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Elisa Mereatur / Cucina-to

6 minuti 1048 parole

Le nostre minestre hanno carattere. Intervista a Elisa Mereatur di Cucina-To

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Elisa, che lavoro fate?
Da un anno abbiamo aperto a Torino un laboratorio gastronomico innovativo: Cucina-To. Produciamo piatti pronti di qualità, cucinati con materie prime fresche e stagionali, coltivate ed allevate da produttori attenti al benessere dell’uomo, al rispetto degli animali e dell’ambiente. Zuppe, creme e minestre, secondi di carne e vegetariani confezionati in semplicissime e leggerissime confezioni trasparenti, comode e pratiche per consumare buon cibo in ogni luogo! I prodotti di Cucina-To sono freschi, senza additivi né conservanti; sono pronti al consumo e durano 12 giorni in frigorifero.

Qual è la vostra formazione?
Veniamo tutti e tre da formazioni ed esperienze diverse: Luca (lo chef) ha alle spalle un’esperienza pratica in cucine rinomate di tutto il mondo. Livia una laurea in architettura e io una formazione classica con studi in antropologia del cibo. Tutti e tre abbiamo frequentato l’Università di Scienze Gastronomiche di Pollenzo (Cuneo). Ci siamo conosciuti lì e abbiamo fatto altre esperienze insieme, come ad esempio creare eventi gastronomici in aziende agricole particolarmente bizzarre in tutta Italia. Il progetto si chiamava Cavolfiori a Merenda.

Perché avete deciso di mettere su una gastronomia artiganale?
L’idea di Cucina-To è nata durante gli anni di Università a Pollenzo; Luca ha scritto una tesi di laurea sul progetto. A formulare l’idea e farla diventare realtà ci hanno aiutato i molti viaggi e stage in realtà agroalimentari italiane ed estere (la scintilla è scoccata soprattutto grazie a Luca che, nel frattempo, stava frequentando uno stage presso l’azienda agricola Daylsford Organic in Inghilterra). La tesi intendeva analizzare il consumo di piatti pronti in Italia: le ricerce di mercato dicono che il consumo è in crescita, ma è in crescita anche l’attenzione alla qualità, ai prodotti di stagione, ai prodotti agricoli. Da qui l’idea di realizzare una gastronomia che potesse soddisfare le esigenze anche di chi non ha tempo di cucinare tutte le sere, ma è attento ad una sana ed equilibrata alimentazione. Il nostro non è un progetto rivoluzionario, però vuole creare innovazione nel mondo dei consumi alimentari, soprattutto nelle grandi città.

Quali sono state le maggiori difficoltà che avete dovuto fronteggiare nella realizzazione del vostro progetto?
La difficoltà più grande è stata dover iniziare, pur sapendo che il progetto non era perfetto. Abbiamo preso il coraggio a due mani e ci siamo lanciati: è stata la scelta migliore. Anche perchè puoi scrivere tutti i business plan del mondo ma se non inizi mai non sai come correggere gli errori e migliorare.

Il vostro claim è “Non è la solita minestra!”. Cosa vi distingue dalle altre gastronomie?
Non è la solita minestra perchè i nostri prodotti pronti, per di più minestre e zuppe, sono fatti con materie prime di ottima qualità, cambiano ogni stagione e non sono appunto la solita minestra riscaldata, banale, fatta con il dado. Le nostre minestre hanno carattere; veicolano la cultura gastronomica regionale italiana -ad esempio prepariamo fave e cicoria tipica pugliese, così come la ribollita toscana. Cuciniamo varietà di legumi e cereali tradizionali che si consumano poco, proprio perchè richiedono cotture lunghissime. Inoltre non è la solita minestra perchè è confezionata in un packaging essenziale e pratico che consente di consumare il prodotto ovunque, purché versato in un piatto!

I vostri sono cibi pronti, pensati proprio per chi va sempre di fretta e non ha tempo di cucinare. Utilizzate soltanto ingredienti biologici. Ma quanto costa produrre e mangiare a km 0?
I nostri primi costano 6,90€ a confezione e i secondi 11,90€. Ogni confezione pesa dai 500g ai 600g ed è quindi pensata per due persone. Il costo dunque di un buon piatto di zuppa, cereali, verdure o carne cucinati con solo materie prime di stagione, senza conservanti è di 3,5€ a persona, 6€ per un secondo con contorno. Se credete sia tanto, pensate a quanto può costare comprare buone e fresche materie prime dai contadini del mercato, il tempo che ci impiegate a cucinare e lo scarto di materia prima che avete. Il gioco è fatto, se uno si vuole bene, anche se non ha tempo o voglia per cucinare, un piatto di buon cibo se lo regala!

Come si fa a emergere e a competere con il mercato dei prodotti pronti industriali low cost?
Viviamo sì in un mercato concorrenziale, ma noi abbiamo deciso di rivolgerci a una nicchia di persone e di non metterci in concorrenza né con le multinazionali né con aziende industriali; infatti la prima scelta distintiva è stata quella di non vendere i nostri prodotti attraverso la GDO ma solo in botteghe di prossimità (panetterie, macellerie, alimentari, minimarket ) e food store dove la qualità e la filosofia di produzione sono valori assoluti, ancora prima del prezzo.
Anche la scelta del nostro packaging è stata ben precisa: in un mercato dove tutti comprano e comunicano con slogan e colori forti, noi abbiamo preferito far risaltare la trasparenza, valore che ci contraddistingue.
In ultimo la scelta di produrre pochi prodotti che siano legati strettamente alla stagionalità, perché crediamo che specializzarci in poche cose, ma veramente buone, sia la chiave vincente.
Così il nostro consumatore può percepire la qualità del nostro prodotto anche se, fino a quando non assaggia, stenta a crederci. Poi rimane decisamente colpito.
Certo, la nostra sfida più grande rimane convincere gli italiani a consumare prodotti pronti di qualità e far capire che noi non cuciniamo la pasta, ma tante altre buone pietanze, come le zuppe -retaggio della nostra cultura gastronomica regionale- da riscoprire.

Organizzate anche eventi e workshop a tema. Ce n’è uno che vi sta particolarmente a cuore? E Quale sarà il prossimo appuntamento?
Abbiamo deciso di non investire in pubbicità canonica perchè la più bella pubblicità, per noi, è il passaparola sincero di chi ha mangiato un nostro prodotto e si è sentito felice. Così abbiamo deciso di investire molto in degustazioni presso i nostri punti di rivendita e di partecipare a molti eventi a Torino e Milano facendo assaggiare gratuitamente i nostri prodotti. Da poco abbiamo fatto una cena con Gnammo in occasione dei Digital Food Days ed è stato un evento molto interessante.

Un consiglio a chi voglia percorrere la vostra stessa strada o comunque una simile?
Non fermarsi alle prime difficoltà, imparare dagli errori e guardare sempre avanti. Non porre limiti alla creatività, ma darsi sempre degli obbiettivi. Concedersi delle pause per ricaricare le energie. Mangiare cose buone.

Siete felici?
Certo! Siamo liberi di creare.

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Isabella Sacchetti

Intervista a cura di Isabella Sacchetti

Chief editor. Ascolta (tanto), parla (tantissimo), legge, traduce. I suoi amici non vogliono mai accompagnarla da nessuna parte perché conosce troppe persone. Lei dice sempre che prima o poi si fermerà, ma ormai non le crede più nessuno, soprattutto ora che va intervistando gente in giro.

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