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27. Emanuele Tortora

3 minuti 517 parole

Emanuele Tortora fa il fotografo. Emanuele ti mostra prima l’occhio e poi l’oggetto. Lo abbiamo intervistato.

Con Emanuele Tortora, fotografo classe 1982, è come se cercassimo quel luogo-non-luogo dove finisce l’occhio del fotografo e comincia l’oggetto rappresentato. Lo cerchiamo con la certezza di non trovarlo. Ma è bellissimo lo stesso. Ancor di più, è bellissimo il solo fatto di cercare. La sua mostra ci stuzzica nel titolo e ci invita a fare di più con i nostri occhi. Emanuele ha scelto di esprimere la sua arte in una parete, che spinge il nostro sguardo fino a 9 metri di altezza. 9 metri sono tanti, sembrano irraggiugibili, invece gli occhi si sentono a loro agio. Trovano tutto. Emanuele non ci chiede di spostarci in stanze diverse, non ci chiede di ascoltare o di leggere, non ci indica un percorso: ci mette davanti ad un insieme finito. 20 foto per avere tutto sotto gli occhi e da lì cominciare a riflettere.

“Typical Users” è la tua prima mostra?

Ho già esposto a Lussemburgo con Mobile Museum un progetto di Fabrica, poi allo spazio Altinate di Padova per la rassegna Padova Photo-Graphia. Questa è la mia prima personale.

Perché il titolo Typical User?

Perchè voglio suscitare una riflessione sui molteplici significati del concetto di “user” all’interno della relazione tra fotografo e oggetto rappresentato.

Chi è “typical” e chi è “user”?

Nessuno è “ typical” ma “user” lo siamo tutti!

Perché la scelta di quelle cancellazioni dei caratteri nella grafica che presenta la mostra? E che cosa si nasconde sotto quegli scarabocchi?

Citando Warhol “ the idea of waiting for something makes it more exciting”. Sotto gli scarabocchi si nasconde la frase “it’s a mistake to think that you’re the typical target user”; è una provocazione che fa riflettere.

Qual è la parola chiave di queste tue foto: ironia, forza, determinazione oppure…?

Tensione, Intimità, provocazione, realtà e teatralità.

Quanto conta, in una mostra come questa, l’allestimento?

L’allestimento si è sviluppato adattandosi al luogo e alla homepage del mio sito, non volevo fosse una mostra dove le foto, collocate in stanze diverse, richiedessero alle persone di spostarsi fisicamente davanti le diverse immagini; mi piace l’idea che, entrando dalla porta principale, tutto sia subito visibile, in modo che l’utente sia colpito sin dall’inizio. Le foto sono infatti tutte su una parete, e pur raggiungendo l’altezza di 9 metri, si possono osservare senza difficoltà.

Usciamo dalla mostra per approdare alla tua idea di fotografia: che cosa ti permettono di fare, insieme, l’occhio e il clic?

Mi permettono di creare le immagini che ho nella mente perciò di comunicare, di “riflettere” il mondo, i sentimenti e la vita attraverso i miei occhi. È prima di tutto per me.

Rewind: La tua prima macchina fotografica?

Una vecchia Pentax p30n, bella, piccola, solida, rumorosa. Ottima per cominciare!

Play: oggi stai lavorando a…?

Sono in un periodo di elaborazione, ho molte idee in mente e sto cercando un posto dove realizzarle. Ho cominciato anche a disegnare, è utile mettere su carta quello che non puoi fotografare.

Forward: la foto che vorresti scattare domani?

Ritrarre Mark Mothersbaugh.

Non perdetevela.

Typical User: 20 scatti del fotografo Emanuele Tortora.

Fino al 9 febbraio qui: Zerogloss Design Store, Strada del Pasubio, 106, Vicenza.

Monica Marchioro

Intervista a cura di Monica Marchioro

Copywriter, Direttore Creativo. Loves: Italo Calvino, chi legge (da cima a fondo) le bodycopy, settembre, il finale del Cornetto Algida.

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