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617. Filotimo

5 minuti 937 parole

“Fare qualcosa di utile per gli altri che fa bene anche a se stessi” è questo il senso del marchio di abbigliamento e della filosofia con cui operano Gloria e Matteo. I loro tessuti? Canapa e ortica, tra gli altri.

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Gloria, Matteo, in cosa consiste il vostro lavoro?
Ricerca! Gran parte del lavoro si basa su questo. Insieme iniziamo selezionando i materiali e scovandoli, cosa per niente facile. Poi è un intreccio di teoria e pratica. Che tessuto usare, che modelli creare, che vestibilità dare, capire la risposta ai lavaggi; e poi cartamodelli, macchine da cucire, rifiniture. Matteo si occupa più della parte di comunicazione, relazioni con i fornitori, fiere. Filotimo non è il suo lavoro ufficiale, mi segue per passione e il suo aiuto è fondamentale. Io ormai parlo al plurale perché sento questo progetto mio tanto quanto suo; ultimamente inoltre le nostre mansioni iniziano ad intrecciarsi e di recente si è dilettato anche nel cucire bottoni e fare orli. Non ci annoiamo mai, insomma.

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Quattro domande in una. Come, dove, quando e da che idea nasce Filotimo?
Come? Direi per caso, da un’esigenza. Creare degli abiti che non riuscivo a trovare. Poi come tutti i progetti in cui si crede fortemente si innescano una serie di sinergie che lo rendono possibile. Dove? A Verona, in una stanzina di casa mia. Quando tra luglio e agosto 2014 il progetto muove i primi passi e prende forma ufficiale nel 2015. L’idea è portare anche nell’abbigliamento l’attenzione e la cura che esistono già da tempo in altri settori come per esempio quello del cibo.

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Qual è il senso del nome?
Filotimo è una parola greca che descrive un complesso intreccio di virtù. Proprio per questo è molto difficile da tradurre in un’altra lingua. Noi l’abbiamo interpretata come “fare qualcosa di utile per gli altri che fa bene anche a se stessi”. Rappresenta un vero e proprio modo di vivere, un desiderio di fare le cose al meglio delle proprie possibilità. Noi siamo rimasti affascinati fin da subito da questa parola così semplice, e allo stesso tempo ricca di significato, e abbiamo deciso di prenderla in prestito per il nostro progetto perché fosse sempre monito e promemoria dello spirito con cui Filotimo è nato.

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Lavorate con tessuti naturali. Quali sono i materiali che utilizzate e come/dove li recuperate?
Sì, la scelta dei tessuti naturali nasce dalla volontà di creare capi confortevoli e piacevoli da indossare. Partendo da quest’idea abbiamo cercato tessuti che, per loro natura, o grazie a come erano trattati durante il processo produttivo, avessero il minor impatto ambientale possibile. Gli abiti Filotimo ad oggi sono realizzati con tessuti come Canapa, Ortica, Lino, Lana e Seta, tutti prodotti in Italia.

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Chi sono i vostri clienti?
A dire il vero il nostro target è molto ampio, e per certi aspetti diverso da quello che ci si aspettava all’inizio. Prevalentemente sono persone che cercano capi confortevoli e dalle linee semplici, e che stanno riscoprendo il piacere di un contatto personale e diretto nell’acquisto. Poi c’è anche chi per problemi di sudorazione o dermatiti cerca tessuti che siano naturali al 100%. Diciamo che c’è chi si approccia a noi per necessità, chi per curiosità, ed è bello vedere come alla fine entrambi finiscano per notare che è proprio il tessuto a fare la differenza.

Qual è la vostra filosofia?
Creare un prodotto che unisca il benessere della persona con il rispetto per l’ambiente.

Si può essere green ed ecosostenibili nell’industria della moda?
Qui sia apre un capitolo interessante su cui anche io e Matteo spesso facciamo le ore piccole a discutere! Io credo di si, o per lo meno si può fare del proprio meglio per provarci. È un po’ il famoso discorso che tra bianco e nero ci sono un’infinita serie di sfumature di grigio. Io, per natura, sono un po’ troppo estremista e sto imparando nel tempo a capire che bisogna procedere a piccoli passi. Diciamo che la moda, di per sé, non è esattamente il settore più green. Di fatto, tra le cose che abbiamo nell’armadio, quelle che ci servono realmente sono davvero poche. E già questo non è “sostenibile”. Ci sono però molti modi per fare la differenza e per migliorare questo settore. La strada è ancora lunga ma le realtà virtuose ci sono e stanno aumentando sempre di più.

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Come vi situate nel mercato dell’abbigliamento? Ci sono molti competitors?
Nel mondo dell’abbigliamento in generale sì, ci sono molti competitors. Nel nostro settore specifico direi molti meno. Abbiamo un prodotto particolare e non così diffuso. Anche all’interno della moda green ci sono molte strade che si possono percorrere e target diversi a cui rivolgersi.

Quiz:

- qual è il vostro tessuto preferito?
Domanda difficile! Forse una lana che abbiamo recentemente scoperto.
– quale il più facile da lavorare?
Una bellissima tela in fibra di Ortica.
– quale il più difficile?
In linea generale forse il jersey, richiede qualche accorgimento in più.

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Dove vendete? Come vi fate conoscere?
Vendiamo a Verona nel nostro negozio Fil Good, in cui dividiamo lo spazio con Laura, che crea bellissime borse artigianali. Dalla scorsa stagione è attiva anche la vendita online sul nostro sito, anche se non abbiamo il tempo per seguirla come meriterebbe.

Progetti a breve termine?
Riuscire a definire tante piccole cose che per mancanza di tempo stiamo lasciando indietro, come appunto la vendita online, la collezione maschile e altri piccoli progetti che abbiamo in lista d’attesa.

Obiettivi a lungo termine?
Troppi! Probabilmente sono tutti riassumibili nell’obiettivo di migliorarci sempre di più. Stiamo procedendo per gradi e con tanto impegno, ma abbiamo ancora molta strada da fare per avvicinarci alla nostra idea di Filotimo.

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Margherita Grotto

Intervista a cura di Margherita Grotto

Sono Margherita e, in linea con il mio nome floreale, “coltivo parole”. Adoro scrivere, tanto da fare della mia passione un lavoro, quello di copywriter. Gioco con la creatività, l'immaginazione e le parole. Amo il colore verde, il profumo di eucalipto e le persone… Non per forza in quest’ordine di esposizione.

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