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577. Donatella e Alison / FunLab

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Due donne e un obiettivo: diffondere la creatività made in USA in Italia. Intervista a Donatella e Alison, ideatrici di FunLab. Entra in contatto con Donatella e Alison

Parole: 1504 | Tempo di lettura: 5 minuti

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Cosa avviene quando Alison, una mamma texana con laurea in Biochimica e PhD in Microbiologia, incontra Donatella, mamma milanese con una laurea in Ingegneria Nucleare e un Master in Business Administration all’INSEAD di Fontainebleau? Una grande trasformazione professionale che ha spinto due interessanti donne in carriera a cambiare rotta lavorativa, per investire nuove energie nel campo dei prodotti di hobbistica per bambini.

Donatella ed Alison ci raccontate qualcosa di voi?

Donatella: Siamo due persone che si sono lasciate guidare dalle passioni, a partire dal mio percorso accademico, l’entusiasmo e l’interesse nelle cose che faccio sono sempre stati fondamentali. Ho una laurea in ingegneria e un lungo percorso in consulenza. La svolta data alla mia carriera con l’attività imprenditoriale mi ha dato nuovi stimoli e mi ha permesso di affrontare nuove e interessanti sfide.

Alison: Sono nata in America, dove ho conseguito una laurea in Biochimica con PhD in microbiologia. Sono arrivata in Italia per motivi personali e non sono più andata via. Ho inziato a lavorare come ricercatrice presso il San Raffaele e l’Istituto Europeo di Oncologia. Quando è nato il mio secondo figlio ho preso un annetto di pausa per gestire meglio la famiglia, pensando poi di ritornare al mio lavoro di ricerca. Invece ho casualmente conosciuto Donatella, le nostre bimbe frequentavano la stessa scuola materna e così abbiamo iniziato a parlare di un’avventura commerciale che era lontana dalla mia preparazione professionale, ma mi sembrava molto divertente. Adoro il mondo della creatività e in particolar modo della creatività dei bambini e dei ragazzi e così è iniziato tutto e sono a tempo pieno presso FunLab.

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Donatella, quando e come è nata l’idea della vostra attività?

Entrambe abbiamo sempre voluto creare qualcosa “in proprio”. Ci siamo conosciute in un momento della nostra carriera in cui eravamo – entrambe – pronte e disposte con entusiasmo, mentalmente e anche fisicamente, ad affrontare qualcosa di nostro. La fortuna ha voluto anche che ci trovassimo in sintonia caratterialmente, molto allineate sugli obiettivi e le scelte per la nostra attività. Sintonia che continua tutt’ora.
L’idea è poi nata da un “bisogno” che abbiamo notato, un “vuoto” nel mercato dei bimbi in Italia. Mancava un’offerta creativa e didattica che stimolasse e aiutasse la crescita dei piccoli attraverso l’immaginazione, il ragionamento e la manualità. La nostra idea è quella di realizzare dei punti vendita che non siano solo dedicati al commercio ma anche alla sperimentazione. Da qui i Punti Vendita Workshop dove si possono acquistare prodotti creativi e giochi ma in cui si organizzano anche laboratori e attività sperimentali per bambini 0-12 anni.

Qual è stata la vera molla che vi ha spinte al cambiamento professionale?

Donatella: per me è stato tutto molto naturale. Già da quando frequentavo l’MBA a Fontainebleau, volevo un giorno “mettermi in proprio”. Ricordo di aver seguito corsi proprio a questo fine come “New Ventures”. I corsi e la realtà sono tuttavia molto diversi. Una volta fatto il salto, con la dedizione verso il raggiungimento degli obiettivi che mi contraddistingue, ho lavorato e lavoro anima e corpo per la nostra piccola creatura creativa.

Alison: Con l’arrivo dei miei figli ho realizzato una voglia di essere più disponibile e gestire i bambini direttamente, invece di affidarli ad una baby-sitter e il lavoro di ricercatrice richiedeva tante lunghe ore in laboratorio, compresa la possibilità di lavorare nei weekend e viaggiare lasciando i bambini a casa. Così dopo la loro nascita ho capito che quella non era la mia idea del “fare la mamma”, che era molto più “on zone”, volevo essere io ad andare a prenderli a scuola, a preparare la merenda e quindi la carriera di ricercatrice non era compatibile con la mia visione. Quindi ho iniziato a cercare altro e ad elaborare l’idea che volevo lavorare, ma dovevo trovare una situazione che era più conciliabile con il mio desiderio di essere una mamma presente, quindi direi che sono stati i miei bambini che mi hanno spinto al cambiamento.

Donatella che cos’è FunLab e qual è la vostra mission?

La mission di FunLab è quella di promuovere modalità didattiche e di intrattenimento che facciano leva sulla creatività, l’immaginazione, la manualità e il ragionamento. Da FunLab “i bimbi fanno”: creano, sviluppano, si inventano il loro mondo, modellano, disegnano, trasformano… FunLab è tutto questo: propone gli strumenti, organizza occasioni creative.

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Quali sono i vostri ruoli all’interno del progetto imprenditoriale?

Seguiamo molto le nostre provenienze accademiche e lavorative nella ricopertura dei ruoli in azienda… in modo molto naturale. Io mi occupo della gestione finanziaria, commerciale e dello sviluppo di nuove opportunità, Alison dello sviluppo prodotto e direzione delle attività creative e linguistiche di FunLab Workshop. Sull’operatività siamo comunque coinvolte entrambe.

