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620. Valeria Lo Giudice / Honeycomb

5 minuti 860 parole

Il cartone alveolare attira il settore del design. Intervista a Valeria Lo Giudice di Honeycomb Design.

Siamo a Marostica, in provincia di Vicenza. In uno studio animato da cactus camaleontici incontriamo Valeria che è riuscita ad incastrare passione e lavoro grazie al cartone. Il materiale eco-sostenibile, sempre più apprezzato, rivela inaspettate potenzialità.

“Ci piace sempre citare che alla sua presentazione, in Svezia, è stato sottoposto al peso di una Station Wagon”

Valeria di cosa ti occupi?

Sono la fondatrice e designer del progetto Honeycomb Design, ho personalmente ideato e disegnato la maggior parte degli articoli e allestimenti realizzati fino ad ora e che potete vedere nella nostra gallery www.honeycombdesign.it

Quali sono state le tappe formative e professionali più importanti che ti hanno portato alla tua attuale professione?

Tutte le esperienze lavorative avute prima di questo progetto avevano ben poco a che fare con la creatività.
Più la situazione lavorativa diventava statica e poco stimolante, più sentivo il bisogno di dare voce a quella parte creativa che fino ad allora avevo coltivato solo per hobby.
Ho deciso di frequentare una scuola che offriva corsi per Interior Designer, ho lasciato il lavoro e mi sono lanciata in questo progetto che mi sta già dando grandi soddisfazioni, non fosse altro che finalmente faccio qualcosa che amo.

Che cos’è Honeycomb Design?

Honeycomb Design è un progetto che nasce dalla passione per il Design unito alle potenzialità di un materiale come il cartone alveolare.
Principalmente si occupa di ideare, progettare e realizzare allestimenti per fiere (stand fieristici) o eventi. Forniamo inoltre servizio restyling di negozi e allestimento vetrine.
Realizziamo arredi e complementi unici e originali, anche su commissione.

Quando e come nasce l’idea?

Già conoscevo questo materiale, utilizzato in progetti packaging ed espositori realizzati dall’azienda di mio marito Domenico. Ho sempre pensato che il suo potenziale potesse essere sfruttato in un ambito più ampio, quello appunto del design. Quindi una volta terminata la scuola di design abbiamo deciso di unire la mia predisposizione creativa con l’esperienza e la conoscenza del prodotto di Domenico.

Qual è il messaggio che desideri trasmettere con il tuo brand?
Il messaggio principale che voglio mandare si può sintetizzare nell’espressione “eco-chic”. Tante volte associamo qualcosa di ecologico con il concetto di “grezzo”, “poco rifinito”; invece grazie a macchine di stampa digitale, plotter di taglio questo materiale può assumere un aspetto versatile funzionale e perchè no, Chic! Basti pensare ai nostri cactus camaleontici (“Camaleo Cactus”) che sono l’articolo che forse più ci identifica.

Quali sono i punti di forza del cartone alveolare riciclato?

A mio avviso il punto di forza maggiore sta nell’apparente contraddizione tra estrema leggerezza e grande robustezza. Ci piace sempre citare che alla sua presentazione, in Svezia, è stato sottoposto al peso di una Station Wagon. Altro punto di forza, ovviamente il fatto che sia già un materiale riciclato e a sua volta riciclabile.
Troppe volte mi è capitato di vedere cartelloni, totem e insegne pubblicitarie in materiali plastici compositi difficilmente riciclabili. Credo che sia una scelta assurda ed insensata ai nostri giorni.

Ci racconti le fasi principali che portano alla creazione di un progetto/allestimento firmato Honeycomb Design?

La prima cosa che si fa è fissare un appuntamento con il cliente per capire gusti ed esigenze.
Poi si fa un sopralluogo nell’area da allestire e si prendono le misure, in modo da poter avere una pianta di riferimento.
Qui arriva la parte più stimolante, la ricerca, che porta a definire la forma/modulo da dare all’allestimento.
Il più delle volte usiamo un sistema ad incastro che ci consente di non aver bisogno di usare viti e bulloni, questa fase di progettazione è molto delicata.
Dopo di che si fanno dei campioni per prove di stabilità e colore e quindi si stila un preventivo, che, una volta approvato, ci catapulta direttamente in produzione; si stampa e si taglia e infine arriva il momento della consegna del montaggio.

Quante ore di lavoro ci sono dietro un progetto e quante persone?

Dipende certo dall’entità, però indicativamente, una volta che la strada è definita, una settimana per la progettazione e i test e solitamente un paio di settimane perchè sia tutto prodotto e imballato per la consegna.
L’idea di base di un progetto parte solitamente da me, poi lavoro alla progettazione insieme ad un collega, con Domenico seguiamo tutte le fasi della produzione.

Dal lancio del progetto ad oggi quali sono i traguardi più significati raggiunti?
Il progetto è partito a inizio 2016, possiamo dire che è appena nato. Diciamo che la realizzazione dello stand a Bassano Expo (in provincia di Vicenza) interamente in cartone – pavimento compreso – è stato per noi un bel trampolino di lancio che ci ha aiutato a far capire ai nostri potenziali clienti che i limiti del materiale sono davvero pochi e i vantaggi molti, da allora abbiamo realizzato svariati lavori in diversi ambiti.

Ci sveli i progetti in arrivo?

A breve termineremo il restyling di uno showroom di borse e a questo lavoro ne seguiranno altri simili.
La cosa più bella per me è che un progetto non è mai uguale all’altro, cambiamo sistema, stile a seconda del committente degli spazi e della location.
Inoltre realizzeremo degli stand fieristici e continueremo a ideare complementi d’arredo esclusivi e originali.

Sonia Marazia

Intervista a cura di Sonia Marazia

Digital creative e content editor con una grande passione per la digital art. Credo nella forza della rete e della creatività condivisa, concepita come energia per progettare nuove idee e nuove strade.

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