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566. Alberto Bressan / Low Carb Food

9 minuti 1705 parole

Da 5 compagni di master nasce Low Carb Food: produrre alimenti a basso contenuto di carboidrati. Intervista ad Alberto Bressan. Entra in contatto con Alberto

Parole: 1691 | Tempo di lettura: 4 minuti

Alberto Bressan

A giugno 2014 la prima sfornata di biscotti a casa di Alberto, a Vicenza. Qualche mese prima l’incontro fortuito tra cinque ragazzi, un business plan presentato ad un master e una buona dose di intraprendenza hanno permesso di dar vita a Low Carbelicious Food, una gamma di prodotti alimentari a basso contenuto di carboidrati e zuccheri che garantisce ai propri consumatori uno stile di vita più sano e consapevole.

Alberto, da chi e da cosa nasce Low Carbelicious Food?

Low Carbelicious Food nasce da un progetto didattico della Business School CUOA, ad Altavilla Vicentina, in provincia di Vicenza. Eravamo 5 compagni di banco, ora siamo soci. Ci siamo trovati seduti l’uno accanto all’altro casualmente. Il business plan basato su un progetto scelto da noi si è rivelato particolarmente solido, è stato presentato al master, è piaciuto ai nostri interlocutori ed è stato quindi trasformato in realtà. Fin da subito abbiamo cercato di lavorare su un progetto che potesse essere realizzabile. E così è stato.

Quali sono stati i vostri primi passi?

Siamo partiti con una valutazione delle potenzialità del mercato, abbiamo definito gli asset attorno al quale costruire il nostro modello di business. Per la produzione abbiamo deciso di optare per una duplice gestione del business: parte della produzione è stata affidata a conto terzi, parte viene gestita internamente mediante una collaborazione avviata con il Villaggio SOS di Vicenza ed il suo forno. Il conto terzi ci ha permesso di arrivare più velocemente sul mercato (il primo pezzo lo abbiamo venduto a marzo di quest’anno), la produzione interna di mantenere qualche piccolo segreto relativo alla ricettazione del prodotto.

Quali risorse economiche e umane?

Abbiamo deciso di finanziarci di tasca nostra, rendendo il tutto ancora più sfidante. Ad oggi Michele e Rudolph, due soci, si occupano a tempo pieno di produzione, sourcing e logistica. Il loro ingresso ufficiale è previsto per l’inizio dell’anno nuovo, perché l’impegno che richiede la nostra start-up inizia ad essere davvero notevole.

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Produrre generi alimentari a basso contenuto di carboidrati. Perché questa scelta?

Il 10% della popolazione italiana (se guardiamo a mercati esteri, come il Medio Oriente, arriviamo a punte del 30/35%) soffre di diabete. Ciascuno di noi assimila giornalmente una quantità di zuccheri che il nostro organismo non è in grado di gestire. L’OMS suggerisce un consumo massimo di zuccheri (semplici e complessi) non superiore ai 5 cucchiaini da caffè al giorno. In Italia, in media, ne consumiamo 12. La nostra idea è stata, allora, quella di proporre una linea di prodotti sostituti di quelli tradizionali che fosse in grado di abbattere l’apporto di zuccheri, dando la possibilità di godere di un biscotto o di uno snack salato anche a chi, altrimenti, non poteva avvicinare tali prodotti da forno.

Quali prodotti offrite?
Ad oggi abbiamo un assortimento di quattro prodotti, due dolci e due salati (biscotti, biscotti ciocco, quadrotti e taralli), senza contare l’aggiunta che faremo a gennaio di un’ulteriore tipologia di biscotto e della linea muffin.

Qual è il tuo prodotto preferito?

Il biscotto ciocco, ma ti posso garantire che il muffin che lanceremo a gennaio sarà delizioso!

Esistono altre realtà simili alla vostra in Italia?

