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Arianna Lia / Pai Bikery

5 minuti 983 parole

A Torino da Pai Bikery tra bici e cibi. Intervista ad Arianna Lia – Entra in contatto con Arianna

Parole: 999 | Tempo di lettura: 4 minuti

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Arianna Lia si occupa della cucina, Andrea Laurini della caffetteria e del reparto grafico, Daniel Gennaccaro è responsabile dell’officina come meccanico. Insieme hanno deciso di fare impresa aprendo un locale atipico: Pai Bikery, un po’ caffetteria e un po’ ciclofficina. È un locale unico a Torino, dove mentre si fa colazione, pranzo o merenda si può sfogliare un libro o una rivista nella loro piccola libreria dedicata al ciclismo o magari fare un po’ di shopping, anche second hand, per la propria bicicletta. Ho incontrato Arianna e non abbiamo parlato solo di dolci. PS: nel weekend il brunch dura tutto il giorno!

 Arianna qual è il tuo lavoro?

Il mio lavoro è principalmente cucinare perché nel nostro locale io mi occupo della cucina e della preparazione di torte dolci e salate insieme al mio compagno Andrea, per il pranzo e per il brunch al sabato e alla domenica. L’altra parte del locale, gestita dal mio socio Daniel che nell’officina si occupa delle biciclette e della vendita di oggettistica e componenti per le bici.

 Quando e perché hai deciso di aprire insieme ai tuoi soci Pai Bikery e come vi dividete il lavoro?

Siamo in tre più un ragazzo che fa il meccanico in officina, e da poco abbiamo degli aiutanti anche in cucina perché il lavoro è tanto. Come ti dicevo io e il mio compagno ci occupiamo della caffetteria, ma in particolare Andrea cura anche la parte più commerciale del sito e della pubblicità. Facciamo tutto da soli, fin da quando abbiamo aperto, compreso l’arredamento. Abbiamo la fortuna che il papà di Daniel faccia il falegname per passione. Poi siamo andati molto sul second hand, un po’ per mancanza di fondi, un po’ perché ci piace. Alla fine siamo stati molto contenti del risultato. Abbiamo aperto recentemente, quasi un anno fa, precisamente il 17 maggio 2013, ma portiamo avanti il progetto da 3 anni. Un progetto che non è stato facile realizzare perché fondere queste due realtà, la torteria e l’officina, ci ha posto di fronte a diversi problemi a causa della normativa italiana.

Spiegami l’origine del nome del vostro locale.

La ricerca è stata piuttosto lunga, non trovavamo il nome che andasse bene per unire le due attività. Dopo vari brainstorming siamo arrivati a pai che rappresenta la fonetica inglese di pie cioè torta e pi greco in inglese che si pronunciano allo stesso modo. Il nome unisce i due mondi perché il pi greco è legato alla circonferenza e quindi alla ruota e pai alle torte e quindi alla caffetteria. Oltre alla parola bikery che ci piace molto e che richiama la parola bakery, cioè pasticceria.

Che cosa rende unico questo nuovo tipo di attività?

Quello che ci entusiasma è che l’idea funziona, anche in Italia. Nel corso del tempo mentre ci destreggiavamo tra la burocrazia e la ricerca del posto si è diffuso questo concetto di negozio atipico. Siamo contenti di aver avuto quest’idea, è stato il mio socio a credere fortemente nel progetto essendo appasionato di bici. Poi sapendo della mia passione per la cucina, mi ha proposto di unire le due attività e abbiamo detto: proviamoci! Invece di continuare a fare lavori saltuari sottopagati e insoddisfatti abbiamo investito una somma di denaro, ma soprattutto abbiamo investito nel nostro futuro e in qualcosa che ci piacesse e che ci desse soddisfazione personale.

Quali sono state le tappe fondamentali che vi hanno portato all’apertura del locale?

Abbiamo seguito il corso del Mip, lo sportello provinciale per mettersi in proprio, ma non abbiamo ottenuto i fondi e quindi abbiamo creato tutto contando solo sulle nostre forze ed è stato un po’ demoralizzante. Sicuramente la svolta cruciale è stata trovare il locale quasi due anni dall’idea iniziale di progetto. Il mio compagno ha passato giorno e notte a controllare gli annunci, avremo visto qualcosa come cento locali prima di trovare a dicembre di due anni fa quello in cui attualmente stiamo. Nel giro di quattro mesi abbiamo aperto e nel frattempo io e Andrea abbiamo avuto una bambina, che è diventata un po’ la mascotte del locale. Giorno dopo giorno, dall’apertura è stato un crescendo di entusiasmo da parte delle persone della zona interessate al nostro progetto, ma anche sul web, da parte di molti blogger dato che la bici ha iniziato anche a essere uno status symbol.

Qual è stato il momento più bello?

L’apertura con la festa inaugurazione. Ricordo quando sono entrata al locale dopo i primi lavori strutturali dove ho visto prendere forma la caffetteria… è stato davvero emozionante perché fino a quel momento era stato solo un disegno, un’idea e vederlo realizzato concretamente è stato molto bello!

E quello più difficile?

Resistere e andare avanti nonstante tutte le porte in faccia ricevute dalle banche, dagli uffici igiene, dalle istituzioni. Anche perché essendo un tipo di attività molto nuova le notizie e le informazioni che ci venivano date erano contrastanti. Non sapere come affrontare ogni fase è stato molto disarmante, diciamo che ce l’hanno messa tutta per abbatterci. Ma non ci siamo arresi e abbiamo deciso che dopo tanto tempo era giusto insistere e crederci.

Il tuo piatto forte?

La cheesecake, a detta degli altri, è unica! Poi la nostra particolarità è che per il brunch prepariamo i pancake sia dolci che salati.

Qual è il pezzo forte in vendita in officina?

La Sannino, bici da pista anni ’70.

Progetti per il futuro?

Abbiamo iniziato proprio questo sabato ad organizzare giri in bici nei dintorni della città. Daniel e il nostro meccanico, insieme a una dozzina di ciclisti, percorrono questi itinerari che speriamo diventino un appuntamento fisso settimanale. Poi partecipiamo come main sponsor un festival sul mondo della bici che avrà luogo dal 30 maggio al 1° giugno con tanto di pista per il bike polo, musica, djset, chioschi enogastronomici, gara di velocità e BMX al Bunker di Torino.

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Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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