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590. Alberto Mattei / Nomadi Digitali

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Il nomadismo digitale in Italia: lavoratori mobili, indipendenti e sempre connessi. Intervista ad Alberto Mattei di Nomadi Digitali. Entra in contatto con Alberto.

Parole: 1496 | Tempo di lettura: 5 minuti

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Alberto Mattei, dopo aver studiato per molti anni il fenomeno del nomadismo digitale, decide di raccogliere le informazioni in un nuovo progetto di comunicazione online. Da quel momento “Nomadi Digitali” è diventato un punto di riferimento per tutti i professionisti del web che credono in un modello di vita in grado di coniugare lavoro, passioni, mobilità e tecnologia. Così, mentre in Italia si continua a dibattere su pro e contro dello smart working (o lavoro agile), c’è qualcuno che già da tempo ha optato per una soluzione innovativa: lavorare in modo indipendente da qualsiasi angolo del mondo, grazie ad un computer.

Alberto, chi sono i nomadi digitali?

Ci sono diverse definizioni che girano nella blogosfera e sui social network, a me piace definire i Nomadi Digitali come nuova generazione di professionisti che utilizza le tecnologie digitali per conquistarsi la libertà di poter vivere e lavorare da luoghi diversi nel mondo, ognuno seguendo le proprie motivazioni, ambizioni ed esigenze personali.

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Qual è l’obiettivo del progetto di comunicazione online “Nomadi Digitali”?

Nomadi Digitali nasce nel 2010 con l’obiettivo di diffondere in Italia una nuova filosofia di vita e di lavoro, sostenibile e alternativa ai modelli tradizionali, basata sul desiderio di indipendenza e di mobilità resa possibile grazie alla diffusione di Internet e delle tecnologie mobili di connessione alla rete.

Avete creato una dichiarazione di intenti, un “Manifesto”. Ci spieghi meglio cos’è e su quali principi si fonda?

Quando ho lanciato Nomadi Digitali, ho deciso di realizzare un “Manifesto”, per condividere i principi in cui crediamo e che hanno ispirato questo progetto. È una dichiarazione di intenti in 10 punti per spiegare, diffondere e promuovere il nomadismo digitale in Italia. È una sintesi degli aspetti e dei valori comuni che ho riscontrato nella maggior parte delle persone che in tutto il mondo ha scelto di avvicinarsi a questo nuovo modello di vita, per realizzare i propri sogni. L’idea è che tutte le persone che desiderano rendersi indipendenti per lavorare ovunque nel mondo, possano sentirsi unite e accomunate da uno stesso modo di vivere, di agire e di comportarsi, facendosi portavoce con gli altri della nuova filosofia di vita e di lavoro che i nomadi digitali hanno fatto nascere.

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In base alle informazioni raccolte in questi anni, quali sono gli elementi ricorrenti che spingono alla scelta di uno stile di vita da nomade digitale?

Quelli che accomunano i nomadi digitali e gli aspiranti tali sono senz’altro la libertà, l’indipendenza e i valori legati all’autorealizzazione, intesa come capacità di conoscere, esprimere e sviluppare le nostre personali potenzialità al fine di raggiungere un obiettivo che ci permetta di essere soddisfatti del nostro lavoro e del nostro stile di vita.

Quali sono le difficoltà maggiori del lavoratore nomade digitale?

La difficoltà maggiori sono tutte all’inizio. La cosa più ardua è sfidare lo status quo, acquisire nuove consapevolezze e sperimentare nuovi modi di lavorare e di affrontare la nostra vita, in modo tale che essa possa tornare ad avere uno scopo e un significato che vada oltre la ricerca di un impiego. Avere un progetto significa lavorare per qualcosa, vale a dire per il raggiungimento di un obiettivo personale, che al tempo stesso apporti un beneficio concreto nelle vita di altre persone.

Internet offre a tutti la possibilità di reinventare vita e professione, svincolandoci da un luogo fisso – l’ufficio o il posto di lavoro, così come il Paese dove viviamo – e da una routine che non lascia spazi di libertà.
Questo però non significa che di punto in bianco si molla tutto per iniziare una nuova vita in viaggio o in un altro territorio guadagnando soldi facili sul web, ma simboleggia un porre le basi, giorno dopo giorno, per arrivare a poter cambiare il proprio modo di vivere e lavorare. Come? Per esempio smettendo di accumulare beni e oggetti che ci legano a un luogo e iniziando a capire quali sono le competenze, i talenti, le abilità e le esperienze che possiamo spendere online per creare e offrire agli altri prodotti e servizi di valore.
Il viaggio è prima di tutto dentro noi stessi: che cosa voglio essere e che cosa voglio fare nella vita? Cosa mi appassiona? In cosa sono davvero bravo? Di cosa ho davvero bisogno per sentirmi realizzato? A cosa sono disposto a rinunciare per conquistarmi la libertà personale? Questo è un punto cruciale per affrontare poi il vero cambiamento. Successivamente, una volta che si conquista la libertà di vivere e lavorare ovunque, sarà importante curare la propria rete di collaborazioni e di clienti online, organizzare i propri spostamenti in modo che non penalizzino il lavoro, scegliere destinazioni con connessioni Wi-Fi stabili, trovare alloggi e spazi di lavoro condivisi. Ma nel progetto Nomadi Digitali abbiamo pensato anche a questo!

