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439. Elisa Saponaro

5 minuti 931 parole

Una bella figura inizia dal giusto corsetto. Intervista a Elisa Saponaro, il Corsetto di Artemis. Entra in contatto con Elisa

Parole: 920 | Tempo di Lettura: 4 minuti

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Elisa Saponaro, trentunenne piemontese, ha sempre saputo che il suo futuro sarebbe stato nella moda. Il suo interesse è andato orientandosi verso una nicchia di mercato apparentemente anacronistica, in realtà più che mai attuale: quella dei corsetti.

Elisa, mi racconti chi sei e che tipo di preparazione hai avuto?
Ho 31 anni, nata tra le colline del Monferrato e trapiantata a Torino da quando ho iniziato a frequentare l’università. Mi sono laureata nel 2006 in Industrial Design al Politecnico di Torino. Il mio sogno da bambina (e anche da grande) è sempre stato fare la stilista, così, mentre preparavo la tesi, ho preso anche la specializzazione in Fashion Design.
Negli anni le mie esperienze lavorative si sono alternate tra il Design, la Grafica e la Moda, ma con il passare del tempo sempre più orientate verso quest’ultima che ormai occupa la quasi totalità della mia attività lavorativa.
Dal 2009 lavoro come libera professionista, Fashion e Graphic Designer. Progetto collezioni di abbigliamento femminile, maschile, e ultimamente anche bambino. Sono anche proprietaria e Head Designer di un marchio di calzature e pelletteria, avviato grazie alla collaborazione con un’azienda Coreana, che però al momento è a un punto di stallo in attesa di capire se possa sbocciare o meno.

Da dove nasce la passione per i corsetti?
In realtà l’ho sempre avuta, ma solo recentemente ho iniziato a interessarmi anche di “corset training” e ad approfondire questa passione. Man mano che aumentava la mia conoscenza su un articolo così complesso e particolare, cresceva anche la voglia di far parte di questa nicchia di mercato.
Così, complice la crisi, lo stallo della collaborazione coreana, e l’idea che pagare un prezzo per qualcosa che puoi toccare materialmente sia tendenzialmente più intuibile che pagarlo per qualcosa di più astratto come una consulenza stilistica, ho deciso di mettermi alla prova proprio su questo articolo che mi affascina ed entusiasma così tanto.

Come hai imparato a realizzare accessori così complessi?
La teoria specifica l’ho acquisita con tutorial e corsi on line (mi sono guardata più di 400 video) e per la pratica mi sono fatta assistere da una sarta professionista. Sono iscritta a moltissimi gruppi di “corsetmaking” che riuniscono le “corsetière” di tutto il mondo, che sono allo stesso tempo un modo per apprendere e condividere la propria conoscenza, e un modo per farsi promozione.
La parte più complessa di un corsetto è il disegno del cartamodello, in questo mi è venuta molto in aiuto la competenza nella progettazione e la capacità di visualizzare un oggetto completo e tutte le sue singole parti ancora prima di realizzarlo. Per questo motivo riesco a pensare a un numero pressoché infinito di possibilità da adattare al cliente finale.
Spesso pubblico sulla mia pagina Facebook i disegni dei cartamodelli, perché mi sono ormai convinta che nell’era della comunicazione, con il web che fornisce istruzioni su qualsiasi cosa, è inutile tenere per sé i propri segreti, mentre condividere il proprio lavoro, compreso il processo di realizzazione è un modo per dimostrare le proprie capacità.

Qual è la tua clientela, chi è che acquista ancora un corsetto?
La mia clientela è costituita soprattutto da un pubblico femminile, con un range d’età e d’uso molto ampio: dalla ragazza appena maggiorenne affascinata da un corpo a clessidra, alla donna matura che cerca un sostegno e una ventata di autostima. Non mancano, tuttavia, anche richieste maschili, i riferimenti alle provocazioni dell’alta moda, in questo senso sono moltissimi.
Devo ammettere che non c’è stata donna che non abbia manifestato un interesse concreto dopo aver indossato un corsetto strutturato, ammirando l’immagine che le restituiva lo specchio, e gustando la sensazione di supporto e “protezione” che regala questo capo.

Quanti corsetti produci ogni mese?

Quando ricevo il contatto dalla cliente, o dal cliente, propongo dei disegni e modelli per scegliere la soluzione ad-hoc. Questa operazione dura qualche giorno, 4 o 5, dipende dal cliente. Per produrre materialmente un corsetto ci vuole non meno di una settimana di lavoro, salvo richieste particolari. Contando che sono fatti su misura, alcuni componenti li posso ordinare solo quando ho le misure effettive, e arrivano dall’estero. Quindi, a meno che non li abbia a disposizione nel mio piccolo magazzino, devo contare un margine di una decina di giorni per avere tutto il materiale a disposizione. Dal primo contatto alla realizzazione completa, passa circa un mese. Ovviamente posso seguire più progetti in contemporanea ottimizzando i tempi, circa 4 o 5 al mese.

Quanto costano?

Per i prezzi li divido in 3 macro categorie: stringivita corto, che parte da 250€; “underbust” lungo (corsetto che parte dal sottoseno, e arriva ai fianchi), a partire da 300€; “overbust” che comprende la parte del seno, 350/400€ a seconda del modello. I prezzi variano dalla destinazione d’uso (un corsetto da “corset training” , che deve essere utilizzato molte ore al giorno e deve durare a lungo, ha una costruzione più complessa e robusta rispetto ad un corsetto indossato per un’occasione speciale) e, ovviamente, dal materiale, dalle finiture e dagli accessori.
Al corsetto classico si può abbinare anche un accessorio da mettere al collo (“neck corset”), costruito in modo simile e che completa il look, il prezzo parte da 100 €.

Come fai conoscere i tuoi prodotti?
La mia promozione è attuata sfruttando soprattutto i canali multimediali, dalla pagina Facebook , al sito internet, al negozio on line e attraverso il passaparola. Al momento la produzione è totalmente per mano mia, dal disegno delle proposte (secondo le indicazioni del cliente), al design del modello, alla confezione fino all’ultimo punto di ago.

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Rossella Boriosi

Intervista a cura di Rossella Boriosi

Classe '66, vivo a Perugia con i miei tre figli, un criceto e - talvolta - il marito. Da due anni curo un blog - trefigli.style.it - dove parlo di maternità col disincanto derivante da una fisiologica sventatezza. Lo scorso novembre ho pubblicato Tre figli unici - sopravvivere a brufoli, tabelline e svezzamento in un colpo solo (ed. Futura)

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