CONTATTAMI

Mettiamoci in contatto!

Per contattare l'intervistato devi accedere a Uncò Mag


Oppure Iscriviti manuamente

Giulia La Face

7 minuti 1278 parole

Torna in Italia dopo dieci anni in Portogallo e crea Rkm0, ristrutturazioni locali a chilometro zero. Intervista all’architetto Giulia La Face

unco-mag-la-face-700-8

Giulia, che lavoro fai?
Sono un architetto, adesso vivo a Verona, mi sono laureata al Politecnico di Milano, nella città di Mantova e ho fatto gli ultimi due anni finali con specializzazione in conservazione e restauro. E poi ho fatto un master internazionale di secondo livello alla facoltà IUAV di Venezia nel 2009 sulla gestione del Patrimonio Architettonico. Sono appena rimpatriata dal Portogallo dopo 10 anni, sono di nuovo a Verona da due mesi, sono stata un “cervello in circolo” più che in fuga, sono qui da poco con molti progetti da mettere in pratica, di idee che ho avuto nel frattempo all’estero, e l’idea di rimpatriare è nata dal fatto di volermi mettere in proprio, diciamo investire la mia conoscenza e il mio talento nel mio paese. Dall’estero ho fatto questo pensiero, sulla crisi economica in corso, mi pare quasi che i governi centrali stiano affamando le popolazioni come durante le guerre, mi sono quasi sentita richiamata alle armi, diciamo.. 🙂

Sei tornata da due mesi in Italia dopo dieci anni in Portogallo. Raccontaci un po’ la tua storia
Sono partita nel 2003 con una borsa di studio del progetto Erasmus, sono stata a Porto nella facoltà di architettura FAUP, molto famosa e che ha sfornato addirittura due premi Pritzker (Nobel per l’Architettura), l’Architetto Alvaro Siza e l’architetto Souto de Moura, e ho approfittato dell’opportunità e sono stata a studiare con loro. L’ho trovata una meravigliosa esperienza perché là sviluppano molto di più il lato pratico dell’architettura , con questo intendo che si lavora molto sul plastico. Invece in Italia sono molto più teorici, per cui per me così è stata una formazione completa. All’inizio non sono stati anni continuati, ma comunque nel totale sono rimasta fuori 10 anni a Porto, dove ho lavorato nella Pubblica Amministrazione, in Sovrintendenza per i Beni Architettonici e per il Comune di Porto per la conservazione del Centro Storico di Porto, Patrimonio UNESCO attraverso fondi comunitari. È stata un’opportunità unica, da subito mi hanno affidato incarichi di responsabilità per cui queste opportunità mi hanno spinto a rimanere all’estero, cosciente che in Italia non avrei ottenuto nello stesso breve tempo queste qualifiche. In tutti questi anni ho imparato la geografia della città e adesso conosco Porto come le mie tasche, sono stata a Washington a parlare ad una conferenze internazionale e presentare il caso di Porto.

E adesso?
Quello che adesso voglio è investire su me stessa, sentivo il bisogno di sviluppare idee mie e di investire tempo e denaro su di me, perché ho deciso di terminare la mia battaglia al lato del pubblico, e dedicarmi al privato. Adesso investirò sulla mia immaginazione e creatività, sui miei progetti da far sviluppare qui a Verona con le aziende locali, ho molte idee tra le quali “Ristrutturazione a Kilometro Zero”, che adesso ti spiego. Ma ho anche un progetto che spazia altre aree tra cui uno “Spa Low Cost” (lo sappiamo che ora tutto è “low cost”!), ma diciamo che la mia passione è sempre dirottata alla ristrutturazione e rivitalizzazione di spazi dismessi, promozione del territorio, al locale e alle maestranze creative.

Che cos’è Rkm0?
Significa “ristrutturazione a Km Zero”, vuole essere un motore e un agente della ristrutturazione di edifici dismessi, e di Patrimonio dismesso, al quale sono particolarmente sensibile, per trovare una soluzione economica al problema, soprattutto per pubbliche amministrazioni che si trovano senza fondi o senza idee. Nella pratica è un sito internet che pone in contatto domanda e offerta, pubblica o privata, nell’ambito della ristrutturazione edilizia e che permette a questi utenti di incontrarsi e scambiarsi opinioni, concorsi di idee o gare d’appalto, coinvolge anche i privati che hanno uno spazio da ristrutturare o rinnovare e lo pubblicano online. Saranno nostri utenti il pubblico che abbia degli spazi dimessi e non sappia cosa farsene, ma anche imprese edili o di produzione di materie prime o semi lavorate, artigiani e architetti che sul sito troveranno soluzioni, contatti, opportunità di lavoro.

