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Domitilla Ferrari

5 minuti 982 parole

La sua storia inizia con un blog aperto 10 anni fa. Intervista alla digital player Domitilla Ferrari. Entra in contatto con Domitilla

Parole: 900 | Tempo di lettura: 4 minuti

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Domitilla Ferrari è giornalista e social player, oltre ad essere onnipresente (con coscienza!) su praticamente tutti i social network. Su Twitter si definisce guru dell’ovvio. Ha lavorato in radio, in TV e scritto per vari giornali. Oggi lavora nel digital di un grande gruppo editoriale ed è l’autrice di “Due gradi e mezzo di separazione. Come il networking facilita la circolazione delle idee (e fa girare l’economia)” uscito per i tipi di Sperling&Kupfer. L’ho incontrata a Vicenza, alla Fondazione Zoè, durante l’evento “Zambon Open Education riflette con Domitilla Ferrari”, ecco che cosa mi ha raccontato.

Domitilla, qual è il tuo lavoro?

Lavoro nel digital di una grande casa editrice. Dieci anni fa ho aperto un blog ma non avrei mai pensato che essere online mi avrebbe poi portata a insegnare Comunicazione Digitale all’Università. Oggi sono professore a contratto del Master in Comunicazione delle Scienze della facoltà di Fisica all’Università di Padova.

Quanto sono utili, per chi lavora oggi, gli strumenti social?

Essere online è un dato di fatto. Non dev’essere una scelta in funzione di uno scopo. È utile per gestire contatti, organizzare il lavoro, anche per trovarlo raccontando ciò che si sa è ciò che si sa fare nel modo migliore e più onesto di tutti: dimostrandolo ogni giorno e mettendo a disposizione degli altri le proprie competenze.

Secondo te come siamo messi in Italia col personal branding?

Siamo un Paese molto attento all’apparire. Spendiamo per vestirci il doppio della media europea. Prestiamo attenzione a come ci presentiamo a un colloquio e sappiamo vestirci bene per partecipare a una festa. Allora perché non badare anche a ciò che comunichiamo con la nostra presenza online? Se è la prima impressione che conta significa che, spesso, non ce ne sarà una seconda: ti cerco su Google, leggo chi sei. E ciò che Google racconta di noi è il frutto di ciò che facciamo online e anche offline. Insomma ci son tracce di te anche se non lo sai. Vale sempre la pena controllare.

Visto che, oltre al formato ebook, hai scritto un libro diciamo tradizionale, di carta insomma, quanto è importante la diversificazione tra i vari canali oggi?

Non credo che la carta sia destinata a sparire dal nostro consumo di contenuti, anzi. Spero che questo libro raggiunga chi pensa che Internet sia un posto brutto e cattivo e se ne tiene alla larga, come spero sia utile a chi è già online ma non sa bene perché. Tanti sono quelli che pensano che Internet non sia utile e necessario alla nostra vita.

Si parla tanto di quote rosa. Qual è la tua opinione a riguardo?

Sono convinta che qualsiasi azienda o istituzione che debba generare utili o risultati debba avere a capo manager competenti. Anche la migliore tra i migliori, non la migliore solo tra le donne. Le proporzioni sono ancora sbilanciate, è vero, e servirà tempo affinché le donne capiscano la necessità di spingersi oltre la comfort zone della competizione in campi neutri, chiedendo appoggio a colleghi, compagni, mariti. Nessuna rivoluzione si fa da una sola parte.

Quale professionista ti ha ispirato maggiormente?

Essere in contatto con persone che ti danno ispirazione e motivazione contribuisce ad ampliare le tue aspirazioni, migliora la percezione che hai del mondo, ti dà la prova che farcela è possibile, che c’è un modo diverso per fare le cose. Non mi son mai fatta sfuggire l’occasione di circondarmi di buoni esempi, molti li ringrazio nel libro perché è il frutto anche delle chiacchiere online e offline che ho fatto con loro: Luigi Centenaro, Alessandra Farabegoli, Mafe De Baggis, Gianluca Diegoli, Paolo Iabichino, Vincenzo Cosenza. È anche vero che è troppo facile decidere chi vuoi essere, a cosa ambire. Ho provato, invece, a studiare i cattivi esempi: oggi io so a chi non vorrei mai assomigliare.

Quanto è importante lo storytelling oggi?

Lo storytelling altro non è che raccontare bene ciò che si ha da dire. Quando incontri qualcuno con cui vuoi creare un legame, cerca di essere quella dei due che fa tante domande. Interessati alle persone che incontri e, se ti emozionano, dillo. E aspettati lo stesso dagli altri. Quindi preparati a parlare di te. A essere concisa, andare al dunque, ma anche lasciare che siano le tue competenze a parlare di te. Poi torna a raccontarmi com’è andata.

Che consiglio daresti ai giovani freelance?

Il mercato del lavoro è cambiato, serve aggiornarsi continuamente. Studiare è un investimento di tempo, ma se fatto per obiettivi e con impegno è un investimento fruttuoso.
Inoltre mai sottovalutare le proprie capacità di apprendimento nel contesto: tutti hanno qualcosa da insegnare, basta essere buoni ascoltatori e incoraggiare gli altri a parlare di sé. Ascoltare qualcuno che sa parlare di ciò che ama è molto istruttivo. E a te piace parlare di ciò che sai, di quello che ti interessa? Piace a tutti. E Internet è usato proprio per pubblicare dettagli, storie personali, curriculum. Si dice sempre dell’Italia che è il Paese in cui riesce solo chi conosce qualcuno. Dovremmo smetterla di dirlo e ammettere che se non riusciamo è perché l’unica cosa che non conosciamo sono le nostre possibilità. Ti piacerebbe cambiare lavoro, città, vita? Pensi di metterti in proprio, non ti mancano le idee, ma sei alla ricerca di soci affidabili e entusiasti con cui condividere quest’avventura? Quasi tutto ciò di cui hai bisogno è probabilmente più vicino di quello che pensi: puoi accedervi purché tu sappia cosa ti serve e come parlarne agli altri e online questa cosa è davvero molto semplice da fare.

Progetti per il futuro?

Quest’anno compio 40 anni, l’anno prossimo finisce il mio MBA. Ho fatto il test d’ammissione l’anno scorso in Bocconi. Mi sembra di essere già a metà strada: ho imparato tante cose nuove, consolidato certezze e risolto qualche dubbio. Mi resta solo decidere cosa fare da grande!

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Irene D'Agati

Intervista a cura di Irene D'Agati

Ama l'odore dei vecchi libri, ma è una tech lover. Le piace definirsi fashion geek. Il suo blog è www.nonsoloborse.net

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