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572. Maria Carla Cattaneo / Kalleis

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Lavora su cicli chiusi, come fa la natura, dove niente si spreca: la chimica è verde. Intervista a Maria Carla Cattaneo di Kalleis. Entra in contatto con Maria Carla

Parole: 1.214 | Tempo di lettura: 3 minuti

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Un background di studi di chimica e di imprenditorialità (condivisa con il marito), la passione per l’archeologia e per la cosmesi senza tempo: il punto di incontro di tutto questo è Kalleis, brand di nicchia nella cosmesi naturale di alta gamma.

Maria Carla, lei e il marito nascete come imprenditori, ma in un campo lontanissimo dalla cosmesi: come siete arrivati al progetto Kalleis?

Kalleis è il punto di incontro di tutte le componenti delle nostre storie. Mio marito (Gianfranco Baldo, ndr) ed io partiamo come imprenditori nel settore della meccanica per conceria, un ambito fortemente specialistico. Ma in famiglia c’era aria di cambiamento, e sentivamo di voler entrare in un settore più ampio. L’idea è venuta pensando alla nostra passione per l’archeocosmesi, ovvero l’archeologia contestualizzata con la cosmetica, e coinvolgendo gli amici di studi in chimica per quanto riguarda la ricerca sulle materie prime di cui la cosmetica si avvale. Avevamo le conoscenze, la passione, il team, l’idea imprenditoriale: così abbiamo dato vita a Kalleis.

Come si passa dall’archeologia alla ricerca di laboratorio?

Già dalla preistoria l’uomo usava le erbe per curarsi, e poi per trattare la pelle, con finalità estetiche. Nelle culture degli Egizi e dei Greci la cosmesi era già molto strutturata, e utilizzava solo elementi naturali. I Greci, ad esempio, facevano uso dell’olio di oliva che tenevano in piccole botti di legno, queste venivano sotterrate per lungo tempo, fino al limite dell’irrancidimento. Facendo così, la molecola dell’olio cambiava struttura chimica (questo lo possiamo dire oggi, alla luce delle attuali conoscenze chimiche) prendendo una forma adatta a penetrare più in profondità nella pelle. La mescolavano ad argilla o la usavano in decotti di erbe, per creare un cosmetico realmente efficace.
Tra amici chimici ci siamo detti: “Ricreiamo noi questa molecola, in chiave moderna?”. Nasce così una lipoproteina a base vegetale di cui si compone una base cosmetica, e da lì una linea completa di prodotti con questo principio attivo. L’abbiamo brevettata, e nella nomenclatura INCI (
International Nomenclature of Cosmetic Ingredients, è la denominazione internazionale utilizzata per indicare in etichetta i diversi ingredienti presenti all’interno di un prodotto cosmetico, ndr.) si chiama oggi “Olivoil”. Si ricava dalla condensazione di olio d’oliva e di proteine vegetali ed è 100% vegetale, certificata Ecocert, biodegradabile e dermocompatibile.

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Quando debutta Kalleis?

Ci siamo preparati a partire dal 2005, il debutto vero e proprio è stato nel 2008. Erano anni di crisi, e forse si sarebbe potuti crescere di più, ma il punto è che siamo riusciti a coniugare la passione con il lavoro, e la possibilità di lavorare con gli amici. Abbiamo messo insieme le nostre competenze, mio marito in ambito tecnico-manageriale, io come tecnico della chimica.

Come affrontate la distribuzione?

Abbiamo iniziato con la vendita online, per avere un feedback diretto dai consumatori, poi abbiamo aperto nuovi canali collaborando con le farmacie. Lavoriamo molto con l’estero, dove il Made in Italy, se davvero innovativo, è preso in grande considerazione. Nei prossimi anni puntiamo ad estendere la rete commerciale sia in Italia che all’estero.

Altri obiettivi?

La nostra attenzione è sempre rivolta alla ricerca di materie prime, da cui creare nuove molecole e nuovi prodotti, e alla tecnologia. L’innovazione è fondamentale in un campo sperimentale come la cosmesi.

La cosmetica è naturale o è chimica?

