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Cristina Stashkevich / STAKSHOP

4 minuti 722 parole

Segui il tuo sogno, anche se tutti intorno pensano che non stai facendo un lavoro vero. Intervista a Cristina Stashkevich, STAKSHOP  

Parole: 713 | Tempo di lettura: 3 minuti

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Cristina Stashkevich disegna. Ha iniziato per passione e ora è un lavoro. All’università ha studiato critica d’arte, poi giorno dopo giorno si è dedicata all’illustrazione, alla grafica e alla creatività. Colora, scrive e crea gioielli fatti a mano e dipinti a mano. Il suo progetto si chiama STAKSHOP. Le persone che incontra e i posti che visita sono per lei fonte d’ispirazione. È nata a Minsk e oggi vive a Milano.

Cristina, di che cosa ti occupi?

Il mio progetto si chiama STAKSHOP, creo accessori, quaderni, bigiotteria e vestiti dipinti rigorosamente a mano.

Quando hai capito che la tua passione per il disegno sarebbe potuta diventare un lavoro?

Disegno da sempre, poi quando mi sono trasferita a Milano ho iniziato a collaborare con alcuni negozi di scarpe personalizzando a mano Converse e Vans. In seguito ho iniziato a fare anche gli accessori e la bigiotteria, sempre dipinti a mano, e da lì pian piano tutto ha preso forma fino a diventare un unico progetto STAKSHOP. Adesso vorrei andare avanti e dipingere le pareti dei locali e degli appartamenti, oltre a personalizzare i mobili.

Quali difficoltà hai incontrato nel tuo percorso?

Le difficoltà in questo lavoro sono tante. Per adesso devo mantenere un lavoro “normale” durante la settimana, che mi occupa tanto tempo e non sempre è facile riuscire a conciliare tutto. Un altro inconveniente è ovviamente il sistema tributario italiano, che può scoraggiare i giovani che hanno voglia di mettersi in proprio ma allo stesso tempo anche poche risorse economiche. Riguardo agli investimenti, non avendo la possibilità di versare grosse cifre subito e di lanciarmi pienamente nel progetto, investo sempre, costantemente e poco alla volta. Poi, non sempre le persone riescono a capire il valore e il pregio di qualcosa di unico e fatto a mano e ad apprezzare il lavoro che c’è dietro. Tanti designer si sentono costretti ad abbassare i prezzi, per non discutere sempre con i clienti, cosa che negli Stati Uniti per esempio non succede.

Con quali materiali preferisci lavorare?

I miei materiali preferiti sono il legno, con il quale creo la mia bigiotteria, il tessuto e la carta perché sono materiali naturali e caldi, piacevoli da dipingere.

Dove trovi l’ispirazione?

Da tutto quello che mi circonda: dalle persone che incontro, alle città che visito. Se devo invece trovare l’ispirazione “apposta”, ho la mia biblioteca di bellissimi libri-album con foto. Mi ispirano tanto i vecchi ritratti di persone, tipo quelli di Henri Cartier-Bresson e Robert Doisneau.

A proposito di ispirazione, ti ispiri a qualche artista in particolare?

No, in realtà no. Per professione sono critico e curatrice d’arte contemporanea – all’università ho studiato questo -, quindi l’arte per me è come ossigeno: faccio molte ricerche e guardo talmente tanti artisti che non riuscirei a sceglierne uno. Su Instagram seguo alcuni profili che mi ispirano molto, anche se non sono legati all’arte: sono persone che pubblicano foto delle loro famiglie, bambini, posti belli e animali carini, atmosfere che mi aiutano a sviluppare la mia creatività.

Che cosa ami di più nel tuo lavoro?

L’indipendenza negli orari e la libertà di poter scegliere i posti da cui lavorare: se volessi potrei farlo anche su una spiaggia in India, perché quello che mi serve può stare in una valigia. Questo lavoro da solo potrebbe regalarmi una cosa che mi renderebbe felice: la possibilità di passare più tempo con la mia famiglia e con le persone che amo.
E poi quando disegno mi sento in armonia con me stessa. È come una droga.

Quali sono i tuoi canali di vendita?

Internet, mercatini e negozi. Ho il mio sito, la pagina Facebook, le piattaforme A little Market ed Etsy. Partecipo ogni tanto a qualche evento e sono presente in alcuni negozi in diversi posti in Italia.

Che consiglio daresti a chi voglia lavorare in questo campo?

Essere costanti nel lavoro, fare sempre qualcosa, anche se a piccoli passi, ma ogni giorno e fare molte ricerche nel settore. Seguire i propri sogni anche se tutti intorno pensano che “non stai facendo un lavoro vero”.

Progetti per il futuro?

Sicuramente sviluppare il mio progetto, mettermi definitivamente in proprio, allargare il territorio e vendere all’estero.

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Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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