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619. Laura Guerresi / FiluFilu

6 minuti 1018 parole

Quando voglio fare qualcosa con le mani, nulla mi ferma. L’artigiana Laura Guerresi e la sua FiluFilu.

Laura, crei borse “hand made in Verona” pratiche, leggere e colorate nel tuo retro bottega. Com’è nata questa passione?
Ammetto che subito non è stata una passione, ma un tentativo. Amo cucire da sempre, e circa cinque anni fa una mia amica è tornata da Roma con una borsa artigiana molto semplice che mi ha fatto pensare: “Perché no? posso provarci”. Ho realizzato il primo prototipo facendomi regalare una pelle da un amico che le commercia. Ho visto che non trovavo difficoltà a cucire la pelle e che, soprattutto, quello che avevo realizzato piaceva alle mie amiche. Da qui si è decisamente accesa la passione! Ho quindi iniziato a studiare modelli semplici e pratici e mi sono lanciata nel mondo dei mercatini Hand Made. Ci sono voluti anni per arrivare dove sono ora.
I mercatini mi hanno sempre appassionato, ma molto spesso ne uscivo delusa: un sacco di complimenti, clienti affezionate che ritornavano, ma mai quel salto che mi desse il coraggio per fare della mia passione un vero lavoro. Era il mio sogno nel cassetto.

Dopo essermi dedicata per venti anni alla mia famiglia e alle mie tre ragazze, sentivo l’esigenza di avere un mio spazio, di sentirmi realizzata anche come donna.

Quali sono stati, quindi, i primi passi?
Un anno fa sono entrata in contatto con una conceria ad Arzignano (Vicenza) che mi ha dato fiducia, vendendomi delle pelli di qualità con una fantastica gamma colori. Ho deciso di puntare molto sul colore e devo ammettere che è stata una scelta vincente. L’ultimo mercatino a cui ho partecipato è stato di grandissima soddisfazione e così le mie prospettive hanno assunto un’angolazione diversa. Mi sono resa conto che era possibile puntare più in alto e tentare di entrare a pieno titolo nell’artigianato.
Spinta dalla mia famiglia, ho aperto un piccolo negozio sotto casa, condividendo lo spazio con Gloria di Filotimo. Ho chiuso con il laboratorio improvvisato nella stanza delle mie figlie, per aprire uno spazio di lavoro e vendita dove ogni giorno vado con entusiasmo.

Posso affermare che tutto è nato da un sogno!

Come hai imparato a lavorare la pelle per realizzare questi accessori?
Sono una persona creativa e quando devo fare qualcosa con le mani, nulla mi ferma. Provando, sbagliando e sperimentando ho imparato come cucire e trattare la pelle senza fare corsi di alcun tipo. La pelle non è come il tessuto, ma le tecniche di cucitura non sono poi così diverse. Unica differenza: non ammette errori. Se sbagli una cucitura, devi buttare tutto, non puoi disfare, stirare e ricucire! Bisogna essere molto precisi, quasi maniacali.

Da dove parte il design delle tue collezioni?
Le mie borse partono da una attenta osservazione delle necessità: prima della forma, mi interessa la loro praticità. Faccio il prototipo e lo uso per testarlo. Non metto in produzione qualcosa che non mi convince e che trovo scomodo nell’uso. Le forme arrivano poi di conseguenza, ma sono sempre dalle linee pulite, semplici, un po’ come sono io. Non riesco a pensare a una borsa che non mi appartenga nella sua semplicità.

Oggi a cosa ti ispiri per creare le tue borse?
La maggior fonte di ispirazione per le mie borse parte dalla scelta del pellame. Quello che uso è estremamente morbido e non eccessivamente spesso. Impossibile fare borse rigide e strutturate. Osservo poi le tendenze del momento per la scelta dei colori. Per le forme, mi affido alla praticità e alla loro semplicità

Cosa significa il nome FiluFilu?
FiluFilu è nato ai tempi in cui mi dedicavo al tessile. Dopo una vacanza in Salento ho portato a casa questo suono caldo, Filu, che significa filo. L’ho voluto rafforzare, ripetendolo. Il filo unisce, crea, rattoppa, dà forma: in questo mi identifico.

Che filosofia segui nel tuo lavoro?
Dare forma a borse semplici, pratiche, resistenti, colorate, ad un prezzo giusto. Ci tengo a dire che è realmente un prodotto artigianale fatto nel mio piccolo laboratorio, pensato e curato con amore.

Dove si trovano il tuo laboratorio e il tuo negozio?
Fil Good è il mio negozio-laboratorio e si trova a Verona, in via Amatore Sciesa 3/C. Credo sia l’unica realtà a Verona di questo tipo. Uno spazio condiviso da due artigiane, Filotimo e FiluFilu, che si sono unite per poter far fronte alle spese d’esercizio e poter fare dell’unione anche una forza. I nostri articoli si sposano bene assieme e, inoltre, ci unisce la filosofia di proporre articoli artigianali curati e di qualità.
Vuole anche essere un luogo dove si fanno esperienze, si incontrano realtà artigianali nuove: per questo lo abbiamo definito un Concept Store.

Che pezzi vendi maggiormente e a chi?
Non ho molti modelli, e li vendo in egual modo, a seconda degli utilizzi abituali della cliente. Le mie clienti sono soprattutto persone che apprezzano il Made in Italy artigiano e amano un contatto diretto con chi produce. Sono ragazze giovani come pure donne mature. Donne che non guardano la griffe, ma il pezzo unico. Anche il turista è un ottimo cliente: apprezza il made in Italy e ama vedere il laboratorio dove lavoriamo. Mostrarlo e raccontare è un valore aggiunto.

Come ti promuovi?
Mi promuovo su fronti diversi, cercando ancora di capire quale sia la strada migliore. I social hanno certamente giocato moltissimo a mio favore, ma richiedono tantissima costanza e molto tempo dedicato. Anche lo shop online è un’ottima vetrina. Sono stata ospite lo scorso ottobre alla fiera Abilmente di Vicenza ed è stata una bellissima opportunità per farmi conoscere.

Abbiamo fatto delle affissioni pubblicitarie cittadine, ma il passaparola rimane sempre la pubblicità migliore. Chi acquista e si trova bene, ne parla con le amiche e funziona!

Obiettivi futuri?
Obiettivi…tanti! Abbiamo aperto da soli 9 mesi e di strada ne abbiamo da percorrere per far sapere ai veronesi che ci siamo pure noi in città. L’obiettivo principale quindi sarà farci conoscere.

Altro obiettivo sarà cercare di migliorare sempre di più nella produzione, usando pelli dai nuovi colori e migliorando le finiture. Voglio testare pelli nuove che vengono prodotte seguendo procedure che rispettano l’ambiente.

Margherita Grotto

Intervista a cura di Margherita Grotto

Sono Margherita e, in linea con il mio nome floreale, “coltivo parole”. Adoro scrivere, tanto da fare della mia passione un lavoro, quello di copywriter. Gioco con la creatività, l'immaginazione e le parole. Amo il colore verde, il profumo di eucalipto e le persone… Non per forza in quest’ordine di esposizione.

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