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436. Double B Tailored Beauty

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Una carriera diplomatica mancata e 10 anni spesi nella comunicazione. Oggi produce cosmetici eco-bio. Intervista a Sara Abbate, Double B Tailored Beauty. Entra in contatto con Sara

Parole: 930 | Tempo di Lettura: 4 minuti

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Una carriera diplomatica mancata, una vita professionale spesa nella comunicazione per grandi marchi sino ad approdare ai cosmetici green. Intervista a Sara Abbate di Double B Tailored Beauty.

Sara, chi sei e cosa hai fatto sino a ora?

Ho 35 anni e vivo a Roma, ho una laurea in Scienze Politiche e due Master: il primo in Peacekeeping & Security Studies, il secondo in Marketing e Comunicazione Web. L’idea iniziale era quella di tentare la carriera diplomatica, ma non sono certa che fosse davvero un mio desiderio. Ho provato il concorso alla Farnesina due volte, poi ho cambiato strada e per quasi 10 anni mi sono occupata di ufficio stampa e comunicazione: sono stata addetta stampa a Mediaset  e ho aperto una società di comunicazione con un’altra persona.  Tuttavia, sentivo che non era quello il lavoro giusto per me.

Come arrivi ai cosmetici eco-bio?

Ho iniziato a farmi i cosmetici da sola tre anni fa. In un pomeriggio di noia per gioco ho googlato tutti gli ingredienti della mia crema viso, marca di farmacia, prescritta dal dermatologo. Un orrore, era piena di paraffina e prodotti chimici. Così, sempre grazie a Google, ho scoperto il mondo dell’autoproduzione di cosmetici. Ho fatto un primo ordine di ingredienti base e mi sono buttata. È un’attività che mi rilassa tanto perché devo stare molto attenta alle dosi che sono minuscole e i pensieri della giornata spariscono da soli mentre lavoro. La mia prima crema è stata una per le mani, formulata per mio padre che fa mille lavoretti e ha sempre le dita spaccate. Poi mia madre mi ha chiesto una crema per il viso, poi un’amica, poi un’altra…

E hai capito che c’era un mercato.

Sì, ma non ho agito d’impulso. Per aprire la mia società, la Double B Srl,  ho fatto un business plan con l’analisi dell’idea imprenditoriale e quella del mercato della cosmesi ecobio a livello europeo. La domanda globale di “green beauty” è in costante aumento e la cosmesi naturale rappresenta, da anni, il motore d’innovazione e il propulsore di crescita del settore cosmetico.

Il mercato dunque c’è, ma l’autoproduzione in UE non è prevista – giustamente, per tutelare il consumatore – perciò ho aperto una Srl unipersonale e versato (di tasca mia) l’intero capitale sociale. Dopodiché ho cercato un laboratorio cosmetico con tutti i crismi che potesse produrre le mie formule senza chiedere dei minimi d’ordine esagerati. Il laboratorio l’ho scelto dopo un’attenta selezione: in Italia esistono moltissime aziende che producono cosmetici conto terzi e ho parlato con la maggior parte di loro. Alcune sono più che affidabili, ma mi chiedevano dei quantitativi minimi d’ordine troppo alti e fuori dalla mia portata; altre mi sono sembrate più interessate ad acquisire un cliente nuovo che a realizzare cosmetici green. Il laboratorio che ho scelto è piccolo, ma con una filiera produttiva di altissima qualità e mi trovo molto bene a lavorare con loro.

Come avviene la produzione?

Io porto in laboratorio una mia formula e un campione di prodotto realizzato da me, loro lo sottopongono a una serie di test per verificare che l’emulsione non si sfasci con il tempo o con gli sbalzi di temperatura, che il PH resti inalterato, ecc. Poi controllano la mia formula e suggeriscono degli aggiustamenti, ad esempio aumentare dello 0,1% (sembra una percentuale insignificante, ma non lo è in questo settore) un addensante per migliorare la texture del prodotto finale, oppure mi avvisano se sto usando un ingrediente non vegan e mi propongono un’alternativa (ad esempio il burro struccante, nella sua formulazione originale, prevedeva la cera d’api, che ovviamente non è vegan. Mi hanno proposto di sostituirla con la cera candelilla che è di origine vegetale). Una volta che il campione prodotto dal laboratorio è pronto viene sottoposto ai test obbligatori per la commercializzazione (nickel test, allergeni, patch test ecc.) e solo quando abbiamo la conferma che è tutto a posto si inizia la produzione vera e propria.

Come reperisci le materie prime?

Le materie prime, ovviamente, le acquista il laboratorio. Però ci sono diversi siti online che vendono al dettaglio alle persone che vogliono produrre in casa i propri cosmetici. Voglio ancora sottolineare questo: in Italia e in Europa la produzione artigianale di cosmetici è vietata e non esiste una differenza legislativa tra cosmetici naturali (che contengono quindi solo materie prime di origine naturale, molte delle quali presenti nella tua cucina, come l’olio d’oliva e l’olio di riso) e cosmetici tradizionali – quelli pieni di ingredienti chimici e sintetici, alcuni dei quali devono essere maneggiati con una serie di cautele perché potenzialmente tossici, come la formaldeide. Tutti i cosmetici devono essere prodotti all’interno di un laboratorio che rispetti i requisiti di legge quali, ad esempio, sterilità dei piani di lavoro e dei macchinari, scarico dei fumi, ecc. Perciò anche se dico sempre che farsi i cosmetici da soli è facile  – e lo è –  è bene sapere che l’autoproduzione non può essere, in alcun caso, oggetto di commercio.

Il tuo packaging è bellissimo. Chi l’ha studiato?

Io. Tutto quello che vedi – errori inclusi – è farina del mio sacco. Anche il packaging.

Come promuovi i tuoi prodotti?

Prevalentemente online, sui social network: non ho budget da dedicare alla pubblicità vera e propria per ora. La cosa che mi ha stupito molto è stata vedere come sia difficile per me applicare il mio vecchio lavoro ad una mia creatura: è come se non riuscissi ad essere abbastanza fredda e distaccata.

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Rossella Boriosi

Intervista a cura di Rossella Boriosi

Classe '66, vivo a Perugia con i miei tre figli, un criceto e - talvolta - il marito. Da due anni curo un blog - trefigli.style.it - dove parlo di maternità col disincanto derivante da una fisiologica sventatezza. Lo scorso novembre ho pubblicato Tre figli unici - sopravvivere a brufoli, tabelline e svezzamento in un colpo solo (ed. Futura)

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