CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

Cristiano Carriero

3 minuti 579 parole

Non mi sono mai arreso. Ho stretto i denti, lontano da casa, e ho aspettato la mia occasione. Intervista a Cristiano Carriero. Entra in contatto con Cristiano


Parole: 586 | Tempo di Lettura: 2 minuti e mezzo

cristiano-corradi-storytelling

Inventarsi un’agenzia di comunicazione che non ha un nome? Fatto. Cristiano Carriero, 35enne barese, si occupa di social media marketing e strategie online con ottimi risultati ed eccellenti referenze (collabora con Il Giornale Digitale e Bloglive). Ma non ha mai perso di vista la trasformabilità e i cambiamenti della vita del web e della comunicazione. E non ha voluto congelarla nella nomenclatura. Questagenzianonhanome è il progetto per continuare a giocare in casa, segnare i tre punti e scalare la vette delle classifiche degli storyteller più letti d’Italia (così lo definisce la rivista Millionaire).

Cristiano, da dove sei partito e con quali ambizioni?

Sono partito da Bari, in senso più letterale che metaforico. Ho avuto una buona opportunità, uno stage alla Indesit a Fabriano. Mi sono occupato di ufficio stampa, con discreti risultati. Per me è stata sicuramente una svolta perché ho imparato tantissimo. Da Vittorio Merloni e dall’ambiente ho imparato la tensione al lavoro duro. La fatica. Era quello che mi mancava, perché prima di arrivare nelle Marche ero un creativo pigro. E così, anche se la mia avventura alla Indesit non si è conclusa benissimo, perché dopo un anno non sono stato confermato, ho avuto l’opportunità di iniziare a lavorare con un’agenzia di comunicazione di Ancona. Lì pian piano ho iniziato a costruirmi una nuova professionalità legata a ciò che amavo, la scrittura.

Quali difficoltà hai incontrato?

Le difficoltà sono all’ordine del giorno per un laureato in lettere. Dal giorno della laurea ho visto diffidenza, ma questo è normale. Così è stato in azienda dove però mi sono reso conto che io ero diverso da tutti gli altri, in un ambiente di ingegneri e laureati in economia. Ho cercato di lavorare sulla mia differenza. Nei primi anni non è andata bene ed ho rischiato di essere io ad adeguarmi. La svolta è avvenuta con i social network. Da quando le aziende hanno bisogno di contenuti, il mondo del lavoro ha subito una rivoluzione. E io ne ho approfittato.

In cosa sei stato bravo e in cosa fortunato?

Sono stato bravo a non arrendermi. Ho avuto diverse proposte di cui mi sarei potuto accontentare, ma non ho accettato. Ero fermamente convinto che la mia occasione sarebbe arrivata. Ho stretto i denti, lontano da casa, in una città che molti non definiscono esattamente come accogliente e che io invece ho trovato bellissima (Fabriano, ndr). Ho vissuto da amici, ho cambiato case, mi sono spostato ma non sono mai tornato a casa a piangermi addosso. Per questo sono stato bravo. La fortuna è stata l’esplosione di Facebook. Ma non credo alla fortuna, perché è stato un mio merito cavalcare quell’onda. E quella dei blog.

Dov’è l’innovatività del tuo progetto?

Noi non vendiamo siti. Non vendiamo grafiche. Non vendiamo video. Noi vogliamo migliorare il business delle aziende. E lavoriamo per questo con grandi professionisti.

Quando non ci si deve fermare?

Mai. Se pensassi di poter fare questo lavoro tra cinque anni sarei uno stupido. Pensate che le aziende avranno ancora bisogno dei social? Io sto già studiando altre cose, che possano far fruttare la mia grande passione, la scrittura, e portarla al servizio delle aziende.

Un consiglio a un sognatore.

Di smettere di usare la parola sogno e cambiarla con progetto. La differenza tra un sogno e un progetto è fissare la data, la scadenza. Fatelo.

Stefania Losito

Intervista a cura di Stefania Losito

Trentacinquenne barese verace, giornalista pubblicista, ex blogger (ex per pigrizia), addetta stampa, collabora con Radionorba, e assiste politici locali nella comunicazione social. Tifosa della Bari e quindi condannata a soffrire. E’ allergica ai pessimisti.

Lascia un commento