CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

Francesca Padovani / Avanguardia

7 minuti 1353 parole

Padre e figlia insieme per scrivere la storia della loro impresa sociale. Intervista a Francesca Padovani. Entra in contatto con Francesca

Parole: 1360 | Tempo di Lettura: 4 minuti e mezzo

unco-avanguardia-1

Questa è la storia di un architetto veronese, Beppe Padovani, e di sua figlia Francesca.
Per comprenderla fino in fondo, però, bisogna fare un bel salto indietro.
Tutto ha inizio nel lontano 1993 con la nascita de Il Maggiociondolo, cooperativa che da più di 20 anni si occupa di recupero e vendita di bancali allo scopo di riabilitare al lavoro persone provenienti da situazioni critiche, come dipendenti da stupefacenti e alcol o detenuti in pena alternativa.
Nel 2011 Il Maggiociondolo rischia di chiudere per mancanza di fondi, fino a quando Beppe non interviene per salvarla, proponendo di destinare a più utilizzi il materiale recuperato, dal packaging all’arredo.
Nel 2012 nasce l’associazione culturale  Avanguardia (di cui Francesca è presidente) con la finalità di creare posti di lavoro. Perché “se Maggiociondolo crea prodotti, Avanguardia ha il compito di creare indotti”.
Siamo andati a trovare Beppe e Francesca in Zai, a pochi minuti da Verona Sud, nella sede di Avanguardia interamente costruita da loro, mattone su mattone, pardon, pallet su pallet, per farci raccontare la loro storia e… conoscere l’Anguilla.

Francesca, la vostra storia ha inizio nel 2011, anno in cui la cooperativa il Maggiociondolo rischiava di chiudere. Come siete riusciti a salvarla?

Il merito è di mio padre che pensò proprio di destinare al packaging e all’arredo il materiale ricavato dallo smontaggio dei bancali. In questo modo siamo riusciti a creare un circolo virtuoso di produzione che ci ha permesso di incrementare la produzione di bancali rigenerati diminuendo l’acquisto dai fornitori: di fatto, questo ha consentito di abbassare i prezzi di vendita ai nostri clienti.
Con i primi utili abbiamo preso in affitto il capannone adiacente al nostro perché sorgeva sempre più l’esigenza di condividere lo spazio produttivo con idee e persone.

Quando e perché è nata Avanguardia?

Beh, innanzi tutto il nome deriva direttamente dall’esempio innovativo delle avanguardie di inizio Novecento.
L’associazione culturale Avanguardia nasce nel 2012 per creare una comunicazione alla cooperativa sociale, la prima e tutt’ora unica finanziatrice del progetto, con la finalità di creare nuovi posti di lavoro per i giovani. In parole povere, se Il Maggiociondolo realizza prodotti, Avanguardia ha il compito di creare indotti. Il primo indotto lo si ottiene dal condividere uno spazio fisico, reale, portatore di valori veri, genuini, unici come quelli cattolici. Proprio per questo motivo abbiamo deciso di comune accordo di affiliarci all’Anspi, Associazione Nazionale San Paolo che vanta 1822 circoli oratoriali, sparsi su tutto il territorio nazionale.
Oltre a ciò, anche Avanguardia come Il Maggiociondolo è socia di Federlegno Arredo.

Il vostro progetto “Scuola D’Arte e Mestieri” si propone di formare figure professionali a 360 gradi, indipendenti, che sappiano progettare, ma senza trascurare l’aspetto teorico-culturale. Dei veri e propri “artigiani-intellettuali”, appunto.

Più che figure professionali, noi intendiamo formare figure professionalmente eclettiche che sappiano, come giustamente ci domandi tu, progettare, ma anche fare un preventivo; che conoscano da un punto di vista teorico le materie come il design, l’arte e il restauro, ma che poi le sappiano applicare durante la fase di studio e di prototipazione dell’oggetto in legno, partendo dallo smontaggio di un bancale; che soprattutto possano apprendere una manualità artigianale e creativa: insomma, che possano diventare dei veri e propri “artigiani-intellettuali” secondo lo spirito delle Arts and Crafts di William Morris.

Mi ha colpito  molto il vostro “Cubo Sociale”.

Il “Cubo Sociale” è un imballo pallettizzato di 1 m x 1m x 1m con diverse funzioni: di comunicazione, ossia le pareti esterne possono fungere da veicolo pubblicitario; di magazzino, cioè nei due cassettoni scorrevoli, che occupano una delle facce del cubo, si può depositare la merce da esporre; di logistica in quanto, essendo pallettizzato, è di facile movimentazione, oltre al fatto di essere stato studiato per essere sovrapposto ad un altro cubo per un peso certificato di massimo 1.000 kg.
Il materiale di cui è composto proviene sempre dal bancale recuperato e dall’OSB3 (materiale ignifugo, idrorepellente e antiparassitario, ottenuto dal riciclo di legno di scarto e pressato a freddo senza collanti).

Mi fai un esempio di impiego?

