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Dani&Colf

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Quando l’economia domestica diventa business. Intervista a Daniela Mosca di Dani&Colf. Entra in contatto con Daniela

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Madre di tre figli avuti nell’arco di un decennio; dopo aver rinunciato per loro a una giovane e promettente carriera, Daniela Mosca ha cominciato a partorire idee. Una di queste è il suo nuovo lavoro, Dani&Colf,  una società che offre a tete e colf corsi a domicilio di Cucina, Economia domestica e Arte del ricevere.

Daniela, chi sei e cosa facevi prima di aprire Dani&Colf?

Ero una giovane laureata in economia che cercava la propria strada professionale nel marketing, passando dall’agenzia alla multinazionale finché, un giorno, sono rimasta folgorata da Internet e dalle mille opportunità che la New Economy offriva.
Mi venne assegnato un progetto in partnership con Il Sole 24 Ore: si chiamava Salute e Benessere Network e fu il primo tentativo di creare una convergenza tra televisione e web.
Un progetto che ha precorso di molto i tempi e che per me ha rappresentato moltissimo, al punto che quando è nata la mia prima figlia ho capito che mai sarei riuscita a conciliare casa e lavoro. Così, ho scelto la famiglia. Dieci anni e altri due figli dopo i tempi erano maturi perché io tornassi a dedicarmi anche ad altro. Così mi è venuto spontaneo in prima battuta cercare di realizzare e dare vita a un servizio per le famiglie.

Come è nata l’idea di aprire una società che insegni Economia domestica?

Avendo lavorato a tempo pieno, ho realizzato che tutti noi affidiamo casa e bambini a persone per lo più di altri paesi, senza competenze specifiche, confidando soprattutto nel loro buon carattere. Persone trovate grazie al passaparola in una sorta di welfare fai-da-te. La formazione viene poi fatta dalle stesse famiglie che insegnano il mestiere in base alle proprie necessità. Però, non sempre questo è possibile: io, ad esempio, non appena una tata o una colf entrava a casa mia, uscivo per lavorare o per sbrigare qualche commissione. Così ho pensato che un servizio di formazione a domicilio potesse tornare utile soprattutto a chi lavora fuori casa e non ha il tempo materiale di insegnare una ricetta per la cena, o spiegare come pulire il filtro della lavatrice prima che questa si rompa, né tantomeno insegnare come pulire la casa senza consumare mille detersivi, o mostrare come si vuole che le proprie camicie vengano stirate e piegate. Ho pensato che tornare a casa e trovare la cena pronta potesse essere un sollievo, che gli elettrodomestici avrebbero potuto godere di maggiore vita, che il risparmio sui consumi avrebbe fatto piacere a tutti e che insomma tutto poteva avere un suo senso. Così, senza aver nulla da perdere, ho provato e, piano piano, la cosa ha preso forma e piede: da un  volantino è nato un sito, che poi è diventato un blog, una pagina facebook e, compatibilmente con la vita dei figli, ho cercato di far decollare questa mia intuizione. Fortunatamente ho avuto riscontri positivi perché i clienti hanno potuto verificare che questo piccolo investimento poteva portare grossi benefici in termini di efficienza e serenità familiare.

Come hai sviluppato la tua idea imprenditoriale, quante persone lavorano con te e quali sono i criteri di reclutamento?

Non avendo un lavoro non avevo nulla da perdere, valeva la pena di provare piano piano a dare vita al mio progetto confortata dal fatto che ogni volta che ne parlavo con altre mamme o amiche mi supportavano dicendo che era geniale o, quantomeno, molto utile.
In maniera spontanea si è piano piano creata intorno a me una rete di persone con varie competenze (la nutrizionista, la psicopedagoga, la cuoca e la stiratrice professionista) che oggi sono le collaboratrici di Dani&Colf.
Per farmi conoscere ho ritirato fuori la mia passione per il digitale e la sera dopo aver messo a letto i bambini ho cominciato a studiare wordpress per realizzare un sito col quale promuovermi. E, ovviamente, è stato come riaccendere una fiamma mai spenta.
La priorità è far sapere alle tante persone che lavorano che c’è chi può andare a casa loro a insegnare alle tate a cucinare le ricette che bambini preferiscono, o chi può insegnare a stirare camicie e abiti  annullando le spese della tintoria, così come si può spiegare quali detersivi è meglio usare e come ridurre i consumi casalinghi. Ah, tra l’altro, prestissimo sarò anche una Network Mama e potrò fornire consulenze anche via webcam.

Qual è stato l’investimento per avviare la tua attività?

I costi d’avvio sono stati bassi: la formula corsi a domicilio mi permette di lavorare da casa, i costi sono prettamente legati al sito (hosting, grafica, ecc).
Non ho ancora fatto investimenti di ufficio stampa o advertising e anzi pensavo proprio ieri che sarebbe ora che lo facessi per allargare la cerchia di chi già mi conosce.

Chi sono i tuo clienti?

I miei clienti sono i datori di lavoro di tate e colf che vorrebbero che queste imparassero a fare meglio o di più. Sono per lo più donne di 35-50 anni con figli e un lavoro che le tiene lontane da casa per la maggior parte del tempo. Ma, con mia sorpresa, ho fornito corsi anche alle mamme stesse o a giovani ragazze appena uscite di casa alle prese con il ferro da stiro o con errori di bucato che hanno mandato in fumo i loro acquisti più cari.

Quali sono i servizi più richiesti? 

Il corso di stiro, insieme a quello di cucina sono i più richiesti, ma destano interesse anche il corso sulla gestione del guardaroba e su come apparecchiare e servire in tavola, soprattutto adesso che siamo prossimi alle feste e ai cenoni natalizi.
Infine mi chiedono spesso se conosco qualche brava tata o colf, così mi sono organizzata anche per rispondere a questa esigenza.

Posso conoscere il costo dei servizi?

I corsi di cucina con menù personalizzato partono dagli €80 e il corso di stiro organizzato in 3 incontri di 2 ore, sempre a domicilio, costa € 150, il corso su l’art de la tabe dura due ore e costa € 60.
Per altri corsi il costo viene valutato dopo un colloquio conoscitivo, molto dipende dalla dimensione della casa, e da quelle che sono le richieste.
Come vedi i costi sono contenuti, non mi interessa proporre un servizio di lusso bensì un qualcosa di accessibile a tutti e di molto pratico. Io dico sempre che è come avere una classe energetica A invece che una B: con un piccolo investimento iniziale si finisce poi per risparmiare.

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Rossella Boriosi

Intervista a cura di Rossella Boriosi

Classe '66, vivo a Perugia con i miei tre figli, un criceto e - talvolta - il marito. Da due anni curo un blog - trefigli.style.it - dove parlo di maternità col disincanto derivante da una fisiologica sventatezza. Lo scorso novembre ho pubblicato Tre figli unici - sopravvivere a brufoli, tabelline e svezzamento in un colpo solo (ed. Futura)

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