La chimica è verde! I due termini non sono in contrasto. La chimica “copia”, riproduce i processi naturali, molti dei quali altrimenti non sono sempre sfruttabili. La biotecnologia ci permette di passare dalla natura all’attivo cosmetico. I nostri sono prodotti vegetali, tutti italiani, e il ciclo di lavorazione è etico, in ogni fase si punta a non inquinare, oltre che a non deteriorare le materie prime. Riteniamo importante spiegare al consumatore questa nostra visione etica, che va ben oltre le regole di una certificazione di biologico. Kalleis lavora su cicli chiusi, proprio come fa la natura, dove niente si spreca. Ad esempio, dagli scarti degli allevamenti di storione ricaviamo il sodium DNA, una sostanza rigenerante che contrasta l’invecchiamento cutaneo e che diventa il principio attivo di prodotti antiage di grande efficacia.

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Cosa pensa dell’imprenditorialità?

Se è fatta di innovazione, premia sempre. È questo che permette di creare, pensando a nuove funzionalità, e viene molto apprezzato dal mercato. All’estero poi, il Made in Italy ha un grande valore, e viene rivalutata l’impresa a struttura familiare, che sta tornando ad essere un segno di fiducia, anche nel nostro Paese; si considera positivamente la capacità di fare le cose su misura, in un dialogo continuo con i partner, come per noi possono essere le farmacie, oltre che i clienti diretti.

Quanta voglia c’è di crescere, per Kalleis?

Ci piace restare piccoli, in una dimensione che ci permette di avere rapporti personalizzati, diretti ed informali con il pubblico. Per ora abbiamo circa 30 punti vendita, partendo dal Veneto e dalla Lombardia, dove abbiamo le nostre sedi produttive. Siamo 10 persone negli uffici (inclusi i venditori), e una trentina in produzione. Sono i numeri di sempre.

Che cambiamenti vedete nel mercato?

È cambiata molto la farmacia, che oggi è dinamica e si pone come parte attiva nel dialogo con i clienti. Il farmacista è una figura competente, preparata, che dimostra di saper fare delle scelte mirate per i suoi clienti, conquistando un ruolo di consulente cui affidarsi. È una figura che sa ben dialogare con i chimici e i produttori, e dall’altra parte sa interloquire con il cliente finale, sa come presentare il prodotto, che così non resta muto sullo scaffale, e la routine nella quale utilizzarlo. Per questo è una figura molto importante e noi, assieme a loro, studiamo eventi che siano in sintonia con i servizi che loro stanno offrendo ai loro clienti, dando la massima personalizzazione ad ogni proposta. Il rivenditore diventa consulente e l’azienda non è solo sponsor, ma si costruiscono partnership e rapporti personali.

Che consigli dà ai nuovi imprenditori?

Crederci! È il consiglio numero uno. Serve tanta passione (e visione) per affrontare un percorso che non sarà semplice. Poi, direi, è necessario trovare i giusti collaboratori, che condividano la stessa passione. Questo fa davvero la differenza. Terzo: non copiare. Non lasciarsi trascinare dal pensiero che le idee altrui siano migliori ma, anzi, trovare qualcosa in cui si crede profondamente, e portare avanti la propria idea, anche contro il parere di tutti.
Poi, coltivare il dialogo, in azienda e con i clienti e i fornitori: tutti daranno un contributo, saranno dei veri collaboratori e così solo si farà la differenza sul mercato. Restare flessibili, e piccoli, per fluttuare in armonia con i cambiamenti del mercato, proprio come accade in natura, dove vince chi si adatta e cambia.
Ultimo, ma non meno importante, circondarsi di giovani, che stanno a loro agio in un mondo globalizzato.

Una mente scientifica crede al destino o al fato?

Ci credo poco, in effetti. Credo più nella volontà, che si può integrare con un pizzico di fortuna, se vogliamo. Il fato è qualcosa di esterno, meglio affidarsi a quello che sta dentro di noi, e condividerlo per farlo crescere. Solo insieme si parte. Mettersi in gioco significa aprirsi, non tenere niente di segreto. Ognuno ha una propria forza, e il successo arriva dall’unione delle competenze. La settorialità va superata, contro ogni logica di difesa del proprio orticello. Anche in economia si ragiona sempre più così.

4.2.2015 Gruppo B-ridotta

Anna Baldo

Intervista a cura di Anna Baldo

“Scrivere per mestiere, per passione, mai per caso”. Giornalista, addetta stampa, consulente per la comunicazione. Canto in un coro polifonico e nel tempo libero mi dedico al bricolage. C’è tutto in www.annabaldo.com

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