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569. Giusy Sibilano / Luthopika

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La differenza tra creatività e artigianato? Ce la racconta Giusy Sibilano con i suoi gioielli tubolari all’uncinetto Luthopika. Entra in contatto con Giusy

Parole: 1032 | Tempo di lettura: 4 minuti

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Il ricamo e l’artigianato hanno caratterizzato la sua infanzia. Oggi, Giusy Sibilano, 39enne di Foggia, ha fatto dell’antica arte il proprio mestiere: dopo anni come archeologa, ha investito tempo ed energie per avviare Luthopika, etichetta sotto cui realizza gioielli tubolari all’uncinetto con particolari e coloratissime perline di vetro giapponesi. Ne nascono collane e bracciali decisamente originali, che promuove puntando tutto sul digitale e i social network.

Giusy, come nasce Luthopika e cosa ti ha spinto in questa direzione?
Le arti creative mi hanno accompagnato sin da bambina: a casa dei miei nonni il ricamo, i lavori a maglia e all’uncinetto rappresentavano gesti quotidiani come la pasta e il pane fatto in casa. Era impossibile per me non restare incantata per ore ad osservare quelle mani correre veloci sui ferri. Con il passare degli anni quella gestualità che era entrata a far parte anche della mia quotidianità, ha ceduto il passo alla routine e frenesia quotidiana, finendo in un angolo del mio armadio.

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E poi come l’hai recuperata?
Finalmente nel Dicembre 2010, dopo una pausa di oltre 15 anni – con una laurea in Lettere, un dottorato in Informatica applicata alla ricerca archeologica, anni di lavoro in ambito accademico e poi nel settore archeologico come libero professionista – ho compreso che la separazione da quel rito quotidiano era durata abbastanza e che avevo veramente bisogno di ritagliarmi un momento solo mio senza tutte quelle preoccupazioni e l’incredibile stress che il lavoro mi procurava quotidianamente: Luthopika è nata in una di quelle sere del dicembre 2010 quando a gambe incrociate sul divano ho iniziato a creare accessori dallo stile minimal ed essenziale, forme semplici e lineari, in grado di rispecchiare il mio stile e il mio carattere.

Che tipo di prodotti realizzi, con quali materie prime e come ti organizzi per procurarle?
Ogni mia creazione è il risultato di una lavorazione conosciuta come “beaded crochet”, una tecnica che nasce dalla fusione dell’antica arte del tubolare all’uncinetto con l’aggiunta di perline in vetro giapponesi perfette per questo tipo di lavorazione. Purtroppo, ad eccezione dei filati, le materie prime che utilizzo non sono reperibili in negozi fisici della mia zona, ragion per cui abitualmente mi rivolgo a negozi/rivenditori specializzati on line (italiani, inglesi, francesi) dove è possibile trovare rocailles (come vengono chiamate dagli “addetti ai lavori”) in forme e dimensioni differenti e per ciascuna di esse è disponibile una scala cromatica davvero ampia. Quando voglio creare pattern particolari ricorro ad un fantastico design software open source, jbead, ideato appositamente per i cultori del beaded crochet: attraverso questo semplice programma di elaborazione grafica posso disegnare direttamente in digitale gli schemi che andrò successivamente a realizzare infilando perline di colore differente secondo la sequenza numerica che il programma restituisce una volta completato il disegno del pattern.

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Luthopika è oggi il tuo principale lavoro o lo svolgi in parallelo a un lavoro principale?
Oggi Luthopika rappresenta il mio presente e il mio futuro. A Gennaio 2015 ho infatti deciso che era giunto il momento di regalarmi una chance, interrompendo definitivamente la mia professione di archeologa e concentrando tutto il mio impegno e la mia energia in questo nuova, stimolante ed entusiasmante esperienza professionale che ha saputo regalarmi in questi ultimi anni preziose soddisfazioni.

Chi sono i tuoi clienti?
Sono seguita, in particolar modo, da un pubblico femminile, anche se non manca qualche estimatore al maschile. Stilare un identikit della mia cliente ideale è tuttavia un compito arduo perché nel tempo ho compreso che la mia clientela è davvero versatile ed eterogenea, un aspetto questo certamente entusiasmante, ma anche problematico quando penso alla necessità di costruire una strategia di comunicazione mirata al mio target: le clienti Luthopika sono, infatti, donne di età e professione differenti, con stili di vita e gusti estetici a volte molto distanti tra loro, e spesso molto lontane anche dal punto di vista geografico. La scelta di essere presente in alcuni dei market place più conosciuti nel settore della vendita di articoli handmade (Etsy, Dawanda, A little Market) mi ha, infatti, permesso di raggiungere nuovi acquirenti non solo in Europa, ma anche negli Stati Uniti, in Canada, in Australia e a Hong Kong.

Sfrutti il web per la tua attività e se sì in che modo?
Amo definirmi un’artigiana 2.0. La rete è indubbiamente il principale canale di comunicazione e di promozione del mio brand: l’esperienza acquisita negli anni dedicati alla ricerca archeologica in ambito digitale ha rappresentato un importantissimo bagaglio di conoscenza di cui ho fatto tesoro nel momento in cui ho realizzato l’importanza della rete e delle sue potenzialità in termini di diffusione e condivisione del mio lavoro. Credo che un uso intelligente dei più importanti social media attualmente in circolazione sia fondamentale non soltanto perché permette a più gente possibile di conoscere me e le mie creazioni, ma anche perché mi consente qualcosa di più prezioso: fare networking, costruire una rete di contatti con colleghi e realtà simili, ma distribuiti su tutto il territorio italiano e non. Per questo motivo tratto Facebook, Instagram, Pinterest, Tumblr, Twitter come veri strumenti di lavoro alla stregua dei miei filati, delle mie perline e del mio uncinetto. Ecco perché nell’arco della giornata dedico ugual tempo alla fase produttiva e a quella di promozione/comunicazione via social media.

Quali sono i progetti e gli step futuri riguardo alla tua attività?
Attualmente faccio parte di un collettivo di artigiani, dal nome Artificio, una realtà nata dall’incontro di tante belle mani e dall’unione di 7 menti, tutte pugliesi, decise a dare il proprio contributo in materia di artigianato creativo e che ha già mosso i suoi primi passi in una serie di esposizioni temporanee che hanno saputo valorizzare e comunicare in maniera differente l’autoproduzione pugliese.
Il nostro obiettivo, che speriamo di riuscire a realizzare in un futuro prossimo, è quello di dare vita a uno spazio comune, un luogo interattivo di Arti e Saperi manuali, uno spazio privilegiato di incontro fra arti cugine accomunate dal filo conduttore unico del creare cultura.

Cosa ti viene in mente se dico ‘creatività’ e cosa se dico ‘artigianato’?
La creatività è passione, fantasia, idee ed estro in divenire; l’artigianato comporta impegno e studio, capacità manuale e progettualità. Entrambi sono componenti fondamentali e imprescindibili di quel processo creativo che ha reso il settore manifatturiero italiano così importante e riconoscibile in tutto il mondo.

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Elisa di Battista

Intervista a cura di Elisa di Battista

Giornalista, appassionata di comunicazione, digitale, social media, fotografia. Blogger, racconta storie di giovani e artigianato sul suo blog www.laureatiartigiani.it. Seguila su Twitter: @ElisaDiBattista

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