Esistono un paio di realtà concorrenti, anche se stiamo cercando di differenziarci da loro puntando su di un sapore più intenso e su un gusto al palato più tradizionale. Nei nostri prodotti le farine vengono sostituite da proteine e fibre. Non è facile risultare buoni a tal punto da essere sostitutivi dei prodotti della tradizione; nonostante questo, siamo molto orgogliosi del lavoro fatto. Che tu sia affetto da diabete, che tu voglia perdere qualche chilo o che tu sia semplicemente attento a ciò che mangi, desiderando ridurre l’apporto di zuccheri nella dieta, i nostri prodotti li puoi gustare senza compromessi.

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Gusto per il palato e gusto per gli occhi. Come vestite le vostre confezioni?

Avendo lavorato diversi anni nel mondo della moda, abbiamo provato ad applicarne le regole al mondo del cibo, scegliendo un tono di voce molto caratterizzato ed internazionale usando l’inglese per i nostri testi; in aggiunta, abbiamo sviluppato una partnership con Favini Group, azienda cartiera di Rossano Veneto (Vicenza), che sta fornendo per i nostri pack una carta fatta con scarti della lavorazione industriale alimentare, permettendoci di ridurre del 20% la carbon foot-print, ossia le emissioni di anidride carbonica. Questo ci consente di sostenere un’etica ambientale green e di presentarci con un buon prodotto anche dal punto di vista estetico.

Come vi siete mossi per raggiungere visibilità?

Lavoriamo molto con i social network. Dopo due giorni dalla messa online del nostro sito abbiamo ricevuto la chiamata di uno dei più grandi gruppi della GDO. Essere contattati direttamente alza il morale del gruppo e permette di sviluppare una strategia distributiva nuova: essere rincorsi dai clienti piuttosto che doverli rincorrere. Abbiamo sostenuto il TedXVicenza a giungo 2015 e stiamo promuovendo i nostri prodotti grazie all’amicizia con l’Associazione Italiana Diabetici offrendo i coffee breaks durante le loro convention. Abbiamo inoltre ottenuto uno spazio al Pitti Taste di Firenze per marzo 2016, una fiera importante per ottenere visibilità internazionale.

Con il business plan avete presentato anche una sorta di Carta, un manifesto aziendale, dove viene descritta la vostra filosofia. Su cosa fondate il vostro progetto?

Su due pilastri: Eco-sostenibilità e il 5% Project. Siamo persone di business, ma prima di tutto siamo padri e madri. Un po’ spaventati del mondo che lasciamo in eredità ai nostri figli, abbiamo deciso di fare del nostro meglio per far trovare loro un posto bello come quello che avevamo noi alla loro età. Attraverso il progetto di Eco-sostenibilità cerchiamo di ridurre il nostro impatto sul pianeta adottando un pack speciale, come detto, o riducendo il consumo di bottiglie di plastica all’interno della nostra sede. Abbiamo in piano l’acquisto di un’auto elettrica per gli spostamenti che saranno necessari alla crescita del business. Attraverso il 5% project, invece, ci impegniamo a donare il 5% del nostro utile alle associazioni che sostengono bambini in difficoltà.

A che realtà vi siete dedicati?

La prima donazione abbiamo deciso di farla in favore del Villaggio SOS Vicenza. Dal contatto e dagli incontri avuti con i responsabili del centro ne è nata una bellissima amicizia che ci ha portati alla costituzione di un progetto comune. A settembre 2015 il Villaggio ha lanciato il progetto Pane Quotidiano (li abbiamo intervistati qui ndr) predisponendo un forno all’interno del Villaggio stesso ed aprendo un panificio in centro a Vicenza. Abbiamo deciso di affidare parte della nostra produzione ai ragazzi più grandi del Villaggio che hanno ora la responsabilità di produrre parte dei nostri nuovi prodotti.

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Parlami dei tuoi soci e definiscili con un aggettivo
Io mi occupo di marketing e vendite, Michele della produzione, Rudolph logistica e sourcing, Roberto delle certificazioni e Monica si occupa di contrattualistica e amministrazione. Un aggettivo? 
Michele, rigoroso. 
Rudolph, concreto.
 Roberto, l’arbitro. 
Monica, innovatrice.

