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14. Giulia Di Quilio

7 minuti 1368 parole

Reciterà nel prossimo film di Sorrentino al fianco di Toni Servillo, e intanto gira l’Italia con il suo spettacolo di burlesque. Abbiamo intervistato Giulia Di Quilio

Quando la crisi non passa e ci regala giornate uggiose e poco raccomandabili cosa c’è di meglio di un po’ di sano divertimento per scacciare i cattivi pensieri? E perché non aggiungendoci un po’ di pepe? Il personaggio che vi presentiamo oggi ha sicuramente la ricetta giusta! Parliamo di Giulia Di Quilio, in arte Vesper Julie: attrice teatrale, cinematografica, televisiva, modella, ma soprattutto performer di burlesque.

Nata in provincia di Chieti il 14 novembre 1980 da genitori ristoratori (mamma sommelier e papà chef che hanno iniziato con una ditta di catering per  arrivare ad aprire un loro ristorante), la giovane Giulia ha frequentato il liceo artistico ”Misticoni” di Pescara e, appena raggiunta la maggiore età, si è trasferita a Roma per studiare recitazione col Maestro Enzo Garinei al laboratorio teatrale “Ribalte”. Ha esordito come modella, lavoro che l’ha portata in giro parecchio e dato da vivere per 7 anni e nel 2005 ha debuttato al cinema, prima con un ruolo nel docu-film di Vittorio Moroni “Le ferie di Licu” e poi nel 2006 con Giuseppe Tornatore ne “La Sconosciuta”. Oggi Giulia, oltre a darsi da fare come attrice, è però anche un’affermata burlesquer sotto lo pseudonimo di Vesper Julie.

Giulia, tu sei cresciuta in un piccolo paese dell’Abruzzo e sei finita a Roma per cominciare la tua carriera. Qual è stata la strada che ti ha portata qui?

Sin da piccola sognavo di esibirmi davanti ad un pubblico. Ricordo, che, verso i 6-7 anni, appena potevo, mi divertivo a recitare la fiaba della piccola fiammiferaia ai miei fratellini gemelli. Poi, crescendo, la televisione ha influito sui miei desideri di adolescente. Ebbene sì: seguivo Non è la Rai sognando di far parte di quel gruppo di ragazzine che, ogni pomeriggio, mi facevano compagnia esibendosi in canzonette o stacchetti pseudo-sexy. Così, alla prima occasione, ho partecipato ad un concorso di bellezza locale e, da lì, si può dire che sia partita la mia carriera. Sono andata a Milano per tentare la fortuna come modella. Ma, dopo solo due mesi, ho capito che non era quella la mia strada: troppo distante dal mio mondo e dalla mia sensibilità. Così mi sono trasferita a Roma, città che ho subito adorato e che mi ha accolta nel suo ventre materno, e dove ho mosso i primi passi nel teatro e nel cinema e  dove continuo a vivere.

Vesper Julie è il tuo nome d’arte. Ma solo come performer di burlesque o anche per le altre tue attività? Spiegaci come mai hai scelto questo nome.

Nel 2010 ho “incontrato” il Burlesque, arte performativa che unisce la mia passione per l’esibizione al teatro. Un mondo completamente nuovo per me, che mi ha appassionato sin dall’inizio, facendomi scoprire l’esaltazione della femminilità e della donna, con codici old style e richiami retrò. Questa ricerca artistica mi impegna da ormai due anni, ed è sempre più fonte di soddisfazione per me. Nel Burlesque è regola avere un nome d’arte, un alter ego per andare in scena ed essere la super donna che si sceglie di interpretare. E frequentando l’accademia di Burlesque del programma/talent show andato in onda su Sky Uno “Lady Burlesque”, al momento di decidere il proprio nome d’arte, mi sono ispirata al mio universo di riferimento: il Cinema. Adoro le femmes fatale e i personaggi intriganti e pieni di risvolti, come  Vesper Lynd, interpretata da Eva Green in 007 Casinò Royale del 2007. Accanto a “Vesper” ho aggiunto Julie, per “ricordarmi” il nome che porto. Ma Vesper Julie lo  uso esclusivamente per il Burlesque. Per il resto va bene Giulia Di Quilio. È più sobrio.

Roma per te è stata la tua Broadway o vorresti puntare ad arrivare più in alto, magari oltreoceano? 

A dire la verità vorrei arrivare semplicemente oltre la Manica, e magari far parte del cast del prossimo 007 come Bond Girl al fianco del fascinoso Daniel Craig. Ma, intanto, non mi lamento. Faccio il lavoro che amo e finora ho avuto la possibilità di lavorare con grandi registi del mio tempo.

