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Gatto Matto

5 minuti 988 parole

Un gatto matto per recuperare le tradizioni artigianali italiane e contaminarle con il design. Intervista a Barbara e Sonia di Gatto Matto Design

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Sonia, Barbara spiegatemi prima di tutto come nasce Gatto Matto.
Gatto Matto nasce da un gioco di parole ispiratoci dal nostro amore per Duchamp e dalla sua passione per il gioco degli scacchi e per la Patafisica. Quando abbiamo presentato per la prima volta le nostre creazioni al pubblico, tutte le persone si fermavano al nostro stand dicendo: “guarda, c’è Gatto Matto!”, come se già conoscessero il nostro marchio, ma in realtà, senza rendersene conto, riconoscevano un gioco di parole che comunicava loro una scelta etica: tornare all’autenticità delle cose, riappropriarsi di mestieri e conoscenze tecniche attraverso il confronto e la collaborazione quotidiana con artigiani di tutte le età, garantire un prodotto fatto a regola d’arte rispettando l’ambiente e la salute umana e investire su una produzione sostenibile sottraendosi a tutte le regole del mercato che in qualsiasi forma creano opportunità di sfruttamento o di ingiustizia sociale.

Di cosa vi occupavate prima di iniziare questa nuova avventura?
Barbara: Io “nasco” come decoratrice. Mi sono laureata all’Accademia di Belle Arti di Roma. Usare le mani rappresenta per me il modo migliore di vivere e scoprire la vita. Toccare è un atto conoscitivo, il preludio per interpretare e creare.
Sono “cresciuta” occupandomi di didattica dell’arte, dapprima come figura di mediazione tra l’opera d’arte e il fruitore in ambito museale, poi come operatore indipendente. Mi sono occupata per dieci anni di educazione ambientale usando i linguaggi e i mezzi espressivi dell’arte. Poi ho vissuto due anni a Barcellona e anche lì ho tenuto molti laboratori d’arte. Ora finalmente sono tornata alle origini, ad essere una decoratrice.

Sonia: Io invece nasco come storica dell’arte. Mi sono laureata e poi diplomata alla Scuola di Specializzazione di Storia dell’Arte de La Sapienza. Ho cominciato lavorando nell’ambito della didattica dell’arte, per poi approdare al settore archivistico. E’ lì che ho avuto modo di capire la mia predisposizione alla ricerca e di approfondire la mia profonda passione per i documenti, le testimonianze e le tracce della memoria. A un certo punto, però, ho capito che il mio approccio all’arte era diventato troppo tecnico, ma su una base teorica, e che dovevo riscoprire l’arte come fare.

Qual è la filosofia di Gatto Matto?
Il gioco e la creatività. Il nostro lavoro trae ispirazione sia dai linguaggi estetici dell’arte del Novecento, sia dal bagaglio tecnico e culturale dell’artigianato e delle arti decorative.
In generale usiamo materie prime “povere”, come la terracotta rossa anziché la più nobile porcellana, perché crediamo che identifichi fortemente la nostra tradizione ceramica e la nostra memoria più remota. Siamo cresciute entrambe nei musei e siamo state sempre affascinate dalle storie che gli oggetti di vita quotidiana evocano.
E’ in questa logica che di volta in volta scegliamo i nostri ready-made, ascoltando le storie che gli oggetti ci raccontano attraverso le forme, i volumi e gli accostamenti improbabili che guidano la nostra creatività. Ci diverte immaginare che le nostre creazioni, anche solo in forma frammentaria, resisteranno al tempo per essere magari riscoperte come reperti archeologici in un futuro molto lontano e interpretate sulla base di conoscenze ancora più improbabili della nostra ironia.

Quanto è importante per voi il vostro territorio di origine?
Molto. Quest’anno abbiamo creato una nuova collezione dedicata alla Ciociaria partendo dal patrimonio iconografico dei codici miniati e dei mosaici pavimentali dell’antica Abbazia di Montecassino. Abbiamo studiato l’oggettistica della tradizione contadina e i prodotti tipici del territorio disegnando una scelta variegata di forme e decori che coniugano antico e moderno con gusto e originalità.
Abbiamo messo la cravatta all’oliva creando un vaso da fiori con lo smoking, abbiamo catturato il suono del vento in una melodia di sette note, assemblando sotto forma di totem “scaccia spiriti” sette campane rigorosamente tornite a mano. Abbiamo vestito il calibro da vino con le balze del costume tipico ciociaro, abbiamo raccolto i detti popolari creando un vocabolario di magneti. Dietro ogni ideazione c’è sempre un’impronta ironica che non si limita ad esprimere la nostra creatività, ma che cerca di raccontare l’autenticità culturale del nostro territorio. A modo nostro cerchiamo di colmare il vuoto di memoria che si è creato.

Dove è possibile acquistare i vostri prodotti?
Il canale di vendita principale è il nostro sito. A breve sarà disponibile la sezione e-commerce, ma nel frattempo i nostri clienti ci scrivono attraverso il sito inviandoci i loro ordini e noi gli facciamo recapitare le nostre creazioni direttamente a casa con corriere espresso. I più fortunati, invece, quelli che abitano nelle nostre vicinanze, vengono a trovarci nel nostro laboratorio. Inoltre stiamo avviando delle convenzioni con alcuni rivenditori in diverse città. Metteremo un elenco dettagliato con le relative mappe di localizzazione sul nostro sito a cose fatte, come si dice: “Non dire gatto se non c’è l’hai nel sacco”!

Quali sono i vostri programmi per il futuro? Avete qualche progetto per far viaggiare all’estero Gatto Matto?
Abbiamo in mente di avviare nuove collaborazioni con altri artigiani. Nel corso dell’ultimo anno abbiamo conosciuto molti ceramisti e diverse tecniche di lavorazione che ci interessa approfondire. Ci piacerebbe creare degli scambi tra ceramisti italiani e stranieri, in particolar modo spagnoli e stiamo lavorando anche in questa direzione, ma i nostri interessi spaziano ben oltre la ceramica. Vogliamo dialogare con altri studi grafici e artigiani che lavorano con materiali diversi: carta, tessuti, pietre, metalli, ma con intenti e approcci simili al nostro, con l’obiettivo di diversificare il catalogo delle nostre creazioni. Certamente abbiamo in mente di portare le nostre ideazioni anche all’estero. Abbiamo molte idee per il futuro di Gatto Matto, ma ci piace pensare in prospettiva realizzando gli obiettivi concretamente, un passo alla volta, per darci modo di ragionare criticamente sul nostro lavoro e continuare a crescere professionalmente.

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Marina Marchetti

Intervista a cura di Marina Marchetti

Bocconiana curiosa sempre con lo zaino in spalla. L'unico modo per fermarsi un attimo è scrivere, scrivere e scrivere. Il continuo bisogno di comunicare non poteva che condurla nel mondo dei Social Media. Con l'orgoglio di una vera Geek Girl

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