CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

432. Anna Turcato

6 minuti 1026 parole

Aiuto le persone a trasformare la propria immagine in un biglietto da visita coerente con il messaggio che vogliono proporre. Intervista a Anna Turcato. Entra in contatto con Anna

Parole: 1024 | Tempo di Lettura: 4 minuti e mezzo

unco-annaturcato-7

Da bambina voleva fare la scrittrice, da grande ha deciso di continuare la strada della comunicazione, non più verbale ma visiva: Anna Turcato è image consultant

Anna, cosa ti ha spinto diventare image consultant?

Ho fatto il liceo classico perché da bambina ero in fissa con Piccole Donne e mi vedevo novella Louisa May Alcott. Lì mi sono innamorata della mitologia e della magia della traduzione.
Mi sono laureata in Scienze della Comunicazione a Padova con una tesi sul cappello nella moda anni ’20 e ’30. Ho studiato l’iconografia e l’iconologia del cappello leggendo e studiando visivamente le pagine dei Vogue e delle riviste di moda dell’epoca nella biblioteca di Palazzo Mocenigo a Venezia e della “Domenica del Corriere” negli archivi del Corriere della Sera a Milano.

Che tipo di preparazione è richiesta per questa professione?

Dopo la laurea ho preso l’abilitazione anche come cool hunter. Sono sempre stata affascinata da quello che si può capire grazie all’osservazione e al saper connettere quello che svelano i dettagli. Le tendenze sono nell’aria mesi prima che si manifestino e mostrano, se siamo attenti a valutarle, non solo l’andamento della moda ma anche quello di un periodo storico.
Proprio quello che raccontavo nella mia tesi sull’evoluzione del cappello che, mutando negli usi, nei costumi e nelle fogge, raccontava i cambiamenti dei tempi anche relativamente alla condizione della donna.
Ho lavorato per una decina di anni come buyer per aziende fashion del territorio piuttosto grandi e note in tutto il mondo.
Quello del buyer è un mestiere bellissimo, compri pensando agli altri cose che poi questi altri – se hai compreso bene i loro gusti ed esigenze, e se hai saputo scegliere cose che siano in linea con le tendenze moda – indosseranno, regaleranno e porteranno con loro per molto tempo.
Ho sempre sognato però di mettermi in proprio, lavorare a qualcosa di cui fossi la prima responsabile (nel bene e nel male).
Le riflessioni di vita successive ad un incidente stradale alla vigilia di Natale di ormai 3 anni fa e l’appoggio incondizionato di colui che ora è mio marito mi hanno aiutata a trovare il coraggio per decidere di provare a fare di un hobby la mia attività principale.

In che cosa consiste il tuo lavoro?

Aiutare le persone a trovare uno stile in cui possano rivedersi e con cui esprimere la loro personalità e il meglio di loro stessi, senza costrizioni, è quello in cui mi impegno maggiormente.
Il modo in cui ci vestiamo è una scelta consapevole, che parla di noi esprimendo il nostro modo di essere: così il mio desiderio è quello di cercare uno stile che racconti nel modo giusto la persona che ho di fronte.
La mia missione è aiutare le persone a rendere la propria immagine un biglietto da visita coerente con il messaggio che vogliono proporre.

Hai dovuto sostenere degli investimenti iniziali?

Quando parti da sola con un lavoro in cui la tua risorsa principale sei tu non hai molti investimenti da sostenere. Il costo del sito web, le fiere a cui partecipare, i libri e le riviste da leggere per tenerti sempre informata (e qui la rete aiuta), i corsi di formazione a cui decidi di partecipare per le cose in cui ti senti carente  (per me la parte amministrativa).
L’investimento più grande, che se spaventa è meglio lasciar perdere di imbarcarsi in una simile avventura, è il tempo.
Tempo non solo relativo al lavoro in sé, ma da dedicare come dicevo alla formazione o alla costruzione e alimentazione di contatti e relazioni che sono utili ai fini della percezione del tuo brand personale.
Per me che venivo dalla vita aziendale ed ero abituata a staccare la sera e i week-end le cose sono radicalmente cambiate.
Adesso sono sempre connessa, non chiudo mai, il mio lavoro sono io e il rischio grande, come sempre quando una cosa ti piace visceralmente, è quello di perdere di vista le altre cose tipo la famiglia o altri interessi. Per il 2015 sto lavorando a come trovare un equilibrio in questo senso.

Chi sono i tuoi clienti?

Il mio target è eterogeneo, i miei clienti hanno tutti in comune una cosa però: l’esigenza di trovare uno stile che li rappresenti, spesso anche in un’ ottica lavorativa. La crisi ha minato molte certezze, ha imposto tanti cambiamenti, soprattutto lavorativi. Ha forzato una riconsiderazione del sé spesso destabilizzante ma anche positiva.
C’è poi da considerare l’esposizione mediatica sempre più forte a cui siamo sottoposti. Tutti siamo sui social network, tutti veniamo taggati su Facebook – anche non lavoriamo con la rete – e vedere nostre immagini non confacenti al messaggio che intendiamo proporre (ovvero vederci sciatti agli incontri di lavoro su Facebook) ci fa inevitabilmente riflettere sul modo in cui appariamo.
Il mondo della rete ha dato ancora più potere alle immagini e la prima impressione inconsciamente determina il giudizio che gli altri si creeranno di noi.
Ormai le risorse umane delle aziende ammettono di sbirciare Facebook prima di fissare i colloqui lavorativi, partendo proprio dall’immagine del profilo e dalle foto postate.
Uno dei miei bacini d’utenza più ampi è quello dei freelance che più di altri hanno bisogno di un’immagine che sia coerente con il loro personal branding.

Come ti promuovi?

Come ti dicevo lavoro tantissimo con e sulla rete e quindi la promozione avviene soprattutto attraverso il network e dal feedback dei miei clienti. Ultimamente mi sto dedicando molto alla formazione, promuovendo i miei corsi sulla mia pagina Facebook o attraverso il mio account Twitter, anche se nella maggior parte dei casi conta molto di più il passaparola.

C’è uno stile che prediligi?

Amo molto il vintage, mi piace mescolare lo chic con il pop e giocare con i colori e il loro abbinamento. Nei miei outfit non manca mai un pizzico di retrò: ho la vita stretta e le gambe un po’ tondette, quindi sto decisamente meglio in gonna, così ho sposato questo stile che è molto adatto anche al mio modo di essere.

unco-annaturcato-2

unco-annaturcato-3

unco-annaturcato-4

unco-annaturcato-5

unco-annaturcato-6

unco-annaturcato-1

Rossella Boriosi

Intervista a cura di Rossella Boriosi

Classe '66, vivo a Perugia con i miei tre figli, un criceto e - talvolta - il marito. Da due anni curo un blog - trefigli.style.it - dove parlo di maternità col disincanto derivante da una fisiologica sventatezza. Lo scorso novembre ho pubblicato Tre figli unici - sopravvivere a brufoli, tabelline e svezzamento in un colpo solo (ed. Futura)

Lascia un commento