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Gaspare De Pascali

3 minuti 437 parole

Osserva, immagina, e poi dà forma ai sogni. Intervista allo scenografo Gaspare De Pascali.

Parole: 418 | tempo di lettura: 2 minuti

gaspare

Gaspare, tu sei uno scenografo. Quando hai capito che la scenografia sarebbe diventata la tua vita?
Sono sempre stato appassionato di architettura, design e di tutte le arti applicate, il mio sogno è sempre stato trovare un lavoro che le comprendesse tutte. Così, dopo aver terminato gli studi all’Istituto d’arte, mi sono iscritto alla sezione di scenografia dell’Accademia di Belle Arti di Bologna. Ho cominciato come assistente per una compagnia di musical per poi approdare al reparto di scenografia di Cinecittà. Il sogno prendeva forma giorno dopo giorno, confermando le scelte che avevo fatto. Ho avuto la fortuna di apprendere quest’arte grazie ai maestri che mi hanno insegnato tutti i trucchi e segreti che oggi, e spero anche in futuro, mi fanno fare la differenza sul lavoro.

C’è un settore per il quale preferisci lavorare?
Potrei dirti che il bello del teatro è poter stare a due scalini dalla prima fila. Il cinema, invece, ti permette di viaggiare, scoprire location su misura per la scena e creare costruzioni ed ambientazioni molto reali. La TV mi permette di cimentarmi in scenografie per spettacoli di vario tipo. L’importante è che ci sia creatività!

Come funziona l’assegnazione dei lavori?
Il mondo dei media è instabile e, come per tutti i liberi professionisti, bisogna sempre mantenere attivi i rapporti.
Di solito è la produzione a chiamarmi o direttamente il regista, poiché riesco a conciliare sia la parte artistica che quella economica.
Fortunatamente lavoro tanto, e credo che l’essere versatile incida sulla scelta delle produzioni.

Nel mondo dei media a volte può capitare di svendere piuttosto che vendere la propria professionalità. Tu come ti comporti?
Come tutte le professioni c’è una gavetta da fare e una lunga formazione sui set o nei teatri.
In Italia, e non solo in questo settore, a differenza di anni fa, gli investimenti sono diminuiti e di conseguenza anche i guadagni, perciò sono dell’idea che non bisogna fare paragoni con il passato: oggi è una gara al ribasso, ma bisogna puntare i piedi quando serve, cercando di non svendere la propria professionalità, sia per te stesso, sia per chi lavora nel tuo settore.

Il miglior lavoro realizzato finora?
Questa è una domanda molto difficile, posso dirti che qualcuno era più creativo di un altro.
Attualmente sto lavorando ad una serie per SKY, mentre c’è in fase embrionale un bel film in costume. L’importante è non smettere di provarci.

Un consiglio per chi volesse intraprendere il tuo percorso?
Di amare quello che si fa. E di accettare ogni sfida.

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Alessio Sartore

Intervista a cura di Alessio Sartore

Il suo sito è alessiosartore.com

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