e furia per fare una decina di colloqui in cinque giorni. Di quei giorni ricordo poco, ad essere sincero. Ho qualche immagine di me mentre cammino a Bloomsbury Square, perché uno di questi studi mi chiede di lavorare per loro, quattro ore dopo il colloquio.
So solo che mi chiedevo costa stesse succedendo. Forse non lo so ancora.

Fai cose come motion graphics e projection mapping, parole che ai più suonano sicuramente strane e incomprensibili: ci puoi spiegare meglio il tuo lavoro?
Quando provo a spiegare ai miei parenti cosa faccio di lavoro, dico loro che faccio animazioni bidimensionali e tridimensionali. Tipo i cartoni animati, aggiungo. Ma di solito rimangono storditi da queste informazioni.
Diciamo che faccio grafica animata per promo, ident e bumper per canali televisivi, per pubblicità e per video interni per aziende. Tecnicamente utilizzo la suite Adobe per la grafica 2D (After Effects, Photoshop, Illustrator) e Cinema 4D per il 3D (con Vray, TurbulenceFD, X-Particles).
Se invece di utilizzare uno schermo si utilizza la facciata di un palazzo, dopo opportune distorsioni visive, si può ottenere un projection mapping: illusioni ottiche su larga scala, che giocano con luci e ombre per animare visivamente architetture complesse.
Ma forse il modo migliore di spiegare il mio lavoro, è quello di farlo vedere.

Nicola Gastaldi – Showreel 2014 from gasta on Vimeo.

[pullquote]…essere curiosi e attenti ad ogni manifestazione creativa…[/pullquote]

Che percorso è necessario per fare il tuo mestiere? E ancora: incoraggeresti chi vuole intraprendere una strada simile alla tua?
Negli ultimi giorni mi sono trovato a parlare proprio del mio percorso formativo ad un ragazzo che vorrebbe intraprendere una carriera professionale simile alla mia. Non credo di essergli stato molto d’aiuto, a dire il vero.
Quando ho iniziato l’università, nel 1999, in Italia non c’erano scuole che preparassero a lavori di questo genere. Non che adesso ce ne siano molte di più, ma le cose sono cambiate molto.
Ci si può iscrivere a scuole estremamente professionalizzanti come Big Rock. Oppure ci si può costringere a studiare tutorial su internet, da soli.
In un mio periodo di disoccupazione, io ho scelto di fare tonnellate di tutorial online, nella mia cameretta. Ho messo in pratica, un poco alla volta, quello che imparavo in uno studio di motion graphics italiano, Mou Factory. Da lì a Londra il passo è stato diretto.
Ma come si costruisce il gusto, quello non lo so. Non so nemmeno se un’università possa servire.
Forse è il costringersi a guardare alcuni film considerati pesanti, leggere alcuni libri considerati troppo classici, visitare musei di arte moderna e non, o in generale essere curiosi e attenti ad ogni manifestazione creativa: forse, dicevo, questo è il miglior percorso necessario per questo mestiere che, sì, consiglierei a chiunque, decisamente.

Quanto conta avere un profilo social? Magari restringendo il campo a quelli lavorativi tipo LinkedIn, più generalista, e a quelli che ti danno una possibilità di portfolio online, sto pensando per esempio a Behance.
Questo è un punto su cui ho riflettuto e discusso moltissime volte.
Linkedin, che in Italia è tra i social più bistrattati, in Inghilterra è utilizzato quotidianamente. I responsabili delle risorse umane dei più importanti studi di grafica 3D di Soho cercano i candidati direttamente attraverso Linkedin. E’ un modo velocissimo per assumere freelance, controllare le loro referenze e avere un riscontro immediato delle loro effettive capacità.
Nello stesso modo, quando riceviamo curriculum di persone che vorrebbero lavorare nel nostro studio, la prima cosa che facciamo è di controllare il loro profilo Behance e Vimeo. Se non ce l’hanno o se non è aggiornato, beh, risulta quantomeno strano.
Credo che faccia parte delle responsabilità di ogni persona, nel 2015, controllare la propria presenza online, e il modo migliore è proprio quello di aggiornare costantemente questi siti professionali.
Personalmente, oltre a Linkedin e Behance, sono su Cargo Collective, Dropr, The One, Nabaroo, Dribbble, Vimeo. Ogni sito ha il suo taglio, bisogna solo sfruttarlo al meglio.

Nicola Gastaldi_2

[pullquote]Addirittura trovo la porchetta di Ariccia a Soho.[/pullquote]

Andiamo OT per un attimo: come si sta da italiani a Londra? Forse è ora di aggiornare i tanti luoghi comuni.
Innanzitutto a Londra non c’è la nebbia. E generalmente non c’è freddo. Non come a Cremona, intendo. Certo non c’è neanche caldo. Però non piove come nella bassa padana, incredibile a dirsi.
Lasciando stare i più banali (ma, per carità, estremamente interessanti) discorsi meteorologici, a Londra si sta sempre meglio.
È che è tutto collegato: dalle aspettative e prospettive lavorative al fatto che lo stipendio è buono e, soprattutto, puntuale; dalle tasse minori ad altri fattori che rendono la vita molto, molto bella, come i musei gratuiti, il fatto di non dover possedere un’automobile e quindi di non doversi preoccupare di trovare parcheggio e di andare a lavarla la domenica. E poi, scendendo nel banale e patetico, le pizze sono buone e in generale si mangia sempre bene. Addirittura trovo la porchetta di Ariccia a Soho.
È che “d’una città non godi le sette o settantasette meraviglie, ma la risposta che dà a una tua domanda” (citazione di Italo Calvino, ndr). E Londra ha risposto alla mia.

Progetti per il futuro.
Tra le tante opportunità che ho avuto in questi tre anni, sono riuscito ad esporre un mio video al Design Museum e, con il supporto del mio studio, ho realizzato una video installazione, The Cave, che è stata richiesta a Barcellona e Cambridge.
Sto tentando di realizzare un v2 di The Cave, costruita in acciaio e vetro, con la speranza di poterla esporre in altre gallerie d’arte.
Sul lungo periodo, invece, non escludo di aprire uno studio di grafica, magari con altri italiani che ho conosciuto qui, persone preparatissime e che come me sono dovute emigrare per poter, semplicemente, lavorare.

The Cave from gasta on Vimeo.

Evelina Guerreschi

Intervista a cura di Evelina Guerreschi

Ho un dinosauro a guardia dei miei libri e nessuna intenzione di farvi uscire sobri da qui. Dei Duran sempre preferito James, dei Karamazov, Ivàn.

Lascia un commento