Attraverso una particolare selezione di brand proponete giochi made in USA in Italia. Come nasce questa scelta?

FunLab distribuisce in Italia un brand che negli Stati Uniti è diventato uno “stile di vita”, che accompagna i bambini nella fase dell’apprendimento e della scoperta. Si tratta di Alex Toys, che lo scorso anno è cresciuto molto acquisendo altri marchi e diventando una famiglia di brand di nome Alex Brands (ne fanno parte: Alex Toys, Zoob, Citiblocs, Slinky, BackYard Safari, Air Warriors). Sicuramente la crescita non si ferma qui (recentemente Alex Brands ha acquisito anche Juratoys, con i famosi marchi Janot e Kaloo). Il motivo per cui FunLab distribuisce questi prodotti è molto semplice: sono in linea con la propria mission. Sono giochi educativi e creativi, con grande attenzione per la qualità e il design, che hanno ricevuto i più prestigiosi premi dell’industria, inclusi più di 300 “awards” da organizzazioni di consumatori e riviste specialistiche di giochi per bambini. Sono prodotti con cui il gioco non si esaurisce mai perché insegnano una modalità di gioco, ripetibile anche una volta che il prodotto è stato utilizzato. Si crea, si impara, si cresce.

Avete usufruito di finanziamenti o bandi per avviare FunLab?

Abbiamo avuto un finanziamento da Regione Lombardia destinato alle start-up “rosa”.

Oggi i genitori riescono a comprendere l’importanza della manualità per lo sviluppo della creatività? Cosa ne pensate a riguardo?

Donatella: Sicuramente l’interesse dei genitori su tematiche creative e artistiche si è accresciuto negli ultimi anni. Si cerca, soprattutto nei primi anni di vita dei bambini fino al periodo della scuola elementare, di stimolare le attività fai da te, che alimentano l’immaginazione e il ragionamento. I genitori si sono resi conto dell’importanza del “fai da te” per lo sviluppo del bambino. C’è sempre un po’ di riluttanza per potenziali problemi di confusione e sporco (soprattutto per i kit artistici), nonché diffidenza per kit che richiedono la collaborazione adulto-bambino. Proprio quest’ultimo elemento per noi di FunLab è importante, ma spesso trascurato da parte dei genitori con poco tempo e che preferiscono giochi che rendano completamente indipendente il bambino.

Alison: C’è sempre una parte di mamme, genitori e nonni che capiscono l’importanza di poter creare le idee che i bambini hanno in mente. Se un bambino ha un’idea e riesce a realizzarla è una ricchezza per la sua vita… gli fai un vero regalo! Purtroppo, spesso l’esigenza non viene compresa, ed è triste, anzi i genitori di solito pensano alla manualità come una fonte di caos o sporcizia in casa e non vedono il lato positivo: è un dono che un bambino riesca a convertire un’idea in realtà! Per la mia esperienza, i giovanissimi adorano “fare delle cose”, anche semplici e per loro è tutto bello e molte volte i genitori non riescono a cogliere il lato positivo della situazione. Quindi dal mio punto di vista una piccolissima percentuale di genitori comprendono l’importanza di creare, di spingere e di permettere ai bambini di inventare.

Donatella quali nuove idee avete in programma per continuare a sviluppare l’attività?

Il nostro obiettivo è quello di incrementare il numero di affiliazioni sul territorio italiano (chi è interessato può contattarci a affiliazione@funlab.it): replicare la nostra idea di Punto Vendita Workshop FunLab è il modo migliore per perseguire la nostra mission.

Tre consigli per le mamme che vogliono reinventarsi nel lavoro?

Donatella: Affrontare un’esperienza imprenditoriale è complesso e stancante ma infinitamente appagante. Per prima cosa, crediamo che chi affronta una sfida imprenditoriale deve essere ben conscia che dovrà dare sempre il 110% (mentre spesso, con un lavoro dipendente, ci si può concedere di dare anche meno del 100%). Spesso meglio essere in due o seguire la strada dell’affiliazione. In secondo luogo, è fondamentale realizzare qualcosa di cui si è veramente appassionati. In terzo luogo, non abbattersi perché con determinazione e costanza si raggiungono sempre gli obiettivi. Se amate la creatività e i bambini, un’affiliazione FunLab potrebbe essere una opzione per voi.

ALISON: I miei consigli per una mamma? Per prima cosa trovare una socia o un socio perché è sempre più facile in compagnia portare avanti un progetto grande come quello che abbiamo fatto noi, la seconda è trovare un’idea che è vicina alla realtà che si sta vivendo. Per esempio la mia decisione di cambiare lavoro e di rilanciarmi comunque mi è vicina al fatto che sto facendo crescere due bimbi, quindi il progetto Funlab rispecchia ciò che sto vivendo a casa. Il terzo consiglio è tenere duro perché i primi 3 anni sono abbastanza impegnativi sia dal punto di vista lavorativo che economico, ma creare un progetto da zero e portarlo avanti è veramente una bellissima esperienza, ci vuole un po’ di pazienza, bisogna crederci e tener duro perché farcela è possibile. 

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Sonia Marazia

Intervista a cura di Sonia Marazia

Digital creative e content editor con una grande passione per la digital art. Credo nella forza della rete e della creatività condivisa, concepita come energia per progettare nuove idee e nuove strade.

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