Inoltre c’è un aspetto importante che è il “Kilometro zero” che significa la promozione e valorizzazione dell’uso e riuso di materiali locali. Per questo motivo tutto quello che viene inserito nel sito è geo-localizzato. Proporrò un premio alla creatività per coloro che realizzeranno con i materiali a Km Zero perché voglio spronare la creatività italiana. Sono anche sensibile alla sostenibilità ambientale e al riciclaggio, un altro aspetto che il sito promuoverà. Siamo in fase di crowdfunding per il progetto.

Sei un cervello in fuga con ritorno, ma perché tornare in un’Italia con molta offerta di architetti e poca domanda di architettura?
Sono un cervello in circolo, ho circolato e ho acquisito molti contatti che sto usando per il mio lavoro, vivo a Verona ma di fatto via internet continuo a lavorare con il Portogallo, dove sono vissuta; qui a Verona ho il vantaggio che sono a contatto con molte nuove industrie e aziende italiane. Ti do ragione quando dici che siano molti architetti, i dati ISTAT rivelano che un quarto degli architetti d’Europa risiede in Italia, ma io vengo con una esperienza estera che pochi hanno, un bagaglio di conoscenze che porto con me e che fanno la mia persona e hanno formato il mio modo di creare. Credo che ci sia spazio per tutti , basta che le cose che si fanno si facciano con passione. Gli architetti sono raggruppati in quelle che in Inghilterra hanno definito come “industrie creative” ossia attività che creano ricchezza attraverso l’intelletto e il lavoro creativo, molte volte sono artisti a cui mancano i segreti della gestione di impresa, per questo motivo esistono ora gli incubatori di imprese, ma tra l’altro non credo esistano in ambito di pura architettura (un altro progetto a cui sto pensando).
Fare impresa, creare posti di lavoro dipende da noi giovani imprenditori (mi considero tale) e a noi giovani italiani rimboccarci le maniche.

Cosa consigli ad una persona che vorrebbe intraprendere il tuo percorso?
Dico andate all’estero che vi apre la mente, è uno sforzo e un sacrificio, è vero, ma vale la pena! Fatevi un giro là fuori, non siate pigri, imparate un’altra lingua, mantenere contatti di lavoro con gli altri europei, perché la fuori ci sono modi di pensare a noi complementari. L’Italia è varia, basta andare al sud e si impara qualcosa di nuovo, ma viaggiare fa bene alla testa dell’architetto e dico anche di attualizzarsi costantemente attraverso anche riviste online o internet. Non mi piacciono le professionalità statiche, diciamo. Uscire con la modestia di imparare qualcosa di diverso è un arricchimento costante che poi si riflette nel lavoro.
Ad un giovane che vuole fare il mio percorso…devi spiegarmi meglio, perché io mi considero architetto, viaggiatrice, creativa, insomma io direi a tutti di scoprire le proprie passioni e svilupparle. Non fissarsi o focalizzarsi e questo fa bene anche per combattere la crisi attuale; cercare di essere appassionati e magari un po’ flessibili e pronti a reinventarsi. Magari anche trasformare l’hobby nel lavoro principale, creare business dalle passioni.

Sei felice?
Sono estremamente felice, perché sto finalmente seguendo progetti miei che nascono dalla mia testa e li sto ponendo in pratica, attraverso la ricca scelta del mercato imprenditoriale che mi trovo qui nel Veneto metto a frutto tutto quello che ho seminato in questi anni all’estero. Verona è molto creativa, ci sono giovani volenterosi che si lanciano a fare impresa e lavorano molto bene con passione e amore per il territorio e i luoghi dismessi. Sono felice di essere entrata in una nuova fase e felice di poter lavorare qui su questo patrimonio dismesso italiano.

unco-mag-giulia-laface

photo (1)

iphone marzo 2013 212

unco-mag-laface-7

unco-mag-giulia-laface-700

Alessio Sartore

Intervista a cura di Alessio Sartore

Il suo sito è alessiosartore.com

Lascia un commento

Racconta la tua Storia