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Cosimo De Vita

4 minuti 707 parole

A metà tra l’artigiano ed il designer, crea mobili che s’ispirano alla sua Firenze. E li vende in tutto il mondo. Intervista a Cosimo De Vita.

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Non chiamatele sedie. Quelle di Cosimo De Vita, falegname fiorentino di 26 anni, sono molto di più: si tratta di vere e proprie sculture di legno, facciate di chiese per la verità, che vengono apprezzate e vendute anche oltre confine e rinnovano il concetto di seduta. Cosimo si definisce “artigiainer”, ovvero un mix tra “artigiano” e “designer”, e si è buttato in questa attività manuale e creativa dallo scorso febbraio, lavorando nel suo laboratorio nel cuore del capoluogo toscano, anche se la bottega del padre, decoratore di oro e argento, è stata sempre la sua seconda casa.

Cosimo, la tua idea di intagliare sedie con le facciate delle chiese è geniale. Com’è nata?
Sono del quartiere fiorentino di Santo Spirito e sono cresciuto accanto alla basilica del Brunelleschi.
Ho avuto l’idea della sedia tempo fa, l’ho disegnata e tenuta un po’ da parte. Poi ho deciso di realizzarne una e ho scoperto che piaceva. Sono partito per New York per tre mesi e, una volta rientrato, ho deciso di dedicarmi completamente alle sedie e alla lavorazione del legno.

Quali sedie hai realizzato fino ad ora?
Ho realizzato sedie con le facciate delle chiese fiorentine di Santo Spirito, Santa Maria Novella, San Miniato, Santa Croce e San Lorenzo, che rientrano nel progetto Florence Experience, ma ne ho anche realizzata una con una moschea e presto ne farò una con la Mole Antonelliana e sono alle prese anche col Duomo di Milano, che è tutt’altro che semplice.

Ispirato dalla fede o dall’arte?
Con le mie sedie desidero reinterpretare il concetto di piazza, da vedere come una seduta, anche perché la piazza è un luogo di sosta. Il concetto è legato alla socialità, alla convivialità, al sedersi attorno a un tavolo per incontrare persone, come si scende in piazza per vedere gente e condividere. Anche la moschea si inserisce in questo filone, con la volontà di trasmettere il concetto di unire più religioni allo stesso tavolo.

Che progetti hai in serbo per il futuro?
Un tavolo che rappresenta Firenze con i suoi quartieri e l’Arno, realizzato con legni diversi e oro, ma anche un letto, sempre in oro, con la facciata di Santo Spirito. L’ho esposto ad una mostra durata due giorni, nella mia città, dal titolo “Dormiveglia”, in cui si sono esibiti una ballerina e un flautista sul tema del sonno.

Sei laureato all’Accademia di Belle Arti. Come hai imparato a lavorare il legno?
Ho da sempre la passione per il legno e ho imparato a lavorarlo insieme a mio padre. Ora mi appoggio a Claudio, falegname della mia zona, che mi sta dando ottimi consigli. Amo il tiglio, ma anche l’ulivo: con i suoi nodi non è facile da usare per realizzare una sedia, così contorto è simile agli esseri umani, con le sue venature e i suoi tagli, è un materiale molto vivo e lavorarlo dà un’emozione fortissima. Quando viene segato emana un profumo d’olio buonissimo, e i suoi colori così vivi e caldi sono incredibili.

Realizzare una sedia non dev’essere facile comunque
Le sedie, nell’arredamento artigianale, sono la cosa più complessa da fare. Ho iniziato compiendo errori e ho realizzato molti prototipi: prima di realizzare la sedia a febbraio scorso, ci ho lavorato un anno. È difficile perfezionare misure, equilibrio, inclinazione, resistenza, comodità.

Fino ad ora dove hai portato le tue sedie e quanto costano?
Ho venduto una sedia in Libano e diverse a Firenze. Una volta che il disegno è fatto, posso realizzarne da una a cinque in una settimana circa. Il costo è variabile: partendo dal presupposto che mi rivolgo a una clientela di un certo livello, il prezzo varia in base al legno, al modello e alla lavorazione. Una sedia grezza costa circa 400 euro, una decorata 500 euro, una di ulivo o radica circa 700/800 euro, mentre una decorata da pittori e artisti con cui collaboro può arrivare fino a 1000 euro.

I prossimi passi?
Una mostra a New York e una a Barcellona entro fine anno, e poi sto cercando uno spazio a Milano per poter esporre e trovare artisti con cui collaborare, che dipingano e reinterpretino le mie realizzazioni.

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Elisa di Battista

Intervista a cura di Elisa di Battista

Giornalista, appassionata di comunicazione, digitale, social media, fotografia. Blogger, racconta storie di giovani e artigianato sul suo blog www.laureatiartigiani.it. Seguila su Twitter: @ElisaDiBattista

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