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Audrey Coïaniz

4 minuti 684 parole

Collega tecniche manuali e digitali per creare racconti animati. Intervista a Audrey Coïaniz

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Audrey Coïaniz è un’artista visiva francese nata sull’isola della Reunione. Si è diplomata all’ESBAM, l’École Supérieure des Beaux-arts de Marseille e oggi vive tra Marsiglia e Bologna.

Audrey, qual è il tuo lavoro?
Sono una video artista, con una specializzazione in animazione video.

Come e quando ti sei avvicinata all’arte e in particolare alla tecnica del video?
Sicuramente quando mi sono iscritta all’Accademia di Belle Arti di Marsiglia, dove ho cominciato a contaminare la pittura con delle sperimentazioni video. Poi ho ampliato ancora di più gli orizzonti grazie al teatro sperimentale e frequentando lo stage di fine diploma con la compagnia teatrale italiana “Teatrino Clandestino” che già 10 anni fa utilizzava il video per le scenografie. Fondamentale anche il progetto di ricerca Basmati Film, nato dall’incontro con Saul Saguatti animatore e performer italiano. Basmati Film nasce come associazione culturale e si dedica alla ricerca sperimentale video cercando di collegare tecniche manuali e tradizionali alla cultura digitale.

Qual è la tua tecnica preferita per esprimere la tua poetica?
La mia tecnica preferita è la pittura digitale usata sul video. È una tecnica molto interessante per la possibilità di creare una successione di quadri animati, trasformando riprese video anche molto semplici in sequenze a forte carica espressiva, lavorando in particolare sull’incontro tra manuale e digitale.

Perché hai scelto l’archetipo del territorio?
In generale i temi della mia ricerca e il mio percorso di studio erano già dedicati all’architettura, allo studio dello spazio urbano e dell’uomo. Il corto Cut /// fixe mi sembrava molto adatto all’archetipo del territorio, dato che continua la ricerca produttiva di Basmati su spazio e territorio già sviluppata con i 4 film della serie Transit City, dove si vede una visione notturna di diverse città europee.

Raccontami un po’ del tuo video in mostra ad Artype
Cut /// Fixe è un corto che riflette il nostro modo di vivere e ricordare il territorio. È stato realizzato e prodotto in una città francese sotto le Alpi, Annecy. Il mio scopo in questo lavoro è stato quello di portare lo spettatore a una riflessione sulla percezione dello spazio reale, quello che viviamo ma anche quello che sentiamo. Il mio approccio artistico si basa su una composizione e decomposizione delle immagini, e oltre alle diverse figurazioni pittoriche e formali per raccontare le diverse realtà, il contrasto tra composizione e decomposizione viene esaltato dal montaggio che riporta e spezza le linee temporali tra realta e fantasia.

Qual è il messaggio delle tue opere?
Cerco attraverso le mie opere di colpire lo spettatore sia a livello emozionale ma anche di aprire delle porte su diverse riflessioni che collegano l’uomo, il movimento e lo spazio. Delle riflessioni non propriamente analogiche e cinematografiche ma lasciando volutamente queste sensazioni a volte enigmatiche.

Quanto è importante la parte sonora nelle tue opere?
In questo caso il lavoro di Basmati Film rappresenta una solida base di sviluppo artistico sonoro, nel gruppo i musicisti diventano coautori dei progetti e in generale l’approccio leggero e informale della musica è di forte ispirazione per la trasposizione del lavoro artistico in video.

Che cosa ti piace di più del tuo lavoro?
I miei lavori hanno la particolarità di essere realizzati con una successione di sequenze animate in un modo non narrativo. Questa flessibilità di comunicazione visuale mi permette di produrre con una base diverse opere. Probabilmente ciò che mi piace di più è mantenenermi in bilico tra diverse tecniche espressive, mantenendole tutte vive, passando dalla pittura alla fotografia, dal cortometraggio all’installazione video, dal montaggio video fino ad arrivare al live media in collaborazione con i musicisti.

Progetti per il futuro?
Una mostra di video, con il corto Transit city Aemilia a Berlino in agosto, insieme a Basmati Film, all’interno del Festival di cinema Transart. E ancora 2 nuovi film: uno con interventi su pellicola in un progetto di Leonardo Carrano, animatore sperimentale; e una produzione di Basmati Film, un lavoro che tratta di psicologia femminile realizzato in pittura digitale dove mi metto in scena attraverso delle rappresentazioni corporali di auto-cannibalismo.

(Audrey Coïaniz è in mostra nella Basilica Palladiana di Vicenza all’interno dell’esposizione ARType – Archetipi della videoarte)

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Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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