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587. Marta Carli Agnese Sonato PLaNCK!

9 minuti 1748 parole

Divulgare la scienza ai bambini attraverso PLaNCK!. Intervista a Marta Carli e Agnese Sonato.
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Parole: 1.747 | Tempo di lettura: 6 minuti

Marta e Agnese Bologna 2014

Mettete in un’ampolla nozioni di scienza, chimica, fisica, aggiungete qualche goccia di astronomia e miscelate accuratamente. Versate il composto in un contenitore capiente con matematica e informatica in dosi uguali. Qualche curiosità e interviste ai ricercatori andranno inserite nel miscuglio da ultime. Cosa si ottiene? PLaNCK!, la rivista scientifica bilingue per bambini pensata e realizzata da una giovane redazione in collaborazione con l’Università di Padova. Ce ne parlano le due fondatrici: Marta Carli, assegnista di ricerca al Dipartimento di Fisica e Astronomia, e Agnese Sonato, assegnista al CNR di Trieste.

Marta, quando e dove nasce PLaNCK!?
Abbiamo iniziato a pensare a PLaNCK! a fine 2012. Partecipando a varie iniziative di divulgazione scientifica dell’Università, tra cui “La notte dei ricercatori” e “Non è Magia, è Chimica”, manifestazione organizzata ogni anno dal dipartimento di chimica di Padova per le scuole, è cresciuta in noi la voglia di fare qualcosa di personale e diverso da tutto il resto. Così è nata l’idea della rivista e il 2013 è stato totalmente dedicato a mettere in piedi quest’idea. 
Al tempo eravamo dottorande in Scienza e Ingegneria dei Materiali. Oggi abbiamo un assegno di ricerca, io a Padova, al dipartimento di Fisica, e Agnese a Trieste, al CNR (Consiglio Nazionale delle Ricerche).

Agnese, come è iniziata concretamente l’avventura di PLaNCK!?
Con un numero pilota di 12 pagine, il cosiddetto “numero zero”, uscito a settembre 2013. Lo abbiamo presentato a “Non è Magia, è Chimica”. Il primo numero è uscito quattro mesi dopo, a gennaio 2014. Nel 2013 ci siamo impegnati a mettere insieme la redazione, trovare l’editore (Cleup, ndr), iniziare a progettare lo stile della rivista e i temi. Abbiamo conosciuto e ci siamo relazionati con un comitato scientifico formato da una decina di ricercatori e professori dei dipartimenti di fisica e chimica.

Marta e Agnese, perché è nato questo magazine?
Per divulgare la scienza ai bambini. La diffusione scientifica già ci piaceva. Volevamo fare qualcosa in particolare per i bambini, essendo entrambe da sempre sensibili alla fascia d’età dei più piccoli. Guardandoci attorno ed accorgendoci che in Italia non esisteva una rivista di divulgazione scientifica per bambini, ci siamo lanciate in questo progetto. Esiste Focus Junior, ma si tratta di una realtà diversa dalla nostra. I suoi contenuti sono vari e non focalizzati su un solo settore. PLaNCK! è invece centrato sulla scienza.

Agnese NdR 2013

Che percorso ha compiuto PLaNCK! fino ad ora?
Ad oggi sono usciti 7 numeri. Ne pubblichiamo tre all’anno: a gennaio, maggio e settembre. La rivista conta 40 pagine in italiano e 40 pagine in inglese con gli stessi contenuti tradotti.

Qual è la tiratura?
Mille copie, di cui cinquecento abbonamenti. Ci sono alcune librerie nel Veneto che vendono PLaNCK! ed è nostro desiderio aumentare la distribuzione.
Gli abbonamenti arrivano dappertutto, principalmente in Veneto, ma anche in altre regioni della penisola, fino in Sicilia, perché il primo anno abbiamo girato molto per far conoscere la nostra rivista. Siamo stati intervistati anche da Radio3 Scienza. Ci si può inoltre abbonare a PLaNCK! attraverso il nostro sito internet. Per l’utente che desidera la singola copia, il nostro sito lo rimanda a quello della casa editrice Cleup.

