CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

564. Davide Castellaro

4 minuti 736 parole

Solo pezzi unici su ordinazione, la liuteria di Davide Castellaro. Entra in contatto con Davide

Parole: 725 | Tempo di lettura: 3 minuti

0 (3)

Davide, come nasce l’idea di aprire Utopia Custom Shop, una liuteria a Tortona (Alessandria) e quali sono le peculiarità dell’attività?
Per passione. Ho aperto la mia attività professionalmente nel 1999, ma erano anni che studiavo e mi impegnavo nell’ambito della liuteria come autodidatta. Quando frequentavo la scuola Internazionale di Liuteria di Parma mi è capitato di leggere una citazione del grande liutaio José Ramírez: “Il liutaio che muore in una bella casa, probabilmente non poteva permettersela”. La mia bottega, in cui sono l’unico liutaio, lavora esclusivamente su ordinazione e creo pezzi unici, secondo specifiche dirette di ogni parte, ovviamente concertate con il musicista.

Avete costruito alcuni strumenti utilizzati da grandi artisti. Quali?
Ho collaborato con Angelo Branduardi e Paolo Giordano per la realizzazione di due harp guitar e assistito chitarristi di artisti importanti. Per Matteo Nahum e Fabrizio Ugas, produttori e musicisti molto rilevanti nell’ambiente cantautorale italiano, ho realizzato due chitarre classiche. Ora sto collaborando con Massimo Varini per realizzare la sua harp guitar.

Come avviene la fase di costruzione di uno strumento a pizzico come una chitarra?
Si inizia dalla progettazione fatta a quattro mani con il musicista, magari da un disegno su un foglio, per poi divenire progetto 3D, dove si valutano gli spazi e gli ingombri. Poi si seleziona il materiale. Ho collezionato molto legno già stagionato di altissima qualità, oggi poco reperibile, quindi posso proporre alcuni tagli unici. La lavorazione vera e propria avviene con criterio filologico, utilizzando tecniche antiche sia di lavorazione che di verniciatura per gli strumenti classici. Per gli strumenti moderni invece valgono le regole moderne: nel mio laboratorio puoi trovare sgorbie, pialletti e postazione di verniciatura a gomma lacca accanto a frese e trapani a colonna. Ogni strumento ha il suo tipo di finitura e sono convinto che l’imperfezione non si giustifichi con il “fatto a mano”: per rimanere nel mercato devi essere in grado di offrire un prodotto di qualità.

0 (2)

0 (4)

Quali sono gli interventi di riparazione più richiesti e quali i più particolari?
Una decina di anni fa le richieste di personalizzazione erano più particolari. Come il rifacimento di intere parti dello strumento, o vere e proprie invenzioni elettroniche molto particolari. Ricordo un chitarrista e bassista che non sapendosi decidere mi ha chiesto di realizzare un corpo per il suo strumento che ospitasse entrambi i manici e le elettroniche. Oppure la ricostruzione fedele di un manico di un basso Fender degli anni ’60, ma senza tasti, con le stesse ammaccature. O ancora una chitarra classica dell’ottocento che mi è stata consegnata in una scatola da scarpe! Oggi la tendenza è quella del ripristino di vecchi strumenti allo stato originale e interventi standard dovuti all’usura come le riverniciature, la sostituzione dei tasti e dei capotasti.

Che chitarre apprezzi di più, sia in riferimento alla produzione industriale che artigianale?
Per quel che riguarda gli strumenti di fabbrica solid body moderni, al momento c’è un rapporto qualità-prezzo talmente favorevole che mi sento di dire di apprezzarli quasi tutti. Ci sono case che ancora si distinguono per la qualità e i modelli come Paul Reed Smith e Music Man, che si sono inserite nel mercato dei “classici” e che favorisco per l’attenzione al design. Nel mondo acustico le cose cambiano: sebbene il livello sia alto è importante spendere di più per avere uno strumento performante. Da sempre amo i marchi Larrivée e Breedlove. Per quel che riguarda lo strumento artigianale il panorama è variegato e, considerando solo i liutai professionisti e non il sottobosco della liuteria, il livello è molto alto. Tra tutti voglio citare un grande maestro mancato da poco e punto di riferimento per la mia generazione: Carlo Stanzani. Tra i suoi clienti Dalla, Morandi, Carboni, fino a Pat Metheny e Sting.

Credi che ci siano possibilità di crescita per un’attività come la tua nel futuro oppure si tratta di un tipo di impresa già ampiamente codificato?
Credo che la crescita dovrebbe essere artistica cercando di creare un proprio stile definito e raggiungere sempre risultati migliori. Per ora sta andando bene, ho solo due mani e più lavoro di quel che riesco a fare. Mi piacerebbe però allargarmi maggiormente al mercato globale, per avere confronto e interazione. Il mestiere di liutaio è sempre in divenire e la meta, il punto di arrivo, non è mai visibile. È uno degli aspetti per cui adoro questo lavoro.

3

6

945096_649506695077538_1389047926_n

0 (1)

Francesco Bommartini

Intervista a cura di Francesco Bommartini

Giornalista appassionato di musica. Ha scritto i libri Riserva Indipendente e Fuori dalla Riserva Indipendente, collabora con Rumore, L'Arena, ExitWell. Ama la sua famiglia, i sorrisi, l’onestà e avere il cuore in pace.

Lascia un commento