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550. Mattia Sacheli / Mavà

6 minuti 1120 parole

La magnifica arte del rollaggio. Intervista a Mattia Sacheli, founder di Mavà. Entra in contatto con Mattia

Parole: 1.100 | Tempo di Lettura: 4 minuti e mezzo

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Il fumo nuoce gravemente alla salute, è una sacrosanta verità. Ma se proprio non si può farne a meno, meglio allora affinare la propria tecnica di rollaggio e fumare con stile. Una necessità personale che diventa business e il portatabacco artigianale diventa di moda: è l’idea di Mattia Sacheli, 33 anni. Il suo primo portatabacco è un cimelio riposto con cura in un cassetto della sua scrivania, gli altri articoli a marchio Mavà sono in vendita su DaWanda.

[pullquote]…sempre più persone mi chiedevano dove avessi comprato il mio portatabacco…[/pullquote]

Mattia, ci racconti qual è stato il tuo percorso e come tutto ha avuto inizio?
Tutto è iniziato dopo un viaggio in Olanda, tanti anni fa, quando ancora il tabacco da rollo in Italia era poco conosciuto. Avevo iniziato a fumare tabacco per una questione prettamente economica ma, dopo pochissimo tempo, mi ero accorto che era davvero scomodo portarsi appresso tutto il necessario (cartine, tabacco e filtri) e soprattutto era facilissimo dimenticarsi a casa uno di questi fondamentali elementi.
Avevo cercato in diverse tabaccherie un portatabacco per ovviare a questa difficoltà, ma mi venivano proposti solamente degli oggetti veramente brutti, “Made in Non-so-dove”, e che mai avrei osato portare con me.
Allora, grazie ad un amico artigiano, ho progettato il mio primo prototipo di portatabacco in pelle, che ho usato per diversi anni.
Nel frattempo la “moda” del tabacco si stava diffondendo anche in Italia e trovavo sempre più persone che mi chiedevano dove avessi comprato il mio portatabacco fatto a mano.
Poi una sera un’amica mi ha detto: «Dovresti aprire un sito e provare a venderli, io lo comprerei». Da quel momento l’idea mi è risuonata nella testa per diverse settimane. Grazie al mio diploma in grafica, preso anni prima, mi sono costruito un piccolo sito e, insieme ad un artigiano, ho creato i primi dieci portatabacco. Nel giro di qualche settimana li avevo incredibilmente venduti tutti, senza aver speso un euro in pubblicità.
Da lì non mi sono più fermato, fino a far diventare questo progetto il mio principale lavoro.

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La tua è una produzione rigorosamente “Made in Italy”: è una via ancora percorribile quindi?
Avevo voglia di creare un prodotto che fosse una piccola testimonianza della realtà artigianale italiana. Avevo visto una puntata di Report in cui si parlava di grandi marchi della moda che producono all’estero e che in Italia si limitano a rifinire il prodotto. Per un’assurda legge italiana, queste aziende possono apporre il marchio “Made in Italy” sulle loro borse. Questa cosa mi aveva messo un tarlo in testa: possibile che non sia più praticabile la strada del vero e onesto “Made in Italy”?
Dopo diversi anni, nel mio piccolo, posso dire che sì, la strada è praticabile. Ogni giorno ti trovi davanti a delle grandi difficoltà, che però vengono ripagate dalla reazione dei clienti, che alla lunga capiscono e apprezzano un prodotto sano e onesto.
Penso sia un processo articolato ma la gente sta capendo che vale la pena spendere qualche euro in più per un prodotto di buona qualità, che dura a lungo, e che questo processo aiuta a mettere in crisi quel sistema di sfruttamento della manodopera a basso costo che si trova nei Paesi in via di sviluppo.

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Che tipo di investimento hai dovuto sostenere inizialmente e quante persone lavorano con te oggi?
Il primo investimento serio è stato di qualche migliaia di euro, per iniziare la produzione e testare il prodotto sul mercato. A parte la produzione che viene svolta da Gianni, il mio artigiano di fiducia, e l’aiuto di qualche amico, ho sempre cercato di essere autosufficiente e gestisco più o meno tutto da solo. Questo mi ha permesso di mantenere sotto controllo i costi accessori e realizzare un progetto di questo tipo.

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[pullquote]…per soddisfare anche i fumatori più estrosi…[/pullquote]

Quali sono i punti di forza del tuo prodotto?
Siamo riusciti a raggiungere un bel compromesso tra estetica e funzionalità. Col portatabacco Mavà si ha tutto il necessario sempre con sé, usiamo pelle di ottima qualità e la lavorazione artigianale fa il resto. Abbiamo anche creato dei portatabacco un po’ diversi, con stampe e lavorazioni per soddisfare anche i fumatori più estrosi ed esigenti.

C’è anche la possibilità di personalizzare il portatabacco: la richiesta più strana che hai ricevuto?
La personalizzazione del portatabacco è una recente novità. Sul nostro sito è possibile, grazie ad un’applicazione, scegliere i colori dei vari elementi e vedere sullo schermo il prodotto in anteprima. In pochi giorni lo creiamo, su misura per il cliente, e glielo inviamo a casa. Recentemente un ragazzo mi ha chiesto di stampare su un portatabacco la foto a colori del suo pappagallo: sto ancora cercando di fargli capire che non è facile ma ci stiamo lavorando.

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Quali sono i tuoi principali canali di vendita?
Distribuisco in un centinaio di tabaccherie e negozi selezionati in tutta Italia e qualcuno all’estero, ma internet è lo strumento principale.
Internet è globale, mi permette di raccontare il progetto e i miei prodotti. Senza internet e un programma di editing video, ad esempio, non avrei potuto realizzare e far vedere il video girato nel laboratorio dell’artigiano, al lavoro con madre e padre, durante la creazione dei miei prodotti: fa comprendere molto bene e a tante persone lo spirito artigianale della Mavà.
La rete mi ha inoltre aiutato ad avere un contatto diretto con i miei clienti che, grazie ai loro giudizi e consigli, mi fanno crescere sempre di più.

I tuoi prodotti sono in vendita anche su DaWanda: quali sono le opportunità che questo marketplace offre a creativi ed artigiani?
Dawanda permette a chi non ha competenze in materia di vendite online di posizionare i propri prodotti su un sito con grande visibilità e di metterli in vendita senza costi aggiuntivi. Colgo l’occasione per ringraziare i ragazzi di Dawanda, davvero gentili e molto attenti anche al lato umano di ogni progetto.

Quali sono i tuoi progetti per il futuro?
Dopo qualche anno di rodaggio sto cercando di inserire altri prodotti artigianali sul mio sito.
La prima novità sono stati i portafogli in pelle e a breve ci saranno delle grandi novità, ma ancora non posso svelare di che cosa si tratta.

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[pullquote]Se avete un’idea portatela avanti.[/pullquote]

Hai voglia di dare qualche suggerimento a chi, come te, decide di avviare una propria attività?
Innanzitutto crederci, sempre. Purtroppo ormai si è precari anche da dipendenti con il posto fisso, quindi non avete niente da perdere nel provarci e mettervi in proprio. Se avete un’idea portatela avanti. Oggi internet permette di avere un veloce feedback dagli utenti e questo vi aiuterà a valutare se il vostro progetto è valido o meno.

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Giorgia Sorarù

Intervista a cura di Giorgia Sorarù

Web content editor e organizzatrice di eventi, sta scoprendo giorno dopo giorno il piacere della scrittura. Cinguetta come @GSoraru ma il suo cognome ha l’accento. Forse è bipolare: ama incommensurabilmente il silenzio delle montagne e il caos delle gradi città

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