Parliamo della tua esperienza come burlesquer: dove e com’è stata la prima performance?

La mia prima serata di Burlesque l’ho fatta a Roma in un locale che si chiama Open Gate, dove alcuni miei amici organizzatori di eventi mi hanno dato la possibilità di esibirmi, fidandosi completamente della mia “parola”: avevo assicurato di essere bravissima e di aver già fatto degli show. In realtà non mi ero mai esibita come burlesquer, ma il mio background di attrice di teatro mi ha dato la faccia tosta di buttarmi. E poi non mi sono mai fermata. Recentemente mi sono esibita nel musical Burlesque al Salone Margherita di Roma per la regia del grande Maestro Gino Landi. Un’esperienza unica.

E gli uomini? Lupi o agnellini?

Quello del lupo è solo un luogo comune che forse è più vero in contesti differenti, come negli strip club, ma, anche lì, ho i miei dubbi. Gli uomini sono agnellini, più che lupi: un po’ intimoriti dalla donna disinibita e ironica, timidamente imbarazzati o, altre volte, semplicemente divertiti. Io nei miei show incontro per lo più l’interesse delle donne, affascinate da un mondo fatto di tacchi a spillo, lustrini, sfarzosi abiti di scena e trucchi sfavillanti. Lo dimostra anche l’alto numero di corsi di Burlesque che stanno “invadendo” l’Italia.

E qual è, poi, quel particolare momento in cui ti esibisci in cui provi più soddisfazione?

La soddisfazione maggiore viene dal coinvolgimento del pubblico. A differenza del teatro tradizionale, nel burlesque si ha l’abbattimento della “quarta parete” e, quindi, il pubblico viene coinvolto e deve partecipare! Quello è un momento di gioia e divertimento in cui si ha la sensazione che il tempo si fermi.

Giulia, alcune locandine dicono che sei la più brava e più bella performer di burlesque in Italia. Hai partecipato a qualche concorso o festival? Qual è stato il tuo massimo palcoscenico fino ad oggi?

Beh, in realtà questo tipo di comunicazione la fanno i gestori dei locali per richiamare più pubblico. Il bello del burlesque è che non ci sono “regole”: ogni performer è unica e racconta la sua femminilità. Io racconto la mia e questo mi basta. Poi i palcoscenici di prestigio sono stati tanti, come ti dicevo: dall’esordio in Lady Burlesque, programma Sky diretto dal mitico Jocelyn fino al Salone Margherita diretta dal Maestro dello spettacolo leggero Gino Landi. Ma anche il debutto al Micca Club, locale di Roma completamente dedicato allo show burlesque.

Dita Von Teese è il punto di riferimento del burlesque nel mondo. Qual è invece il tuo punto di riferimento?

Di sicuro a Gypsy Rose Lee, performer burlesque e attrice, come me. E le grandi dive del cinema anni ‘30 e ‘40: Rita Hayworth, Greta Garbo, Marlene Dietrich…

Adesso parliamo di Giulia attrice. Parlaci della tua esperienza da attrice cinematografica. Sul tuo curriculum troviamo interessanti partecipazioni…

Ho appena lavorato nell’ultimo film di Paolo Sorrentino, al fianco di Toni Servillo in uscita ad aprile 2013. Un’apparizione forte, caratterizzata da un altro richiamo alle sfumature della seduzione, questa volta giocata su toni più neri e inquietanti…

Tornatore e Sorrentino: due cime del cinema italiano. Cos’hai provato a lavorare con loro? 

Beh, di entrambi posso dire che sono attentissimi ad ogni dettaglio: forse è proprio quello che fa la differenza. Inoltre, come tutti i “Grandi”, sono due registi che ti mettono a tuo agio, non creano tensione nell’attore, ma ti fanno sentire completamente libero di esprimerti.

Adesso parliamo del futuro: dove troveremo Giulia Di Quilio e Vesper Julie? Dove speri possano arrivare (e chi speri arrivi prima)?

Vesper Julie la vedremo esibirsi per la notte di Capodanno a Cortina D’Ampezzo presso l’Hotel Savoia, col numero della coppa di Champagne (da non perdere!), poi a seguire in giro per l’Italia col nuovo show, tutto mio, Club Burlesque show. Mentre Giulia Di Quilio la ritroveremo in scena con una commedia teatrale dal titolo “Toccata e Fuga” al Teatro Nino Manfredi di Ostia, ed in primavera sul grande schermo con “La Grande Bellezza” di Paolo Sorrentino e “Mi rifaccio vivo” di Sergio Rubini.

Con quale regista sogneresti di lavorare?

Terrence Malick. Senza dubbio.

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Photo credits: Pascal Pino

Nikola

Intervista a cura di Nikola

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