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Federica Antonelli / Gattabuia

6 minuti 1072 parole

Dopo un corso di pelletteria e uno stage in una grossa casa della moda nostrana, apre il proprio brand di borse che esporta fino in Cina. Intervista a Federica Antonelli, Gattabuia. Entra in contatto con Federica

Parole: 1042 | Tempo di lettura: 4 minuti e mezzo

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Moda, pelletteria, gatti e Made in Italy. Sono queste le parole chiave di Federica Antonelli, 30enne livornese laureata in Progettazione della Moda alla Facoltà di Architettura di Firenze, e oggi designer e fondatrice di Gattabuia, azienda individuale di produzione di pelletteria.

Federica, come nasce la passione per la lavorazione della pelle?

Ho sempre avuto un amore particolare per la creatività. Da piccola facevo di tutto, dalla pittura del vetro, alla ceramica, al disegno. Poi scoprii la macchina da cucire e mi affacciai al mondo dell’abbigliamento e degli accessori. Frequentai così il corso di laurea di Progettazione della Moda all’Università di Firenze dove, prima di laurearmi, si fortificò la mia passione per gli accessori e disegnai la prima collezione di borse per una pelletteria fiorentina. Da quel momento in poi non pensai ad altro, sapevo che la mia strada doveva esser quella della pelletteria e della pelle.

E come hai imparato a lavorarla?

Grazie all’ Alta Scuola di Pelletteria Italiana di Firenze dove, dopo l’università, frequentai un corso di 800 ore in cui si insegnava l’arte della pelletteria, dall’uso dei pellami alla confezione di una borsa. Dalla scuola, dopo la formazione, venni indirizzata in una grande Maison Italiana dove svolsi lo stage e dopo di esso venni confermata. Vi rimasi due anni e mezzo come modellista di borse e lì affinai le mie conoscenze e il mio gusto. Dopo questa esperienza formativa, molto importante per me, decisi di aprire il mio marchio Gattabuia.

Per Gattabuia segui la creazione delle collezioni dall’inizio alla fine. Di cosa ti occupi precisamente?

Mi occupo di disegnare le collezioni, reperire i materiali e creare i modelli ma non lavoro direttamente la pelle, per questo mi affido a degli splendidi artigiani fiorentini che producono il vero Made in Italy.

Come hai sviluppato la tua capacità di ideare e disegnare collezioni?

Tutta la mia formazione, dal liceo artistico fino ad arrivare al corso di pelletteria, mi ha portato ad essere in grado di disegnare da me le collezioni per Gattabuia. Ho imparato pian piano a disegnare ma per creare una buona collezione secondo me oltre al disegno è molto importante anche avere una buona conoscenza di quali sono gli elementi che compongono una borsa e la sua costruzione. Per me questo è fondamentale per far capire all’artigiano cosa voglio. In più, quando è possibile, realizzo da sola i modelli che compongono la borsa.

Qual è la filosofia che sta dietro al marchio e come mai hai scelto questo nome?

La filosofia di Gattabuia è quella di realizzare prodotti di qualità Made in Italy, facili da portare, per una donna sempre impegnata come quella della nostra società di oggi.
Le nostre borse sono quindi versatili, spesso capienti, divertenti ma sempre raffinate, portabili in ogni momento della giornata.
Il nome Gattabuia invece nasce da un insieme di idee, il mio forte amore per i gatti e il gioco di parole a cui porta gattabuia: la gabbia e il gatto. Il vero protagonista però è quello che nel nome non si trova, ossia l’uccellino. L’uccellino è il più debole ed è riuscito ad uscire dalla gabbia, dove adesso c’è il gatto, il più forte. E’ una esortazione alla libertà e a seguire i propri sogni, e non importa se siamo gatti o uccellini, tutti hanno la possibilità di provarci e di riuscirci. Io mi sento come l’uccellino, uscito dalla gabbia che cerca di arrivare al proprio sogno, creare un proprio marchio che riesca ad affermarsi in un mercato di gatti…ehm…di marchi importanti.

Dove hai allestito il tuo laboratorio?

Per adesso ho una casa/ufficio/magazzino. Mai fare il passo più lungo della gamba. Appena potrò però aprirò un ufficio/showroom che mi permetta di gestire il mio lavoro separatamente dalla vita privata.

Che tipo di investimento richiede indicativamente l’avvio di un’attività come la tua?

La pelletteria è un settore che per le sue stesse caratteristiche richiede investimenti di una certa entità per l’acquisto del pellame come pure per la façon e per gli accessori da utilizzare in fase di montaggio. Inoltre una delle più grandi difficoltà che ho incontrato è quella dei minimi di produzione e per l’acquisto dei materiali. Più si produce e meno si spende e quindi per un’impresa in fase di avvio i costi sono al massimo. Ci sono poi le spese per un minimo di campagna pubblicitaria, per eventuali fiere, ecc. Direi che l’investimento iniziale è senz’altro al di sopra dei 20mila euro.

Quali sono i pezzi forti delle tue collezioni?

I pezzi forti di Gattabuia sono le borse ovviamente, sono loro le protagoniste e quelle a cui tengo maggiormente, poi vi sono altri piccoli articoli come bracciali e cinture che completano le collezioni ma ci concentreremo sempre di più sulle borse in vari modelli. Il vero pezzo forte di Gattabuia però è il colore, sempre presente, sempre contrastante ma mai stridente. Cerco infatti di progettare sempre borse di due materiali e due o più colori uniti insieme così da non esser mai convenzionali.

Come ti promuovi?

La promozione è la parte più difficile e più facile al giorno d’oggi. Ci sono tanti social network e un uso sempre più ampio di internet, quindi i modi per farsi conoscere, oltre alla vecchia e cara carta stampata, sono infiniti. Ci sono però sempre più persone e aziende che utilizzano questi canali, quindi è una giungla, bisogna essere sempre attenti ed al passo con tutte le novità. È un mondo sempre più ampio e non facile da gestire, ci vorrebbero delle persone in azienda che si dedicano solo a questo. Mi aiuta comunque un’agenzia di comunicazione, siamo presenti su internet con il nostro sito e-commerce e sui maggiori social come Facebook, Twitter, Instagram e Pinterest.

Dove si estende il tuo mercato?

Il mercato di Gattabuia è in continua espansione, in Italia e all’estero. In Italia ci stiamo espandendo lentamente in tutte le regioni e all’estero siamo appena approdati in Sri Lanka e in Cina. Puntiamo soprattutto al mercato estero perché il Made in Italy è molto ricercato, ma senza mai tralasciare l’Italia che è il nostro Paese, e a cui tengo particolarmente.

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Foto 1-7: Agency Fuoricentro – Ph Giacomo Favilla
Foto 8: Claudia Casapieri
Foto 9-10: Gattabuia

Elisa di Battista

Intervista a cura di Elisa di Battista

Giornalista, appassionata di comunicazione, digitale, social media, fotografia. Blogger, racconta storie di giovani e artigianato sul suo blog www.laureatiartigiani.it. Seguila su Twitter: @ElisaDiBattista

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