C’è anche amicizia tra voi o il rapporto è esclusivamente lavorativo?
Di fondo c’è un legame di amicizia. Abbiamo età anagrafiche differenti, esperienze professionali e trascorsi di vita diversi. Ci sono inevitabilmente momenti di stress, ma l’importante è riuscire sempre a superarli davanti ad un bicchiere di spritz.

Tre parole per descrivere il tuo lavoro?

Arricchente, ambizioso, impegnativo.

Cosa state investendo per questo progetto?

Stiamo investendo molto sia in termini economici che temporali. Abbiamo famiglie e lavori paralleli, il che implica salti mortali per riuscire a coniugare al meglio tutto. Quando ci troviamo, sono chilometri di autostrada, serate e week end che passano, ma fino ad ora è stato un esercizio bellissimo che ci ha dato la possibilità di imparare tanto da noi stessi e dagli altri con i quali ci confrontiamo.

Perché vi siete buttati, anima e corpo, in questo progetto?

Perché vogliamo provare a fare qualche cosa di nostro divertendoci e seguendo al contempo i nostri valori e la nostra visione del business. Da dipendente è difficile avere tale livello di autonomia.

Dove vendete i vostri prodotti?

Ad oggi il volume di vendita più consistente lo generiamo attraverso il nostro sito che copre 7 differenti mercati: Italia, Inghilterra, Francia, Spagna, Germania, Austria, Irlanda.

Altre idee che vorreste vedere realizzate?

Una cosa che non ci manca sono le idee, la sfida sarà riuscire a realizzarle tutte. Ci piacerebbe ampliare ulteriormente la gamma prodotti aggiungendo altri prodotti salati e una linea di cioccolatini. Ci piacerebbe espanderci ulteriormente all’estero, così come ci piacerebbe sviluppare delle partnership con aziende che ci ispirano e che fondano il loro business su scelte etiche. Ci piacerebbe pensare ai più piccoli con una linea di prodotti a loro dedicati. Le idee non mancano, vediamo cosa saremo in grado di fare!

Da chi vi fornite di materie prime?

Anche per la ricerca delle materie prime siamo partiti dal locale, dal chilometro quasi zero con fornitori italiani, se non addirittura veneti, in primis. Ovviamente occorre scendere a qualche compromesso, ma stiamo cercando di fare del nostro meglio. Alcuni prodotti particolari, come la frutta secca, provengono da aree geografiche che fondano la loro tradizione su queste delizie, quindi non potevamo non considerarle, in quanto eccellenze del territorio.

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Dove si trova la vostra sede?

La nostra sede operativa che funge da hub logistico è a Montegrotto, Padova. Oltre all’inscatolamento dei prodotti e allo stoccaggio degli stessi, utilizziamo tali spazi per la gestione degli ordini e-commerce. La parte di produzione, come detto, è oggi gestita in out-sourcing, ma ci stiamo attrezzando per riuscire a portare tutto in casa al più presto.

Cosa significa essere una start up oggi in Italia?

È complesso, perché la burocrazia necessaria assorbe molte liquidità e perché non è semplice raggiungere visibilità in un mercato maturo per questo settore. Sicuramente ci sono molti spazi per crescere, ma servono impegno, dedizione, risorse economiche e tempo.

Chi ti senti di ringraziare per essere arrivato dove sei ora?

I miei soci, in primis. Gli imprenditori visionari che ci hanno ispirato e dalle cui biografie abbiamo tratto molti spunti di riflessione. I capi che ho avuto fino ad ora nel mio lavoro da dipendente che mi hanno spinto ad avere la voglia di iniziare un cammino in autonomia. E tutte le persone che ci hanno dato una pacca sulla spalla di incoraggiamento.

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Margherita Grotto

Intervista a cura di Margherita Grotto

Sono Margherita e, in linea con il mio nome floreale, “coltivo parole”. Adoro scrivere, tanto da fare della mia passione un lavoro, quello di copywriter. Gioco con la creatività, l'immaginazione e le parole. Amo il colore verde, il profumo di eucalipto e le persone… Non per forza in quest’ordine di esposizione.

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