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456. Dahlia Duet

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Abbiamo in testa un sacco di progetti, amiamo il nostro lavoro e siamo felici quando le persone lo apprezzano. Laura e Lugi di Dahlia Duet. Entra in contatto con Dahlia

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Coppia nella vita e nel lavoro, Laura Di Giovanni e Luigi  Adduci hanno dato vita a Dahlia Duet, una linea di abbigliamento autoprodotta composta da capi unici e collezioni in tiratura limitata.

Laura, puoi raccontarmi qual è stato il percorso che ha ha portato alla creazione del vostro atelier, Dahlia Duet?
Il nostri percorsi professionali e personali sono legati l’uno all’altro. Io e Luigi, ci siamo conosciuti qualche anno fa a Firenze,durante il nostro percorso di studi. Ci siamo diplomati entrambi presso l’Accademia di Belle Arti,un mondo bellissimo,carico di emozioni. La nostra sperimentazione artistica parte dalla pittura per me, e l’oreficeria per lui,passando anche dalla fotografia alla grafica. Durante gli anni passati in accademia abbiamo avuto la fortuna di incontrare docenti straordinari sul piano artistico e personale, ed è proprio grazie a loro che ci siamo avvicinati ulteriormente alla moda. Terminati gli studi a Firenze, abbiamo proseguito con Milano, dove io ho frequentato un corso in textile design mentre Luigi ha studiato come modellista-sarto , proprio   perché il suo desiderio era quello di imparare a conoscere la struttura di un abito,da li a qui poi il salto è stato breve. Abbiamo messo insieme le nostre competenze e abbiamo deciso di buttarci in questa avventura meravigliosa.

Dove si trova il vostro Atelier, Dahlia Duet?
Abbiamo avviato la nostra attività a Pescara, la mia città, e Luigi, che è calabrese,  mi ha seguita. Siamo una coppia nella vita e nel lavoro.

Qual è la filosofia di Dahlia Duet?
Dahlia Duet è una linea di abbigliamento femminile a tiratura limitata.Produciamo pochi pezzi per modello in base al tessuto che abbiamo e poi molti pezzi unici,giorno per giorno. Ad oggi, per noi piccolissimi designer è difficilissimo reperire materiali di qualità’ per pochi metri, proprio perché le aziende di tessuti preferiscono ordini per grandi quantitativi. Quindi per noi è sempre una grande fatica reperire tessuti e siamo molto spesso “on the road” in giro per il territorio . Il punto è che l’artigianato così come sta scomparendo sta ritornando ,ovviamente con un approccio totalmente diverso.

In cosa consiste la vostra produzione?
Oltre alla nostra linea di abbigliamento realizziamo anche capi su misura. Molte ragazze arrivano anche con ritagli di giornale per un particolare modello e Luigi fa di tutto per accontentarle. La soddisfazione nel vedere il lavoro ben riuscito è indescrivibile. Stiamo lavorando su dei piccoli corsi di sartoria da tenere in futuro all’interno del nostro spazio. Abbiamo in testa un sacco di progetti, amiamo il nostro lavoro e siamo felici quando le persone lo apprezzano. Diventa a quel punto uno scambio di energie  bellissimo.

Pensate che la scelta di operare piccole produzioni, lavorando artigianalmente, sia premiante?
Sì. Stiamo assistendo alla nascita di una manifattura italiana che profuma di nuovo e che trova i suoi clienti on line, attraverso i social. Un paio di anni fa abbiamo aperto la nostra bottega in casa, allestendo parte dell’appartamento a vera e propria sartoria con macchine, tessuti e fili, ovviamente tutto con regolare fatturazione, ma con un notevole risparmio rispetto ai costi che si devono sostenere pagando l’affitto di un negozio vero e proprio. Lo Stato è il grande assente nella realizzazione di attività da parte dei giovani e non solo, con una burocrazia che fa piangere e tassazione alle stelle.

Vi occupate di tutto in prima persona?
Sì, tutte le fasi del processo creativo vengono curate da noi, dall’ideazione alla confezione, dalla ricerca alla comunicazione

A proposito di comunicazione: quanto sono importanti i social per un’attività come la vostra, così materica?
Molto importanti:  abbiamo creato la nostra pagina Facebook e Instagram dove abbiamo raccontato sin da subito “cosa siamo”, così dopo un po’ sono iniziati i primi ordini da parte di clienti che ci chiedevano di spedire i nostri capi che pubblicati sulle nostre pagine. Oggi non siamo più in casa,dopo tantissima fatica, ma in un negozio vero e proprio dove produciamo e vendiamo direttamente i nostri abiti. La vetrina su strada ci aiuta tantissimo e stiamo riscontrando un bel successo non più solo “virtuale”, proprio perché Pescara, essendo una città di provincia, ha ancora molto da sperimentare e non è ancora satura. Al momento siamo gli unici in città ad avere laboratorio sartoriale in negozio, quindi questo crea molta curiosità e un bel riscontro da parte di chi va a caccia di realtà come la nostra cercando un prodotto totalmente Made in Italy.

Come reagite alla crisi?
Può sembrare retorico, ma è grazie alla passione in ciò che facciamo. È difficilissimo essere sul mercato oggi, ma la passione è il motore che ci permette di andare avanti tra spirito di sacrificio e felicità.

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Rossella Boriosi

Intervista a cura di Rossella Boriosi

Classe '66, vivo a Perugia con i miei tre figli, un criceto e - talvolta - il marito. Da due anni curo un blog - trefigli.style.it - dove parlo di maternità col disincanto derivante da una fisiologica sventatezza. Lo scorso novembre ho pubblicato Tre figli unici - sopravvivere a brufoli, tabelline e svezzamento in un colpo solo (ed. Futura)

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