Marta, da chi è composta la redazione di PLaNCK!?
Io e Agnese, fondatrici, coordiniamo la redazione, ci relazioniamo con il comitato scientifico e scriviamo parte degli articoli. Andrea Frison, giornalista, elabora l’editoriale e pezzi di curiosità, intervista i ricercatori, impagina assieme a Stefano Pozza, matematico, che ha pensato anche il progetto grafico. Bianca Maria Scotton realizza i disegni e i fumetti. Il fratello gemello di Stefano Pozza, Gianluca Pozza, anche lui scienziato dei materiali, scrive qualche pezzo e si occupa della sceneggiatura del fumetto. Marco Maggioni, biotecnologo, scrive testi e Petra Spataro, insegnante di scuola primaria, corregge le bozze e ci dà consigli su come rendere più fruibili i pezzi ai bambini. Per la traduzione ci affidiamo ad Anna Morato, mentre il sito internet è curato da Maurizio Marinaro. È da poco entrata a far parte del nostro gruppo Serena Maule che seguirà la parte amministrativa.

Premio Nazionale Divulgazione Scientifica 2014

Agnese, perché la scelta del nome “PLaNCK!”?
Cercavamo un nome scientifico che fosse simpatico e carino da ricordare e che non si dovesse tradurre in inglese. Un nome “universale”. “Planck” è il cognome di uno scienziato del Novecento, Max Planck, uno dei fondatori della meccanica quantistica. Poi, per caso, ci siamo accorte che il nome si poteva scrivere con i simboli della tavola periodica, dove P sta per fosforo, La sta per Lantanio, N sta per Azoto, C sta per Carbonio e K sta per Potassio. Da lì ci siamo inventati la testata.

Marta, come è strutturata la rivista?
È un magazine monografico. Ogni numero ha un tema. Per i primi numeri l’argomento è stato scelto in base alle nostre competenze in fisica e chimica, mantenendo sempre il confronto con il comitato scientifico. Nel primo numero abbiamo, così, parlato della luce, nel secondo del DNA, nel terzo dell’elettricità, nel quarto del tempo, nel quinto dell’alimentazione, in linea con l’anno dell’Expo, nel sesto di informatica. Per i prossimi due anni l’idea è di fare una “scalata nelle dimensioni”: siamo partiti dall’atomo con l’uscita di gennaio, il prossimo numero sarà sulle molecole, passeremo alle nano e microtecnologie, poi ai batteri, per arrivare alle scienze della terra con le unità di misura quali metri, chilometri,… fino a salire alle galassie, quindi all’astronomia. Questa programmazione ci aiuta a gestire e organizzare i numeri al meglio e a lungo termine.
Le prime cinque pagine sono quasi sempre dedicate a una storia a fumetti, è presente poi un’intervista ad un ricercatore dell’Università di Padova; inseriamo anche la storia della scienza, una serie di articoli che introducono l’argomento del numero, qualche curiosità e una recensione di libri scientifici per ragazzi. Ci sono, quando possibile, giochi o esperimenti.
Per ogni numero andiamo in due classi della scuola primaria. Portiamo ai bambini le bozze di 4/5 articoli e proponiamo un’attività di redazione: chiediamo loro di leggere i pezzi, pensare a disegni, titoli e impaginazione. È un modo per cogliere eventuali dubbi da parte loro o per accorgerci di errori. Ci spostiamo prevalentemente tra Padova e Vicenza, ma per quest’anno scolastico abbiamo anche una collaborazione con alcune scuole dell’Istituto Comprensivo di Lavarone, in Trentino.

Chi sono i destinatari?
I bambini e ragazzi dagli 8 ai 12 anni, ma ci sono eccezioni interessanti. Ci ha scritto, infatti, un’insegnante di una scuola secondaria di secondo grado del Trentino chiedendoci di parlare di un progetto organizzato con la sua classe che prevede un viaggio nelle Isole Svalbard del mare Glaciale Artico. Un bel riscontro, questo, perché ci ha messo a conoscenza dell’utilizzo della rivista anche alle scuole superiori.

Agnese, quali sono le sfide di PLaNCK!?
La sfida per eccellenza è mantenere un linguaggio semplice, adatto ai bambini, parlando di argomenti complicati.

Parlate, nel vostro sito, di PLaNCK! come di un progetto innovativo e dinamico nell’editoria italiana. In cosa è innovativo e in cosa è dinamico?
Innovativo perché siamo gli unici in Italia a proporre una rivista bilingue, specificatamente centrata sulla scienza, che coinvolge l’Università; dinamico perché è un progetto sempre aperto a modifiche, è in divenire.

