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Fare Soldi

3 minuti 548 parole

Suonano con giacche dorate e si chiamano Fare Soldi. Intervista ai producer e dj Santana Pasta e Luka Carnifull

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Fare Soldi. Qual è la vostra storia?
Ci conosciamo dalle elementari. Dal gioco si è passati alla musica, dalla musica ognuno ha preso le sue strade, io hip hop, lui rock e dopo un po’ di anni ci siamo ritrovati e abbiamo iniziato a lavorare all’etichetta che abbiamo fondato: Riotmaker records.

E una volta fondata l’etichetta cosa avete fatto?
Dopo un po’ di tempo abbiamo deciso di fare un progetto assieme che a quei tempi non era spiccatamente dance ma era semplicemente musica elettronica. C’era un po’ tutto quello che ci piaceva e che ascoltavamo. Negli anni poi la cosa è diventata sempre più danzereccia indirizzandoci verso un sound più preciso che poi abbiamo chiamato Frico-disco ed eccoci qua.

Poi siete passati da live set a dj set.
Si. Tutto è nato prima come un live set di Fare Soldi, poi viste le richieste si è trasformata in un djset. Siamo grandi appassionati di dischi e collezionisti, visto quanto ci divertivamo come dj abbiamo continuato verso questa strada, iniziando a produrre tracce appositamente per il dancefloor. Una volta dentro capisci come funziona e scopri che è bellissimo far ballare la gente. Una volta che ne entri non ne esce più!

Far ballare la gente. Dirigete voi o sono loro a dirigervi?
Noi guardiamo molto il pubblico. L’età, come sono vestiti, uomini, donne, se stanno limonando, se sono fermi con le braccia conserte, insomma, ci vuole molta psicologia. Fondalmente l’idea è che noi facciamo un certo range di musica, con una certa idea di base che è quella di creare un party. Però siamo anche dj, quindi devi saper leggere il pubblico, saper variare la tua musica, anche perché se suoni sempre le stesse canzoni questo bellissimo lavoro può diventare un enorme rottura. Noi lavoriamo così, disco dopo disco, momento dopo momento, perché vogliamo vedere la gente fare festa e dobbiamo dire di essere stati fortunati perché l’abbiamo trovata in tutto il mondo. Siamo partiti dall’Italia e poi siamo finiti in america asia e in molte altre parti.

Consigli per chi vuole intraprendere la vostra professione?
Il buon dj ascolta tanti dischi ed è fedele a se stesso. Se non sei fedele a te stesso stai facendo questo lavoro nel modo più brutto e noioso possibile, quindi non dai neanche il piacere di farlo. In più il dj prima che produttore o altro, i dischi li deve conoscere, devi essere un appassionato di dischi. Noi nasciamo come collezionisti, poi tutto il resto viene di conseguenza. Come dire, o ti piace la musica da riempirti la casa di vinili, cd, cassette o non ti piace, c’è poco da fare. I dj bravi che abbiamo avuto la fortuna di conoscere partono tutti da li. Ci sono anche dj giovani che hanno poco background, alcuni molto bravi, ma a cui manca qualcosa. Noi siamo arrivati ad un punto in cui non ci bastava più ascoltare e prendere ispirazione dai dischi belli che abbiamo iniziato a prendere dischi brutti cercando di prenderne il meglio e trasformarli in dischi belli. Tanti dei nostri stessi pezzi nascono da dischi orrendi! (ride) Una passione per il kitsch, ma d’altra parte ci chiamiamo Fare Soldi, non “i grandi seriosi dj del mondo”, abbiamo anche delle giacche d’oro!

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Filippo Mursia

Intervista a cura di Filippo Mursia

Da freelancer a freestyler. UI/UX iPhone, Dj, co fondatore di Needle - www.needle.me - e fondatore di Get Beat e del Tronica Festival a Vicenza, barista per staccare e non spaccare in due il computer!

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