Dal 6 al 9 settembre di quest’anno abbiamo potuto sperimentare le differenti applicazioni che questo “oggetto-progetto” può avere: insieme ad altri prodotti, progettati da Avanguardia e realizzati dal Maggiociondolo (ecco perché è sociale), il cubo è stato utilizzato per l’evento fieristico SANA 2014, che si svolge tutti gli anni a Bologna, come parte dell’allestimento di uno stand – interamente curato da noi – dell’azienda Freeland s.r.l. In particolare, è servito sia da vetrina pubblicitaria per sponsorizzare l’attività del cliente (le tre facce laterali disponibili), sia come tavolo di esposizione e di degustazione (la parte soprastante), sia come piccolo magazzino dei prodotti in vendita (i due cassettoni scorrevoli della quarta faccia).
Infine, in occasione dell’Expo 2015 di Milano il cubo sarà proposto alla FederLegno Arredo come prodotto rappresentativo della stessa in quanto oggetto di design innovativo ed eco-sostenibile (realizzato completamente con materiale ligneo recuperato) e veicolo pubblicitario, collocabile per questo nei punti focali della città.

E poi ci sono gli eventi, le mostre, i concerti…

Sì, infatti proprio un anno fa, in seguito all’inaugurazione della nostra sede, realizzata completamente con il recupero di bancali e che si trova nello stesso capannone della cooperativa Il Maggiociondolo, in un ambiente separato e più piccolo, abbiamo anche iniziato a inaugurare mostre di artisti locali (come per esempio, Sebastiano De Gobbis, Giorgio Adami, Gianluca De Santi e Roberto Bravi) e, in contemporanea, concerti musicali di giovani band (come il nostro affezionatissimo gruppo veneziano Minimal Klezmer che si è esibito già due volte da noi presentando anche il loro nuovo disco).

Sono  tutte iniziative che partono da voi o accogliete anche  proposte  esterne?

Certamente accettiamo anche proposte esterne proprio per promuovere il talento di molti ragazzi con la prerogativa, però, che ci sia una sostanza e un gusto di fondo in quello che ci viene presentato.
Notizia freschissima di qualche settimana fa è che presso la sede di Avanguardia è partita una Scuola di Musica: un gruppo di giovani, infatti, si ritrova da noi due volte alla settimana per qualche ora; oltre alle lezioni singole ad personam impartite da un maestro molto esperto, i ragazzi imparano la materia soprattutto perché provano e suonano assieme (la cosiddetta, «musica d’insieme»). Per di più, è nostra intenzione che questo progetto abbia un seguito, ossia che gli studenti di questa scuola così inconsueta, ma coraggiosa possano esibirsi ogni fine settimana (o quasi) in orario serale (abbiamo pensato al momento dell’aperitivo. Vediamo) di modo che il loro sforzo, la loro costanza e la loro passione possano avere anche un risvolto “pratico” e soddisfacente per loro stessi.

Quali sono stati i momenti di maggiore difficoltà a cui avete dovuto far fronte?

Insoluti, progetti non partiti, persone sbagliate.

Dove saranno Maggiociondolo e Avanguardia tra 5 anni?

Non è una domanda semplice a cui rispondere. Però ti posso dire che l’intenzione è quella di replicare la nostra esperienza su scala nazionale, uguale nella struttura di base, ma adattabile alle esigenze di ogni luogo. La Bellezza dell’Italia sta proprio nella varietà del suo territorio: è su questa verità che dobbiamo puntare! Probabilmente la prima città sarà Milano, dove apriremo una nuova sede di Avanguardia in provincia, che fungerebbe da luogo di incontro e di progettazione di souvenir e packaging eco-sostenibili di prodotti enogastronomici in vista dell’Expo dell’anno prossimo, in collaborazione con la cooperativa sociale “Falegnameè”, che opera all’interno del carcere di Monza.

Un’ultima  domanda. Chi è  l’Anguilla?

Eriks, detto «l’Anguilla», lettone di Riga, con un passato nel teatro, soprannominato così perché, soprattutto all’inizio, appena ti giravi un attimo cercava di “sgusciare” via e di abbandonare il lavoro. Ora è uno dei nostri più fidati collaboratori. Quando la cooperativa era in difficoltà si è offerto di trascorrere le ferie lavorando gratuitamente e questo non si può dimenticare.
Qui da noi l’importante è avere l’umiltà di imparare e, come dice sempre mio papà, ce ne vuole tanta visto che tutto parte dallo smontare i pallet, un lavoro estremamente duro.

unco-avanguardia-2

unco-avanguardia-11

unco-avanguardia-5

unco-avanguardia-6

unco-avanguardia-7

unco-avanguardia-4

unco-avanguardia-8

unco-avanguardia-9

unco-avanguardia-10

(«L’Anguilla»)

unco-avanguardia-3

[Le foto de «L’Anguilla» e del Cubo Sociale sono di Andrea Brignoli. Tutte le altre sono di Chiara Gastaldi]

Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

Lascia un commento