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Cristina Olivotto / Dolomiti Rangers

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I Power Rangers sono arrivati in Alta Pusteria. Intervista a Cristina Olivotto di Dolomiti Rangers.

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Nata a Dobbiaco ventiquattro anni fa, Cristina Olivotto ha nel proprio DNA i panorami e le cime rocciose delle Dolomiti. L’amore per la natura e per le sue vette ha reso impensabile lavorare altrove, così Cristina ha fatto la sua scelta: insegnare ai bambini ad amare le montagne trasmettendo loro la conoscenza di quei luoghi e mostrare ai turisti quanto sfugge allo sguardo profano. Cristina è una Dolomiti Ranger.

Cristina, cos’è esattamente un Dolomiti Ranger?
Questa è la domanda che poniamo sempre ai nostri piccoli ospiti dai 6 ai 12 anni. Mi piace riportare la risposta data da un bambino che ha scatenato l’ilarità generale, ma che alla fine ha convinto tutti: una sorta di supereroe. Rispondendo seriamente: il Ranger è una figura professionale voluta dalle associazioni turistiche altoatesine per offrire una forma di intrattenimento ai ragazzi in grado di coinvolgere tutta la famiglia. I diversi ospiti scoprono la storia e le caratteristiche delle nostre montagne immergendosi nella cultura più antica e misteriosa di questi luoghi. Il programma Dolomiti Rangers viene venduto attraverso i consorzi turistici dell’Alto Adige, o direttamente presso le strutture convenzionate, si articola in moduli di tre giorni a settimana e presenta proposte differenti a seconda della località in cui si svolge: la scoperta degli animali selvatici nel Parco Naturale di Fanes Sennes Braies, lo studio delle rocce e dei fossili in Alta Pusteria, storie di streghe e leggende nello Sciliar. I Rangers non sono animatori: dobbiamo avere una preparazione specifica, conoscere i sentieri, la flora, la fauna e la geologia delle Dolomiti e parlare perfettamente italiano e tedesco.

Come sei diventata una Dolomiti Ranger?
Dopo la maturità scientifica mi sono laureata in Tecnologie Forestali ed Ambientali a Padova. Lo scorso anno ho svolto un tirocinio all’Ente Parco Naturale Tre Cime – dove adesso lavoro -, grazie al quale sono stata selezionata per il progetto Dolomiti Rangers che in Alta Pusteria nasce dalla collaborazione tra il Parco Naturale delle Tre Cime e l’Associazione Turistica. Siamo in tre a operare nella squadra dei Rangers: io, quale guardia del Parco e responsabile dell’organizzazione e dello svolgimento del progetto, e altri due colleghi designati dall’Associazione Turistica.

Qual è la vostra tipica giornata di lavoro?
Non esiste una giornata tipica, le variabili sono tante: a cominciare dal programma previsto dalla zona in cui si opera, per proseguire con l’età dei partecipanti, il loro spirito d iniziativa, i loro interessi e l’ispirazione del momento. In Alta Pusteria, ad esempio, è previsto un primo modulo di mezza giornata che si svolge all’interno dei laboratori del Parco Naturale Tre Cime ed è riservato ai soli bambini: spieghiamo loro come si sono formate le rocce che caratterizzano le Dolomiti e realizziamo calchi dei fossili che è possibile trovare nella zona. Il secondo modulo dura l’intera giornata ed è aperto ai genitori: si attraversa la Val Fiscalina, fermandoci spesso per illustrare la flora e la fauna locali e osservare il passaggio di qualche stambecco. Il terzo modulo è in notturna: attorno a un falò si raccontano le leggende e le storie dei boschi. Ma se le attività sono diverse, c’è comunque un comune denominatore: vogliamo che i nostri ospiti imparino divertendosi.

Dunque non sono soltanto i bambini ad imparare.
Lo scopo dei Rangers non è fornire un’alternativa al baby parking, ma offrire una formula di intrattenimento che coinvolga le famiglie e permetta di scoprire i territori anche attraverso la trasmissione delle conoscenze di chi ci vive. Aggiungo anche che i bambini apprezzano molto il fatto che proponiamo loro attività che ai genitori non sarebbero venute in mente: la scorsa estate siamo entrati nelle acque ghiacciate dei torrenti per costruire dighe e abbiamo insegnato ai bambini a spaccare le pietre con gli strumenti dei geologi, li abbiamo fatti arrampicare sugli alberi e cercare tracce del passaggio di animali. “Sembrate dei bambini, avete idee pazze e ci chiedete di realizzarle” ha detto una piccola partecipante entusiasta. Mi è sembrato un bellissimo complimento.

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Rossella Boriosi

Intervista a cura di Rossella Boriosi

Classe '66, vivo a Perugia con i miei tre figli, un criceto e - talvolta - il marito. Da due anni curo un blog - trefigli.style.it - dove parlo di maternità col disincanto derivante da una fisiologica sventatezza. Lo scorso novembre ho pubblicato Tre figli unici - sopravvivere a brufoli, tabelline e svezzamento in un colpo solo (ed. Futura)

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