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552. Patricia Lynch

6 minuti 1024 parole

La certezza di un matrimonio perfetto. Intervista a Patricia Lynch, wedding planner. Entra in contatto con Patricia

Parole: 960 | Tempo di Lettura: 3 minuti e mezzo

Patricia Lynch_profilo

Italoamericana con qualche goccia di sangue irlandese. Amante del bello. Idealista. Sognatrice. È Patricia Lynch, una donna dai fluenti capelli ramati e una carica interiore straordinaria, che sa organizzare il giorno più bello e più atteso della vita di ogni donna e, anche se faticano ad ammetterlo, di ogni uomo. Wedding planner di Vicenza, attiva dal 2009, dopo un paio di anni di corsi diventa effettivamente operativa a giugno 2011. Fino ad oggi conta, nel suo curriculum, l’organizzazione di ben trentacinque matrimoni.

Chi è Patricia?
Sono sempre stata una persona creativa. Mi piaceva disegnare, amavo l’arte, il bello che assaporavo nei quadri, nei monumenti, nei fiori, nella musica. Ho studiato in un liceo artistico di Vicenza, all’Università di Venezia ho seguito il corso di economia e gestione delle arti e delle attività culturali. Poi ho iniziato ad organizzare progetti di formazione in Camera di Commercio, un lavoro non legato all’arte, ma interessante dal punto di vista dell’organizzazione.

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[pullquote]Lì ho fatto la ponderata pazzia: ho lasciato il mio lavoro…[/pullquote]

Quando hai capito che la tua predisposizione sarebbe stata quella di wedding planner?
Mi piaceva creare e organizzare, ma non riuscivo a trovare quella che sarebbe stata la mia strada. Un giorno, ormai sette anni fa, mi arrivò una mail che parlava dell’attività di wedding planner. Incuriosita, ho iniziato ad approfondire l’argomento guardandomi attorno. Ho letto libri, studiato siti internet, seguito corsi di fotografia, di contabilità e un corso per imprenditrici. In quest’ultimo ho presentato il mio progetto di impresa, che mi ha portato a vincere un premio. Con i soldi, ho seguito un corso di wedding planner a Milano. Lì ho fatto la ponderata pazzia: ho lasciato il mio lavoro e ho aperto, a fine 2009, la partita iva. Per due anni, dal 2012 al 2014, ho avuto anche una boutique di abiti da sposa in Viale Trento, a Vicenza.

Qual è la tua giornata tipo?
Sono mamma di uno splendido bambino di quasi due anni, quindi la priorità, quando mi sveglio, è lui. Non è sempre facile conciliare il ruolo di mamma con quello di imprenditrice, ma si cerca di fare il meglio. Nella mia giornata tipo curo tutto quello che è comunicazione (facebook, sito, blog, public relations), seguo tutte le comunicazioni con gli sposi, i clienti, i professionisti coinvolti negli eventi, mi occupo dei conti dei vari budget e studio e progetto “Il mondo incantato”, la nuova creatura che mi vedrà baby party planner. Nei momenti di “tranquillità”, approfondisco le conoscenze andando a visitare nuove locations, programmando il futuro (fiere, per esempio), sistemando le centinaia di candele, vasi e tutto ciò che contiene il mio magazzino.

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Come si svolge il tuo lavoro?
Quando gli sposi mi contattano, programmiamo il primo incontro conoscitivo. Nel momento in cui mi danno il via, seguo questo percorso: capisco i loro desideri, i loro bisogni e lo stile, cerchiamo chiesa e location in primis, si studia assieme il timing e propongo i vari professionisti per ogni servizio. Seguo, quindi, tutta la parte organizzativa, togliendo ogni stress ai futuri sposi. Il lavoro culmina con l’aspetto emozionale: studio e creo scenografie e intrattenimenti ad hoc per ogni coppia.

Che cosa ti distingue da altri/e wedding planner?
La formazione a 360°, perché una wedding planner deve saper spaziare su tutti gli argomenti che interessano l’evento, e poi l’esperienza, la passione, la cura del dettaglio e il fatto che “ci sono sempre”, sono mediatrice di tutte le realtà.

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Chi si affida a te?
Sposi molto sicuri di loro stessi che, proprio perché sanno quello che vogliono, lo vogliono perfetto. Generalmente sono persone che non hanno molto tempo a causa del lavoro, o perché abitano all’estero o hanno figli.

[pullquote]…hai la responsabilità del giorno più bello della vita degli sposi…[/pullquote]

Quali sono le difficoltà del tuo lavoro?
Fare la wedding planner comporta uno stress non indifferente, perché hai la responsabilità del giorno più bello della vita degli sposi sulle tue spalle. Ma il problema vero e proprio è che si tratta di una figura non ancora capita e assimilata. In America gli sposi non si muovono senza questa persona, mentre qui, in Italia, non si riesce ancora a capire il valore aggiunto. Si pensa sempre ad un dispendio di denaro, quando invece si tratta di un ruolo che si occupa veramente di tutto. E molto bene, aggiungerei. Il periodo economico certamente non aiuta. Comunque fare bene il proprio lavoro fa in modo che il passaparola sia positivo e vincente.

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Tre parole per descrivere il tuo lavoro:
Passione, emozione, creatività.

Tre parole per descrivere Patricia:
Empatica, solare, energica.

Come sta andando il mercato di questa figura?
Non va male, ma la crisi economica si è fatta sentire. Tuttavia il passaparola della gente soddisfatta del mio lavoro mi dà fiducia.

Se sei arrivata fino a qui, a chi lo devi?
Fondamentalmente a me stessa, ma anche alla mia famiglia – mio marito in primis – che ha saputo capire ed essere la giusta spalla, sempre.

Cosa ti dà più soddisfazione nel tuo lavoro?
Gli sposi e i loro familiari che, a giornata conclusa, mi ringraziano con sincerità. Questo mi fa dire “ok, ne è valsa veramente la pena.”

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Dove lavori?
In Veneto, prevalentemente, ma mi sposto ovunque.

[pullquote]…vorrei coronare un sogno che ho da sempre nel cassetto…[/pullquote]

Quali sono le prospettive future?
Sto iniziando a propormi anche come baby party planner, ossia organizzatrice di feste di bambini. Poi vorrei coronare un sogno che ho da sempre nel cassetto: fondare a Vicenza un ente di formazione dove proporre corsi professionalizzanti, quali make up artist, party planner, assistant shopper, corsi che per ora si trovano solo a Roma e Milano.

Ti sei sposata recentemente. Chi ha pensato al tuo matrimonio?
Io! Ma non lo rifarei… la sera prima del grande giorno ero a montare l’allestimento e il giorno dopo a sistemare.

Qual è stata la richiesta più strana che ti è capitata fino ad oggi?
Un attaccapanni intarsiato di Swarovski come bomboniera, cosa che non è andata in porto per il costo proibitivo.

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Margherita Grotto

Intervista a cura di Margherita Grotto

Sono Margherita e, in linea con il mio nome floreale, “coltivo parole”. Adoro scrivere, tanto da fare della mia passione un lavoro, quello di copywriter. Gioco con la creatività, l'immaginazione e le parole. Amo il colore verde, il profumo di eucalipto e le persone… Non per forza in quest’ordine di esposizione.

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