Marta, da chi prendete ispirazione?
La nostra prima ispirazione sono stati alcuni magazines francesi per ragazzi. In Francia hanno un sistema articolato relativo alle riviste. Le dividono per fasce d’età e per argomento. Ci siamo quindi ispirati a queste per scegliere il layout delle pagine, per capire quanti caratteri poteva avere un articolo per bambini e come veniva organizzata l’informazione.

Riviste

Agnese, come “vive” PLaNCK!?
Abbiamo fondato l’Associazione Accatagliato (“acca tagliato” è il nome della costante di Planck divisa per due pi greco) attraverso la quale organizziamo laboratori e diversi incontri. In passato abbiamo realizzato un evento con mostra, dibattito e spettacolo di danza, dal titolo “La Science en Rose”, sul tema “donne e scienza”; a settembre, invece, abbiamo portato a “scienza e letteratura” Telmo Pievani, filosofo ed evoluzionista, oggi direttore dell’Orto Botanico di Padova, e Remo Ceserani, docente e critico letterario italiano, nonché uno dei maggiori studiosi di letteratura comparata. PLaNCK! figura tra le attività dell’Associazione.
I finanziamenti per far esistere PLaNCK! vengono in parte dai dipartimenti di fisica e chimica e in parte da alcuni bandi a cui abbiamo partecipato e che abbiamo vinto. Si tratta di bandi per studenti a cui abbiamo aderito quando eravamo ancora dottorande e che ci hanno permesso di ricevere finanziamenti consistenti. Uno di questi era il “bando per i progetti innovativi degli studenti” a cui abbiamo concorso per due anni consecutivi vincendo. Ci siamo sostenuti inizialmente con questi finanziamenti e con gli abbonamenti.
È recente, invece, un’altra novità: abbiamo partecipato al bando annuale nazionale fUNDER35, promosso dall’associazione delle Casse di Risparmio con capofila Cariplo, rivolto alle organizzazioni culturali senza scopo di lucro, composte in prevalenza da under 35 e impegnate nell’ambito della produzione artistica/creativa in tutte le sue forme o nell’ambito dei servizi di supporto alla conoscenza, alla valorizzazione, alla tutela, alla protezione, alla circolazione dei beni e delle attività culturali. Il bando non è finalizzato alla creazione di start-up, ma vuole rendere più solide e stabili le imprese culturali già avviate, fornendo loro opportunità di crescita e di sviluppo per favorire un migliore posizionamento sul mercato e una maggiore efficienza e sostenibilità. Abbiamo vinto anche questo. Per tre anni, quindi, ci sosterremo così. Questo fUNDER35 è organizzato per farci diventare autonomi, per far crescere l’idea e trasformarla in un’attività in grado di autosostenersi.

Progetti per il futuro di PLaNCK!?
Obiettivo primario è consolidarlo, renderlo autonomo e farlo diventare magari un lavoro o parte di un lavoro per qualcuno, da inserire all’interno di un piano di divulgazione. Lavoriamo poi per far sì che possano aumentare gli abbonati. Intanto nei tre anni a venire abbiamo ampio respiro, c’è la possibilità di aumentare le copie, di far pubblicità grazie al bando fUNDER35. Ci interessa mantenere il contatto con l’Università, perché è garanzia di qualità.

Marta, quanto è importante la scienza oggi?
Tante delle cose che abbiamo e sappiamo oggi derivano dalla ricerca scientifica. Ancora prima dei vari risultati che ci sono e che sono comunque importanti, la scienza insegna un metodo di approccio alla vita. Insegna ad essere curiosi, a mettersi in discussione, perché non c’è mai niente di certo, ad essere aperti e positivi di fronte le novità. Uno scienziato sa che anche se fa una scoperta, questa può essere smentita, ma ciò non va a togliere valore al suo risultato.

passaggio 9

Margherita Grotto

Intervista a cura di Margherita Grotto

Sono Margherita e, in linea con il mio nome floreale, “coltivo parole”. Adoro scrivere, tanto da fare della mia passione un lavoro, quello di copywriter. Gioco con la creatività, l'immaginazione e le parole. Amo il colore verde, il profumo di eucalipto e le persone… Non per forza in quest’ordine di esposizione.

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