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Su Nomadi Digitali si condividono risorse e anche storie di successo, ci riporti le più significative?

Le risorse online che oggi sono a disposizione di chi voglia ridisegnare vita e lavoro in chiave nomade sono quasi infinite ed è molto difficile, soprattutto se si è alle prime armi, districarsi tra i diversi servizi e piattaforme online. Per facilitare la ricerca ai nomadi digitali e aspiranti tali, ho pensato che potesse essere molto utile classificarle e suddividerle in cinque categorie principali: “Offerte e opportunità di lavoro freelance”, “Piattaforme e servizi per sviluppare business online”, “Organizza la tua vita in viaggio”,” Organizza il tuo lavoro in viaggio” e “Attrezzatura, accessori e applicazioni mobili”. Le esigenze che queste risorse soddisfano sono le più svariate e ci sono servizi di cui davvero non si può più fare a meno. I social network, ad esempio, sono strumenti indispensabili per costruire la nostra reputazione online,  creare relazioni, restare in contatto con le persone ovunque noi ci troviamo, coinvolgere attivamente i nostri potenziali clienti, tenerci aggiornati e soprattutto ci permettono di entrare in contatto con gruppi di persone che hanno interessi comuni. Infrastrutture VoIP, strumenti di webconference e instant messaging, applicazioni per dispositivi mobili, sono invece le soluzioni che abilitano il lavoro in remoto. Ci sono poi marketplace e piattaforme di intermediazione per entrare in contatto con potenziali clienti e le numerose possibilità online per trovare alloggi e contatti nel mondo, prenotare voli, organizzare i nostri spostamenti e tanto altro ancora.
Rispetto alle storie, ognuna di quelle che Nomadi Digitali ha raccontato ha un significato importante e unico: al di là della specifica esperienza, ciascuna dimostra che avere successo significa avere la capacità di far succedere le cose che vogliamo che accadano!

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Parliamo di tecnologie, spazi di lavoro e ospitalità. L’Italia ha servizi idonei alle esigenze dei lavoratori mobili e indipendenti?

In Italia esistono molti spazi di co-working, ovvero spazi di lavoro condivisi dove è possibile lavorare in autonomia sviluppando al contempo una rete di relazioni e collaborazioni. In un co-working ciascuno lavora in modo indipendente, ma di fatto entra in contatto con professionisti, colleghi, altri nomadi digitali, stringendo così contatti e collaborazioni importanti. È inoltre importante per superare il rischio di isolamento che scoraggia alcuni.

Rispetto invece all’offerta di servizi di ospitalità per imprenditori e lavoratori mobili, siamo molto indietro. Chi vive e lavora da nomade digitale ha la possibilità di lavorare ovunque e molti di loro vorrebbero scoprire e soggiornare nel nostro paese per un periodo di tempo variabile, senza dover necessariamente trasferirsi e sopportare il peso di un contratto di affitto a lungo termine oppure ricorrere alle costosissime case vacanze. Questa nicchia di mercato in Italia è ancora agli albori, mentre nel mondo, oltre ai co-working tradizionali, stanno nascendo tantissime strutture di co-living, che uniscono servizi di ospitalità a spazi di lavoro condivisi, ideali per chi intende unire vita e lavoro condividendo le proprie giornate con altre persone che hanno stesse esigenze e obiettivi.

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Consigli per chi vuole iniziare a lavorare ovunque grazie al web?

Le nuove tecnologie digitali offrono a tutti la possibilità di crearsi un’alternativa professionale mobile e indipendente, ma a mio modo di vedere, il punto di partenza deve essere un cambio di paradigma. Fino ad ora abbiamo pensato al lavoro come alla ricerca di un impiego, qualcosa che ci permettesse di guadagnarci uno stipendio, per poi poterci dedicare a ciò che a noi interessava davvero. Per essere liberi di lavorare ovunque, dobbiamo ragionare invece come imprenditori di noi stessi. Dobbiamo mettere quello che noi siamo in quello che facciamo, con l’obiettivo di creare utilità e valore per gli altri, ovvero prodotti o servizi che risolvano problemi, soddisfino desideri, aiutino le persone a svolgere meglio o più rapidamente un compito importante.
Quindi, il passo numero uno è quello di smettere di cercare un modo per guadagnare soldi e iniziare fin da subito a lavorare su noi stessi per prendere consapevolezza di chi siamo veramente, di ciò che amiamo e che siamo naturalmente portati a fare, per mettere queste nostre capacità al servizio degli altri, offrendo possibili soluzioni ai loro bisogni.

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Sonia Marazia

Intervista a cura di Sonia Marazia

Digital creative e content editor con una grande passione per la digital art. Credo nella forza della rete e della creatività condivisa, concepita come energia per progettare nuove idee e nuove strade.

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